Giunta al termine la tappa della IndyCar a Laguna Seca oggi vediamo i protagonisti della rubrica settimanale dei “Top e Flop”, chi è entrato nella lista dei buoni e chi invece non ha saputo soddisfare le aspettative.
Conclusa da poco la tappa californiana della IndyCar, a Laguna Seca, nonostante il circuito impervio e stretto, la pista ha saputo regalare emozioni e diversi colpi di scena. Oggi andiamo ad osservare da vicino chi sono stati i protagonisti sia dalla parte dei “Top” e chi purtroppo dei “Flop”.
TOP 3
1) ALEX PALOU
Ancora lui e sempre solamente lui! Il catalano a Laguna Seca ha letteralmente passeggiato nella pista californiana senza essere disturbato da nessuno, il campione in carica, aveva solo un nemico che lo ha tentato più volte di fermalo ovvero le caution, ma contro le bandiere gialle, contro le ripartenze e contro le strategie dell’ultima ora egli è riuscito a portare a casa l’ottava vittoria in una singola stagione avvicinandosi al record di 10 vittorie in una singola stagione di A.J. Foyt. Il catalano non ha mai avuto problemi con la vettura e nemmeno con gli pneumatici, infatti egli ha sempre guidato pulitissimo e con precisione che oramai abbiamo imparato a conoscere; non c’è altro da dire solamente un “bravissimo Alex!”.
Talento e guida pulita.

2) CHRISTIAN LUNDGAARD
Il danese ancora una volta stupisce tutti: la sua determinazione e le ottime strategie lo hanno portato alla seconda posizione a Laguna Seca; anche forte di grandi duelli sempre vinti contro il beniamino di casa Colton Herta e oltre a ciò, si è preso dei grandi rischi con sorpassi al limite pur di arrivare alla cima della classifica ed è stato fortunatamente premiato. Un altro buonissimo risultato per il numero 7 di Arrow McLaren che conferma il suo stato di forma eccellente alla sua prima stagione nel team papaya.
Coraggio e determinazione.

3) COLTON HERTA
Per il beniamino di casa si aspettavano grandi obbiettivi come quello della vittoria ma, il destino o forse meglio le numerose caution lo hanno frenato dal raggiungerlo. Nonostante tutto egli ha saputo avere il sangue freddo e la pazienza nel saper rimanere incollato nella zona alta della classifica e ad arrivare terzo a Laguna Seca. Un grande risultato sia per lui che per il team Andretti del quale, ha avuto numerosi alti e bassi all’interno di questa stagione e, un terzo posto non fa male, specie se sei nella pista di casa. Oltre a ciò dobbiamo ringraziare lui e Lundgaard per i duelli che ci hanno fornito facendo emozionare non poco il pubblico.
Resistenza e sangue freddo.

MENZIONE D’ONORE: CALLUM ILOTT
Ilott doveva e deve far parte di questa classifica: a Laguna Seca l’inglese del team Prema a portato a casa un risultato che sa di storico per il team veneto alla prima stagione in IndyCar (dopo ovviamente la pole di Shwartzman alla Indy 500). Ilott ha dimostrato tutta la sua esperienza e la sua determinazione in una tipologia di circuito dove lui aveva sempre fatto fatica a competere, e si è portato a casa un sesto posto che sa di oro colato per lui e per il team. Speriamo che questo possa essere l’inizio per una stagione vincente o ricca di buoni risultati per Prema dato che, alla sua prima esperienza in IndyCar sa dimostrando il fatto suo.
Esperienza e determinazione.

FLOP 3
1) KYFFIN SIMPSON
Kyffin cosa mi hai combinato? Sei passato dalla gloria del podio a Toronto alla sabbia di Laguna Seca con tanto di ritiro, che amarezza. Il numero 8 di casa Ganassi ha gettato alle ortiche l’opportunità di poter confermare il suo stato di forma positivo visti i recenti risultati ma, un errore gli è costato caro sia a lui che a Felix Rosenqvist del quale è stato vittima dell’errore di Simpson, solo che lo svedese è riuscito a ripartire e a chiudere la corsa nonostante i diversi giri di ritardo ma, per il pilota delle Isole Cayman la sorte è stata molto più pesante con lui costringendolo al ritiro dopo il botto sul muro di gomme. Speriamo che per Portland li possa esserci il riscatto.
Che amarezza.

2) RINUS VEEKAY
Un altro protagonista di Toronto che in California gli è andata male. Un errore di valutazione gli è costato caro sia lui che a Kyle Kirkwood che sperava di poter diminuire il distacco di punteggio nella classifica piloti ma, a causa dell’incidente che lo ha indirettamente coinvolto non ha avuto tale possibilità. Per l’olandese è stato un tonfo clamoroso sia per lui ma anche per la gara che non stava facendo malissimo ma, per colpa di una sua personale incomprensione ed un’altra da parte di Kirkwood i due si sono eliminati a vicenda.
Nel dopo gara l’olandese ha dichiarato di “essere stato vittima di quell’incidente” da parte del 27 Andretti, che non si è fatto attendere con la sua risposta diretta e secca.
Tonfo clamoroso.

3) SANTINO FERRUCCI
Altro momento sfortunato per il numero 14 di A.J. Foyt che nonostante la discreta gara che stava conducendo è stato vittima della sfortuna anche qui a Laguna Seca; non gli è bastato ciò che gli è successo a Toronto, anche qui purtroppo la sfortuna gli ha giocato un pessimo tiro. Un gran peccato per lui e per il team che dopo il successo di Road America, egli ha avuto momenti altalenanti senza una costante in materia di risultati, speriamo che a Portland (dove lo scorso anno ha conquistato una sorprendente pole) possa essere il suo momento di riscatto dopo questi episodi spiacevoli.
La sfortuna colpisce ancora.

MENZIONE DISONOREVOLE: FELIX ROSENQVIST
Per lo svedese di MSR è stato un weekend da dimenticare, complice in primis il contatto subito da Kyffin Simpson che, nonostante tutto non gli ha provocato danni importanti alla vettura e, oltre a rientrare in pista con la monoposto integra, lo svedese a faticato moltissimo anche con le numerose caution che lo hanno fatto “riavvicinare” al resto della griglia, purtroppo anche con tutta la volontà e con tutta la determinazione, non è riuscito a rimontare o a portare a casa un buon risultato.
Rimonta senza successo.

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