Cinque anni dopo il terribile incendio che nel 2020 pose fine alla sua avventura in Formula 1, Romain Grosjean ritrova il volante di una monoposto del Circus.

IMSA | Grosjean scherza dopo l’impresa di Watkins Glen: “Sono cotto… e so cosa significa!”

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Dalla Formula 1 all’IMSA, Romain Grosjean continua a far parlare di sé. Stavolta, però, lo fa con ironia pungente e autoironia tagliente.

Dopo una prestazione “accaldata” alla 6 ore di Watkins Glen, l’ex pilota di F1 ha scherzato su uno degli episodi più drammatici della sua carriera: il terribile incidente in Bahrain del 2020.

Lo scenario è quello di Watkins Glen, nel cuore del campionato IMSA. Grosjean, oggi impegnato nella classe GTP al volante della Lamborghini SC63 del team Riley Motorsport, ha condiviso l’abitacolo con un altro ex Formula 1, Daniil Kvyat. A metà gara, il francese ha concluso uno stint impegnativo in testa alla corsa, prima di cedere il volante al compagno.

Dalla Formula 1 all’IMSA, Romain Grosjean continua a far parlare di sé. Stavolta, però, lo fa con ironia pungente e autoironia tagliente.

Ma quel che ha fatto notizia è stata la sua condizione fisica dopo essere sceso dall’auto: visibilmente provato, sudato e senza forze, Grosjean è stato soccorso dai membri del team con bottiglie d’acqua versate addosso e sul casco. Niente aria condizionata, niente giubbotto refrigerante, e per giunta con un sistema di idratazione guasto: una vera e propria sfida al limite della sopportazione.

Sono completamente cotto. E so bene cosa significa ‘cotto’, fidatevi!”, ha scherzato con i giornalisti subito dopo il cambio, con un chiaro riferimento al terribile rogo che nel 2020 segnò l’epilogo della sua carriera in Formula 1.

Dalla Formula 1 all’IMSA, Romain Grosjean continua a far parlare di sé. Stavolta, però, lo fa con ironia pungente e autoironia tagliente.

In quell’incidente, la sua Haas si spezzò in due e prese fuoco dopo essere penetrata tra le barriere. Grosjean riportò ustioni alle mani e non tornò in pista per il finale di stagione, salutando così il Circus. Da allora, si è guadagnato il soprannome di “The Phoenix”, simbolo della sua rinascita nel motorsport americano tra IndyCar e IMSA.

A Watkins Glen, però, nonostante la fatica estrema, il francese ha mostrato il suo valore:Sono fiero della mia prestazione. Siamo stati velocissimi sul bagnato con le slick. Ogni giro era come una qualifica. Sì, probabilmente quelli dietro risparmiavano energia, ma io volevo mantenere la testa e mostrare che possiamo lottare davanti”, ha detto con soddisfazione.

Il duo Grosjean-Kvyat ha chiuso al settimo posto assoluto, in una gara vinta dall’equipaggio Blomqvist-Braun su Acura. Il futuro? Grosjean non nasconde il desiderio di tornare a tempo pieno in IndyCar, dove quest’anno figura come pilota di riserva per Prema, dopo la separazione da Juncos Hollinger. “Avrei voluto essere in griglia quest’anno, ma non sempre si può scegliere. Questa era la miglior opportunità disponibile e sono felice di averla colta”, ha dichiarato di recente a The Race.

In attesa di nuove occasioni, il francese continua a costruire la sua seconda vita da pilota con grinta, passione… e una buona dose di ironia. Anche quando il caldo lo “cuoce”, letteralmente.

Dalla Formula 1 all’IMSA, Romain Grosjean continua a far parlare di sé. Stavolta, però, lo fa con ironia pungente e autoironia tagliente.

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