Entusiasmante tappa quella svoltasi al GP Road America, il quale ha sugellato l’ennesimo dominio Honda a discapito di Chevy, oggi vediamo nella rubrica “Top e Flop” i protagonisti di questo scoppiettante weekend di gara.
Tappa favolosa ed emozionante quella che si è svolta a Road America dove non sono mancati i colpi di scena, duelli all’ultima staccata e tanti, tantissimi sorpassi al limite. Oggi in questa classifica di top e flop andiamo a scoprire chi sono stati i protagonisti di questo Gran Premio chi tra i top e chi invece tra i flop.
TOP 3
1) ALEX PALOU
Cosa dire di questo ragazzo: ormai io personalmente non riesco a trovare degli aggettivi giusti per descriverlo, non è umano. Egli è di un’altra categoria, oggi a Road America ha dimostrato tutto il suo talento nel saper leggere la gara prendersi dei rischi e allo stesso tempo evitarli, avere le strategie giuste e di trovarsi nel posto giusto al momento opportuno ed, è ciò che gli è capitato a due giri dalla fine quando dopo aver duellato a distanza contro Dixon, quest’ultimo lo ha lasciato andare a causa della poca benzina rimastagli nella sua vettura consegnando di fatto la vittoria al catalano.
Si può dire fortuna sfacciata, talento o anche tempismi perfetti ma oramai abbiamo capito che è lui l’uomo da battere e il punto di riferimento di questa nuova generazione della IndyCar.
La “PalouCar” continua a colpire ancora.

2) FELIX ROSENQVIST
Per lo svedese è stato un weekend fenomenale, una gara in rimonta con sorpassi al limite e, con le giuste strategie ai box è riuscito nell’impresa di arrivare a podio. Un’ottima prestazione per lui ma anche per il team Meyer Shank Racing che, potrebbe essere un punto di svolta interessante, dopotutto lo scorso anno sia lui che MSR hanno dato prova di essere competitivi anche contro i team molto più grossi e blasonati di loro. Mi auguro che possa replicare questo tipo di risultati anche nelle prossime tappe, poiché lo svedese ha molto talento e tanto da dimostrare.
Podio spettacolare.

3) SANTINO FERRUCCI
Nonostante il suo terzo posto questo ragazzo ha rubato l’intera scena a Road America più dei due suoi colleghi Rosenqvist e Palou, dopo la sfiancante corsa lui è uscito dalla vettura e dal pubblico ha potuto sorseggiare della birra, facendo esplodere il pubblico di gioia.
Ma non siamo qui per parlare del post gara, ma di ciò che lui e il team hanno costruito una superba gara, con un terzo posto meritatissimo, oltre a ciò a differenza di altre gare si è visto molto più “calmo” del solito e tutto ciò lo ha premiato.
Con questo podio egli ha onorato la memoria della proprietaria dello sponsor Sexton, venuta a mancare da pochi giorni, come omaggio non è stato per niente male.
Steal the show.

MENZIONE D’ONORE: SCOTT DIXON
Dopo Alex Palou ed anche lui il protagonista di questa gara; rimonta impossibile da 25° a primo, con una gestione maniacale dei consumi del carburante e delle gomme, tirate fino al loro limite estremo che purtroppo coincideva a due giri al termine della corsa; purtroppo la troppa poca benzina lo ha tradito, regalando di fatto la vittoria ad Alex Palou che era secondo in quell’occasione. Sarebbe stato epico e surreale vederlo tagliare il traguardo in quelle condizioni ma, va bene lo stesso.
Controllo totale.

FLOP 3
1) LOUIS FOSTER
Il poleman di Road America ancora una volta, non ha saputo capitalizzare l’occasione appena avutagli dopo una inaspettata pole in questo circuito. Purtroppo di tutto ciò è frutto di una serie di cose: poca esperienza sulla IndyCar, mancanza della lettura della gara anche nei momenti di imprevisti e difficoltà e delle strategie ai box che non lo hanno premiato a dovere. Un gran peccato per il campione in carica Indy NXT che si vede sfuggire un’altra occasione ghiotta sia per lui ma anche per il team Rahal Letterman Racing, ma c’è sempre margine di miglioramento.
Occasione persa.

2) CONOR DALY
Sinceramente lo avrei messo tra le menzioni onorevoli assieme a Dixon ma non l’ho fatto per un solo motivo: il suo incidente che poteva avere ripercussioni quasi zero se non si fosse comportato in quella maniera.
Uscire fuori pista dopo una frenata è un errore che tutti posso commettere, e su questo non ci piove ma, staccare il gancio dal pick-up della IndyCar Safety Team e girare sul circuito con il gancio ancora attaccato alla monoposto che penzolava qua e là, è stato stupido e allo stesso tempo rischioso per lui e per chi vi era in pista.
La sua foga che lo ha portato ad essere protagonista a St. Louis, qui a Road America gli ha solo provocato dei danni tra cui la sua gara della quale stava replicando le prestazioni fatte al WWTR ma, questa volta la sua foga e la sua determinazione non lo hanno per nulla aiutato. Un’altra considerazione da fare è anche rivolta ai commissari di gara e il team che invece di richiamarlo subito ai box lo hanno lasciato andare per due giri in quelle condizioni, per poi sanzionarlo con una penalità di stop and go di 10 secondi.
Fuori controllo.

3) CHRISTIAN LUNDGAARD
Il numero 7 di Arrow McLaren non è stato in grado di lottare per il podio a causa delle numerose bandiere gialle e cambi di strategia che lo hanno penalizzato fortemente a tal punto da giungere ultimo al termine della corsa. Purtroppo non è la prima volta che il danese non riesce a mantenere la sua competitività a causa di eventi terzi o anche del traffico presente in pista ma nonostante ciò c’è anche stato un lato positivo ovvero i duelli all’ultima staccata contro gli avversari che aveva davanti, in particolar modo contro Kyle Kirkwood, il quale hanno regalato spettacolo al pubblico.
Aggiustamenti da portare.

MENZIONE DISONOREVOLE: TEAM PENSKE
Ennesimo weekend nero per il team del Capitano, il quale non è riuscito a portare nessuna delle tre vetture a sua disposizione. Will Power e Scott McLaughlin non sono riusciti nell’impresa di portare le loro monoposto nella zona che conta, complici il traffico, i sorpassi al limite del regolamento e diverse peripezie che li hanno visti protagonisti in negativo; per non parlare di Josef Newgarden costretto al ritiro dopo aver perso il controllo dell’auto all’ultima curva del circuito, finendo a muro.
Sembra che la sfortuna non voglia lasciare il team Penske che, in questo periodo nerissimo, ha veramente bisogno di un risultato utile per rialzare la testa dopo le sfortune e gli scandali che l’hanno colpito e, in un clima dove non vi regna la stabilità dovuta ai licenziamenti di diversi membri dopo la Indy 500, non ha fatto per nulla bene al team e, tali scelte le stanno pagando tutt’ora.
C’è bisogno di riscatto.

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