Il ruggito della Formula 1 potrebbe presto riecheggiare di nuovo tra le curve del leggendario Autódromo Óscar y Juan Gálvez di Buenos Aires.

Buenos Aires sogna la F1 con un “nuovo” circuito

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Il ruggito della Formula 1 potrebbe presto riecheggiare di nuovo tra le curve del leggendario Autódromo Óscar y Juan Gálvez di Buenos Aires.

Dopo oltre vent’anni di assenza dal calendario del Circus, l’Argentina compie finalmente un passo concreto verso il ritorno della massima categoria automobilistica, grazie ad un ambizioso progetto di riqualificazione del circuito cittadino.

Una ristrutturazione in due fasi: MotoGP nel mirino, F1 come obiettivo

La scintilla che ha acceso la miccia è l’arrivo del MotoGP nel 2027. Ma se da un lato la fase 1 del piano punta a soddisfare i requisiti della FIM per ospitare il motomondiale, è la seconda fase quella che scalda davvero il cuore degli appassionati: ottenere la certificazione di Grado 1 della FIA, l’unica che consente di ospitare un Gran Premio di Formula 1.

Il ruggito della Formula 1 potrebbe presto riecheggiare di nuovo tra le curve del leggendario Autódromo Óscar y Juan Gálvez di Buenos Aires.

Il masterplan porta la firma illustre di Hermann Tilke, il celebre ingegnere tedesco dietro molti degli autodromi più moderni del mondiale. Tilke ha ideato un nuovo tracciato di circa 5 km, con standard di sicurezza aggiornati e un layout pensato per spettacolarità e flessibilità. Il disegno prevede una configurazione condivisa per il 90% da MotoGP e F1, con piccole differenze in due curve per favorire i sorpassi nel caso delle monoposto.

Tra memoria storica e modernità

Il progetto non dimentica il passato glorioso del circuito, ma lo reinterpreta. Curvoni iconici come Vivorita, Ombú o la S di Senna verranno eliminati fisicamente, ma i loro nomi sopravvivranno nel nuovo tracciato, designando curve e settori. Una scelta che vuole mantenere vivo il legame con la tradizione, anche all’interno di una struttura totalmente nuova.

Alcune sezioni storiche, come il Curvón Salotto e la Chicane Ascari, verranno invece preservate, per mantenere un contatto diretto con il tracciato numero 12, familiare ai tifosi argentini.

Il ruggito della Formula 1 potrebbe presto riecheggiare di nuovo tra le curve del leggendario Autódromo Óscar y Juan Gálvez di Buenos Aires.

Un impianto all’avanguardia per 120.000 spettatori

Oltre al rifacimento del layout, l’intervento prevede una profonda modernizzazione dell’infrastruttura: nuovi box, paddock ampliato, tribune fino a 120.000 posti, aggiornamenti elettrici, piani di drenaggio e barriere di sicurezza rinnovate. Il progetto include anche spazi per eventi collaterali, come un’arena per concerti e aree panoramiche con vista a 360° sul tracciato, pensate per migliorare l’esperienza del pubblico.

“Vogliamo un circuito emozionante, non solo per i piloti, ma anche per gli spettatori”, ha spiegato Tilke durante la presentazione ufficiale, sottolineando l’importanza di creare un evento capace di attirare un pubblico ampio e diversificato.

La sfida economica e politica: la F1 è davvero possibile?

Il governo della Città di Buenos Aires, insieme al gruppo privato OSD e al supporto di figure politiche di spicco come Jorge Macri, Orly Terranova e Daniel Scioli, ha deciso di puntare forte sull’impresa. La crescente popolarità di Franco Colapinto in Formula 1 ha contribuito ad alimentare l’entusiasmo e a convincere potenziali investitori.

Tuttavia, il ritorno della Formula 1 richiederà ulteriori sforzi: la sola tassa di iscrizione imposta da Liberty Media supera i 40 milioni di dollari l’anno. Senza contare la sfida logistica e diplomatica per farsi spazio in un calendario già affollatissimo.

Il ruggito della Formula 1 potrebbe presto riecheggiare di nuovo tra le curve del leggendario Autódromo Óscar y Juan Gálvez di Buenos Aires.

Un primo passo concreto verso il ritorno

Nonostante gli ostacoli, la differenza rispetto al passato è chiara: questa volta non si tratta di semplici speculazioni o nostalgici desideri. C’è un progetto, ci sono nomi di peso, e c’è soprattutto una data di partenza certa. I lavori inizieranno ufficialmente nel novembre 2025, con l’obiettivo di completare la prima fase entro febbraio 2027. Da marzo, il circuito rinnovato ospiterà il Gran Premio di MotoGP.

La Formula 1, per ora, resta un obiettivo. Ma dopo anni di parole, l’Argentina ha finalmente acceso i motori del cambiamento. E chissà che, tra qualche stagione, non sia proprio Buenos Aires a riabbracciare un Gran Premio che per troppo tempo è rimasto solo un ricordo.


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