Frederic Vasseur, team principal della Rossa, in una lunga intervista a La Stampa, ha messo ordine in uno dei momenti più delicati della stagione, spegnendo le polemiche e accendendo un faro sul futuro.
Quando è arrivato a Maranello, Lewis Hamilton era accompagnato da un coro di aspettative. Ma l’impatto con il mondo Ferrari non è stato facile: poche soddisfazioni in pista, frustrazione crescente e team radio che hanno fatto discutere.
Hamilton, il tempo dell’adattamento
“Gli mancano i dettagli. Centesimi che oggi fanno la differenza tra la gloria e il grigiore. Ma sono cose normali, quando si cambia squadra”, ha detto Vasseur.

Una frenata nel percorso del campione inglese, che però non preoccupa il suo nuovo capo: “Capisco la sua frustrazione, è la stessa che Leclerc ha provato a Montecarlo. I grandi piloti vogliono vincere, sempre. Se non si arrabbiano quando non ci riescono, c’è qualcosa che non va.”
Nessuna guerra, solo lavoro
A chi sogna fratture interne, Vasseur risponde con i fatti. Nessun muro contro muro, nessuna crisi da spogliatoio. Solo la voglia di migliorare. “I team radio? Mi interessano poco. Quando si corre a 300 all’ora tra i muretti, è normale avere reazioni forti. L’importante è che prima e dopo ci sia confronto. E con Lewis c’è, vi assicuro che non esiste nessuna guerra.”
E sulla penalità di Monaco, che ha rovinato una possibile rimonta: “È stato un malinteso legato al GPS. Abbiamo perso il segnale di Verstappen. Peccato, perché la seconda fila poteva aprire scenari diversi.”

Leclerc, finalmente leader (senza dirlo)
Se Hamilton cerca il feeling con la macchina, Leclerc lo ha trovato eccome. Il 2025 lo sta mostrando più lucido, più aggressivo, più sicuro. E Vasseur non si nasconde: “Sì, è il miglior Leclerc di sempre. Ha fatto un bel passo avanti, ora sa con precisione cosa vuole dalla macchina e dagli ingegneri. È più diretto, più maturo.”
Ma guai a parlare di leadership: “Non abbiamo bisogno di un leader. Abbiamo due top driver. E credo che Charles sia cresciuto anche grazie alla presenza di Lewis. Allo stesso modo, Leclerc sta aiutando Hamilton a inserirsi nel team. È questo lo spirito giusto.”

Un amore chiamato Ferrari
C’è un dettaglio che fa la differenza, però. Leclerc è Ferrari da sempre. Lo è nell’anima, oltre che nel contratto.
“È innamorato di questa squadra. La sua carriera è tutta rossa, fin dai giorni dell’Academy. Non cerca un’altra opportunità, è parte del progetto, è parte della famiglia. E lo rispetto profondamente per questo.”
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