La 103ª edizione della leggendaria Pikes Peak International Hill Climb, disputata domenica 22 giugno 2025, entrerà di diritto negli annali del motorsport. A scrivere una pagina epica di questa iconica “corsa verso le nuvole” è stato Simone Faggioli, primo italiano nella storia a conquistare la vetta, non solo in senso geografico ma anche sportivo.
Al volante della sua Nova Proto NP01 Bardahl, un prototipo ultraleggero spinto da un V6 biturbo da circa 800 cavalli, Faggioli ha sbaragliato la concorrenza fermando il cronometro sul tempo di 3 minuti e 37 secondi. Un risultato straordinario, ottenuto su un tracciato accorciato fino a Glen Cove, a causa dei venti fortissimi che soffiavano oltre i 100 km/h nella parte alta della montagna, rendendo impraticabile l’arrivo classico ai 4.302 metri di quota.
Ma ciò che rende ancora più iconica questa vittoria è l’avversario sconfitto: Romain Dumas, leggenda della Pikes Peak e pilota ufficiale Ford, che si presentava al via con la Ford Super Mustang Mach‑E. Si tratta di un prototipo completamente elettrico, dotato di tre motori e di una downforce da vettura preparata per Le Mans. Una vera e propria sfida tra due visioni dell’automobile: da un lato l’estrema leggerezza e reattività di un’auto termica pura; dall’altro, l’irruenza dell’elettrico spinto dalla tecnologia più avanzata di Ford Performance.
Una doppietta tricolore e un successo simbolico
A completare una giornata indimenticabile per i colori italiani ci ha pensato Diego Degasperi, compagno di squadra di Faggioli e al debutto assoluto sulla salita americana. Anche lui su NP01 Bardahl, Degasperi ha conquistato il terzo posto assoluto con il tempo di 3’45″183, risultando il miglior esordiente e ricevendo il premio “Rookie of the Year”.
Una “doppietta” tricolore che non celebra solo il talento dei due piloti, ma anche il lavoro del team Nova Proto e del partner tecnico Bardahl, che ha sviluppato fluidi e additivi capaci di resistere alle condizioni estreme di altitudine e temperatura caratteristiche della Pikes Peak.
Per Simone Faggioli, undici volte campione europeo e diciotto volte campione italiano nelle cronoscalate, si tratta di uno dei riconoscimenti più importanti della sua straordinaria carriera. Dopo il secondo posto del 2018, è finalmente riuscito a mettere il suo nome sull’albo d’oro della Pikes Peak, coronando un sogno lungo una vita. Ma il suo trionfo va ben oltre il risultato personale: è un successo simbolico per tutto il motorsport italiano, che ritrova in questa vittoria un motivo di orgoglio, frutto di tenacia, preparazione e visione tecnica.
In un’epoca dominata dalla transizione elettrica, il successo di Faggioli lancia un messaggio forte: il termico ha ancora voce, soprattutto quando si tratta di performance assolute in contesti estremi. Non è una resa, ma una sfida aperta. La Ford tornerà, e con ogni probabilità lo farà ancora più agguerrita. Ma per ora, il “King of the Mountain” è lui. È Simone Faggioli.
E l’eco della sua impresa, tra le curve del Colorado, risuonerà a lungo…
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