Doveva essere il fine settimana della riscossa, si è trasformato in un nuovo incubo. Per Fernando Alonso, il Gran Premio di Monaco 2025 è stato l’ennesimo capitolo di una stagione da dimenticare, ancora priva di punti e, ora, anche di pazienza.
Se il ritiro per un problema alla power unit ha ufficialmente chiuso la sua corsa, la vera resa – per Fernando Alonso – era iniziata ben prima, tra scelte strategiche discutibili e team radio che definire tesi sarebbe riduttivo.

Un sabato brillante, una domenica storta
E dire che il weekend monegasco era cominciato sotto buoni auspici. Sesto in qualifica, con una Aston Martin che finalmente sembrava poter competere nella zona punti, Alonso si era guadagnato il diritto di crederci. Ma a Monaco il margine di errore è nullo, e basta una chiamata ai box sbagliata per ribaltare tutto. O più di una, nel caso specifico.
Strategia discutibile e nervi tesi
Già nei primi giri dopo il via, la posizione in pista sfuma: Hamilton e Hadjar lo passano grazie a una gestione dei pit-stop che lascia più di qualche interrogativo. E Alonso, da sempre poco incline a mascherare il proprio pensiero, non si trattiene.

Al giro 17, è lui a prendere in mano il microfono: “Dovete spiegarmi cosa state facendo con la strategia. Dovete spiegarmelo”. Un minuto dopo, la voce dell’ingegnere Vizard prova a rimettere ordine: “Dobbiamo marcare Hamilton”. Ma la risposta dell’asturiano è un colpo al cuore della squadra: “Non posso spingere adesso! Se creiamo del graining siamo finiti! Perché ci siamo fermati? Un mistero”.
Non è solo una questione tecnica, è comunicativa. Il tono è sarcastico, rassegnato, ma anche carico di una rabbia che ormai da settimane si annida sotto la corazza del veterano spagnolo. E l’apice arriva con un’amara constatazione: “Abbiamo dato pista libera ad altra gente, o cosa abbiamo fatto?”
Un finale annunciato
Alla fine, il destino toglie anche la possibilità di combattere fino al traguardo. La power unit cede, e con essa ogni speranza di riscattare un avvio di stagione da incubo. Il bilancio parla chiaro: zero punti, tensioni interne, e un Alonso sempre più ai margini del progetto Aston Martin, o almeno di quello che sembrava essere un progetto vincente solo un anno fa.

E ora? L’unica certezza è che, al netto del ritiro, a preoccupare davvero è la disconnessione crescente tra Alonso e il suo team. In una Formula 1 dove i dettagli fanno la differenza, il vero guasto sembra essere nella comunicazione. E non servono i dati per capirlo: basta ascoltare la radio.
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