Otmar Szafnauer è pronto a rientrare nel mondo della Formula 1 da protagonista.
Dopo le esperienze alla guida di Aston Martin e Alpine, il manager rumeno-americano ha rivelato di essere al lavoro, ormai da oltre un anno, su un ambizioso progetto per dare vita alla dodicesima squadra nel Circus. Un’idea che, come dichiarato durante il weekend del GP di Miami in occasione di un forum organizzato da The Race, potrebbe diventare realtà già nel prossimo futuro.
Una squadra con basi solide
Non si tratta solo di parole: secondo Szafnauer, le fondamenta del progetto sono già ben definite. “I finanziatori sono persone serie, con le risorse necessarie per sostenere una squadra di Formula 1”, ha affermato nel podcast Team Principal di The Race. A completare il quadro, ci sarebbe anche un costruttore motoristico già pronto a entrare in gioco.

Il nome del marchio coinvolto non è stato reso noto, così come quello degli investitori, ma le intenzioni sono chiare: l’obiettivo è farsi trovare pronti nel caso in cui la FIA e Liberty Media decidano di aprire un nuovo bando per una squadra aggiuntiva sulla griglia, oggi composta da dieci team.
Acquisizione o progetto da zero?
Szafnauer non esclude nemmeno l’ipotesi di rilevare una delle squadre esistenti, nel caso in cui si presenti l’opportunità giusta. “Il problema è che, attualmente, nessuno sta vendendo. Ma le cose potrebbero cambiare con l’arrivo del nuovo Patto della Concordia dal 2026”, ha spiegato.

Dal punto di vista economico, la differenza tra creare una scuderia da zero o acquisirne una esistente si aggirerebbe tra il 10% e il 30% dei costi. Tuttavia, fondare una nuova realtà comporta ulteriori spese legate all’anti-dilution fee – una tassa prevista per tutelare i team già presenti – e alla costruzione delle infrastrutture necessarie, tra cui galleria del vento, reparto R&D e sede operativa.
Tempi e prospettive
Nell’ipotesi di una nuova squadra costruita da zero, Szafnauer individua il 2028 o il 2029 come gli anni più realistici per il debutto in pista. Un orizzonte temporale che combacerebbe con il ciclo tecnico regolamentare post-2026, o al limite con una fase intermedia del regolamento attuale, destinato comunque a mantenere l’impostazione ibrida anche oltre il 2030.
“Con le risorse a disposizione e le persone giuste, si può essere competitivi in tre o quattro anni. Lo abbiamo fatto già ai tempi della BAR: nel 2000, al secondo anno, eravamo quarti nel mondiale costruttori, partendo praticamente da zero”, ha ricordato Szafnauer.

Il piano ricalcherebbe, per certi versi, il modello Aston Martin di Lawrence Stroll: investimenti strutturali pesanti per costruire una base solida e attrarre i migliori talenti tecnici sul mercato.
Pronti a cogliere l’occasione
Al momento non è stata ufficializzata alcuna apertura verso un dodicesimo team da parte di FIA e Formula 1, ma Szafnauer non vuole farsi trovare impreparato: “Non so se e quando si aprirà il processo, ma se succederà, voglio essere pronto. E se accadesse a breve, il 2028 o 2029 sarebbe una scadenza realistica”. Nel frattempo, dietro le quinte si lavora. In silenzio, ma con determinazione.
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