Concluso da poco il GP di Toronto, l’ultimo tracciato cittadino del calendario, andiamo a vedere chi sono stati i protagonisti di questa settimana, chi è entrato a far parte dei top e chi purtroppo nei flop.
Si è concluso da poco il Gran Premio di Toronto, dove a fare da protagonisti sono stati i duelli, i numerosi incidenti con altrettanto le numerose bandiere gialle ma, anche diversi colpi di scena che hanno completamente ribaltato le sorti della gara. Oggi vediamo assieme chi sono stati i protagonisti di questa tappa oltre confine vedendo chi è entrato nella lista dei top e chi invece è precipitato nella lista dei flop.
TOP 3
1) PATO O’WARD
Il Ninja riconquista la vittoria dopo il successo in gara 1 in Iowa confermando il suo momento positivo sia per lui che per il team Arrow McLaren che, per l’occasione aveva un’ospite speciale ovvero Zack Brown CEO di McLaren. Dev’essere stata una gioia immensa per il messicano anche vincere di fronte al suo capo, confermando davanti a lui, le sue abilità al volante e l’ottimo gioco di squadra tra lui e il muretto box. Con questa vittoria si avvicina molto di più al leader del campionato Alex Palou che, prima di Toronto il suo dominio non era mai stato messo in discusso ma, che con la vittoria di O’Ward tutto viene completamente ribaltato.
Remuntada in arrivo?

2) RINUS VEEKAY
L’olandese ha conquistato un podio per Dale Coyne che sa di oro colato, sappiamo quasi tutti che il team non è mai stato una concreta minaccia per i grandi team all’interno del campionato, ma VeeKay non lo sa e nel dubbio mette la sua vettura in seconda posizione dopo una lenta e paziente rimonta nonostante le numerose avversità che hanno influenzato la gara, una grande dimostrazione di talento e di una squadra che lo ha sempre supportato dall’inizio alla fine, credendo fino all’ultimo anche in una possibile vittoria, che purtroppo non gli è arrivata a causa di un Pato O’Ward in ottima forma e in condizioni migliori rispetto all’olandese di Dale Coyne.
Secondo posto meritato.

3) KYFFIN SIMPSON
Il numero 8 di Ganassi ha conquistato per la prima volta un podio nella sua carriera. Il tutto è frutto di un lento ma altrettanto fruttuoso progresso che il pilota delle Isole Cayman ha svolto all’interno di Ganassi. In molti davanti come “pilota sprecato” e che, al posto suo sarebbe stato meglio Linus Lundqvist ma, il ragazzo ha saputo sapientemente raccogliere il peso dell’impegno e lo ha saputo portarlo al termine con pazienza e grande capacità di migliorarsi.
Mi auguro che questo non sia solamente un fuoco di paglia ma, l’inizio di una carriera degna tale per il numero 8 del Team Ganassi, il quale a Toronto ha lottato con tutte le forze ed ha creduto in tutto e per tutto al podio anche al costo di lottare contro il polesitter Colton Herta, difendendosi egregiamente.
Podio raggiunto, finalmente.

MENZIONE D’ONORE: COLTON HERTA
Se dovessimo guardare solamente la prima parte della corsa, egli sarebbe stato da flop, dall’inizio della corsa è sempre stato leader indiscusso ma, con le prime bandiere gialle, il suo vantaggio è andato perduto ma, grazie alla buona lettura degli eventi e, alla rimonta furibonda il figlio d’arte di Bryan Herta, ha saputo recuperare tutto ciò che aveva perso grazie a sorpassi incisivi e ad un ritmo incalzante che, a momenti rischiava di entrare a podio, salvo poi arrendersi alla estenuante difesa di Simpson nei suoi confronti e, quindi si è dovuto accontentare della quarta piazza appena fuori dal podio.
Una gara che poteva vincere, ma alla fine non è andata così male.

FLOP 3
1) ALEX PALOU
Colpo di sfortuna per il leader del campionato, tradito da una strategia al limite della follia che, lo ha relegato nella parte centrale della griglia, complice il traffico e le numerose bandiere gialle che gli hanno impedito di fatto al catalano una possibilità di rimonta. Sicuramente l’errore non è stato commesso dal pilota in sé ma, dal muretto box che lo ha letteralmente condannato ad arrivare addirittura 12° nonostante tutti quanti si fossero adattati al contesto sportivo visto le difficoltà che il circuito di Toronto ha saputo, purtroppo offrire.
Mazzata decisiva?

2) SCOTT DIXON
Un altro coinvolto nella strategia scellerata di Ganassi è proprio il compagno di squadra di Alex Palou, Scott Dixon che, nonostante una grande rimonta che lo aveva portato nella top 5, il neozelandese ha dovuto rinunciare ad ogni possibilità di lotta per la vittoria dopo che ha deciso di rimanere fuori alla caution mentre tutti gli altri si erano apprestati a rientrare in pit lane per la sosta. Una scelta che ha fortemente pagato il seguito della corsa, solo che lui a differenza dello spagnolo è riuscito in qualche maniera, anche approfittando dei duelli nell’ultima parte della gara a entrare in 10° posizione e quindi a diminuire i danni già di per sé grossi.
Tamponando l’enorme errore.

3) SCOTT MCLAUGHLIN
Un grande rammarico per il numero 3 di casa Penske, che a causa di un errore di avvitamento alla ruota posteriore sinistra, il pilota è andato a muro provocando diversi danni alla vettura e costringendolo al ritiro. Qui non voglio tirare in ballo il pilota Penske (che al di là della sfortuna, egli ha risposto ad essa con la sua solita ironia e positività) ma, i meccanici Penske che, continuano a fare troppi errori durante le soste, lo si è visto con Newgarden in gara 2 in Iowa e, purtroppo si è anche ripresentato anche con Scott McLaughlin anche qui a Toronto.
Qui si tratta di dare prudenza e soprattutto sicurezza nei movimenti durante le soste ai box, si sa che i secondi sono preziosissimi e, gli errori a causa della fretta possono anche starci se si tratta di 1-2 episodi ma, ripetutamente questo tipo di cose, c’è da aggiustare qualcosa.
Meccanici da tenere sott’occhio.

MENZIONE DISONOREVOLE: SANTINO FERRUCCI
L’ho messo nella menzione per via della sua assenza dovuta all’incidente nel warmup a Toronto. Un colpo davvero basso per il numero 14 di A.J. Foyt che sperava in una prestazione migliore in gara dopo le non brillanti qualifiche ma, che si è visto sfumare per quasi una stupidaggine: un incidente a fine sessione warmup lo ha privato di entrare nella gara, escludendolo da essa. L’unica cosa che può giustificare tutto ciò erano le condizioni non ottimali della pista, con un tracciato che era in fase di asciugamento dopo la pioggia accorsa durante la notte.
Durante l’intervista ha dichiarato di essere stato molto rammaricato della cosa e di, tornare più forte di prima nella prossima gara a Laguna Seca; oltre a ciò da buon compagno di squadra ha assistito e supportato alla grande prestazione di Malukas.
Errore fatale.

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