Canada, colpo di scena dopo la vittoria di Russell: due uomini Mercedes perdono il volo a causa della protesta Red Bull
Una vittoria straordinaria oscurata da una lunga attesa
Doveva essere un weekend trionfale, e lo è stato, ma non senza un colpo di scena in pieno stile Formula 1. George Russell, fresco vincitore del Gran Premio del Canada, ha rivelato un retroscena curioso e, per certi versi, paradossale: due membri di spicco del team Mercedes hanno perso il volo di ritorno a causa della protesta presentata da Red Bull nei concitati minuti finali della gara.

La protesta Red Bull e l’ombra della Safety Car
Il team austriaco ha infatti presentato un reclamo ufficiale alla FIA, accusando Russell di “condotta antisportiva e pericolosa” sotto regime di Safety Car. Secondo la ricostruzione fornita da Red Bull, il britannico avrebbe mantenuto una distanza di oltre dieci lunghezze dalla vettura di sicurezza, contravvenendo al regolamento.
Questa condotta, a loro dire, avrebbe creato confusione in pista e innescato un episodio controverso: Max Verstappen, nel tentativo di ristabilire l’ordine, avrebbe superato brevemente Russell. Un’azione anch’essa vietata, che ha inevitabilmente attirato l’attenzione dei commissari.

Cinque ore di attesa, poi il verdetto
La FIA non ha potuto fare altro che convocare entrambi i piloti in direzione gara per raccogliere le rispettive versioni dei fatti. A rappresentare la Mercedes erano presenti due figure chiave: Ron Meadows, direttore sportivo, e Andrew Shovlin, direttore tecnico di pista. Entrambi sono rimasti coinvolti in un’udienza interminabile durata oltre cinque ore.
Al termine dell’analisi dei dati, dei video e delle telemetrie, la FIA ha deciso di respingere la protesta, confermando così la legittimità della vittoria di George Russell.

Russell: “Piccola seccatura, ma ora è tutto alle spalle”
A distanza di ore, il vincitore ha commentato la vicenda con tono disteso, ma non senza sottolineare gli effetti collaterali dell’intera faccenda: “Shov e Ron, che lavorano duramente con noi ogni weekend, hanno perso entrambi il volo per tornare nel Regno Unito”, ha rivelato Russell a Sky Sports F1 e poi riportato da RacingNews365
“È stata una piccola perdita di tempo per tutti, una seccatura, ma nulla di più. Ora guardiamo avanti. Sono solo contento che non sia successo niente di grave, in un modo o nell’altro”.
Curiosa anche l’ammissione di Verstappen, che ha dichiarato di “non essere nemmeno al corrente del fatto che fosse in corso una protesta”. Un elemento che ha contribuito ad aumentare il senso di confusione nelle fasi post-gara.

Dietro la gloria, il lavoro spesso invisibile
L’episodio ha evidenziato quanto il lavoro dietro le quinte delle scuderie sia spesso frenetico e invisibile agli occhi del grande pubblico. Meadows e Shovlin, due colonne portanti della struttura Mercedes, hanno letteralmente sacrificato la propria logistica per tutelare gli interessi del team e garantire che la vittoria del proprio pilota non venisse compromessa da questioni regolamentari.
È una storia che aggiunge pathos a un fine settimana già carico di tensione sportiva, culminato con una delle migliori prestazioni della carriera di Russell, come sottolineato da diversi addetti ai lavori.

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