Oscar Piastri sta vivendo una stagione 2025 estremamente solida in Formula 1, al volante di una McLaren finalmente competitiva.
A differenza del suo compagno di squadra Lando Norris, l’australiano non ha mai dato l’impressione di trovarsi in evidente difficoltà con la MCL39, né ha mai espresso forti frustrazioni pubbliche. Tuttavia, pensare che il suo rapporto con la monoposto sia completamente idilliaco sarebbe un errore.

Fin dai test invernali, sia Piastri che Norris avevano identificato una caratteristica chiave della MCL39: è una vettura velocissima, ma complessa da interpretare. Ogni weekend, anche i migliori, ha confermato questa tendenza. I due piloti spesso non riescono a sfruttare tutto il potenziale in qualifica, lasciando spazio a rivali come Max Verstappen, che non si fa pregare per approfittarne.
Piastri, però, si è distinto per costanza. Non ha mai vissuto qualifiche disastrose come quelle di Norris a Bahrain, Jeddah o Montréal, e questa regolarità lo ha portato a giocarsi la vetta del mondiale: quattro pole position, dieci podi in dodici gare, e prestazioni spesso superiori a quelle del compagno anche nei duelli diretti.

Una vettura veloce, ma ancora imprevedibile
Nonostante i risultati, Piastri ha ammesso che ci sono aspetti della vettura che ancora non lo convincono del tutto. “Ci sono cose, dal punto di vista del bilanciamento e del set-up, che cerco di evitare” ha spiegato, aggiungendo che il comportamento imprevedibile della macchina è stato il suo principale punto debole a inizio stagione.
Con il passare dei gran premi, però, lui e il team hanno imparato a gestire meglio questa instabilità, rendendo la vettura più prevedibile e quindi più facile da guidare. “Non puoi mai avere una macchina perfetta, ma abbiamo fatto un ottimo lavoro nel migliorare ciò che si poteva migliorare”, ha detto Piastri.
Secondo lui, la MCL39 non è così diversa dalla monoposto del 2024, se non per il fatto che è più veloce e – in linea generale – più adatta a entrambi i piloti. Le differenze principali derivano dal modo in cui viene generata la deportanza e dal comportamento degli pneumatici, elementi difficili da rivoluzionare.

L’approccio cauto con le novità tecniche
Un punto interessante riguarda l’introduzione, a partire dal GP del Canada, di una nuova geometria dell’avantreno progettata per migliorare il feeling attraverso lo sterzo. Un cambiamento che Norris ha subito accolto con entusiasmo, notando benefici immediati in termini di sensibilità.
Piastri, al contrario, ha scelto consapevolmente di non adottare la modifica, nemmeno nei weekend di Austria o Silverstone, preferendo concentrarsi sulle evoluzioni principali della vettura senza introdurre nuove variabili. “È un cambiamento molto marginale. Non l’ho scartato del tutto, ma non era una priorità mentre stavamo valutando aggiornamenti più importanti”, ha dichiarato.
Il suo stile di guida, meno aggressivo e più lineare rispetto a quello di Norris, potrebbe aiutarlo a non innescare i comportamenti negativi della MCL39. Piastri sembra richiedere meno feedback meccanico attraverso il volante, sfruttando al meglio la sua precisione nella gestione del grip in frenata e in ingresso curva.
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