Sul suo blog Profondo Rosso, Leo Turrini si è interrogato sulle motivazioni di Lewis Hamilton dopo l'ennesimo weekend difficile a Zandvoort.Sul suo blog Profondo Rosso, Leo Turrini si è interrogato sulle motivazioni di Lewis Hamilton dopo l'ennesimo weekend difficile a Zandvoort.

Turrini affossa Hamilton: “Ma ci crede ancora o ha staccato già la spina?

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Sul suo blog Profondo Rosso, Leo Turrini si è interrogato sulle motivazioni di Lewis Hamilton dopo l’ennesimo weekend difficile a Zandvoort.

Il presente della Ferrari è complicato, sottolinea Turrini sul suo blog “Profondo Rosso” dopo aver ricordato la vittoria del titolo a Monza nel 1975 con Niki Lauda: “Zero punti per il Cavallino sull’asfalto olandese, nel giorno in cui il ritiro di Norris ha ovviamente avvicinato Piastri al titolo iridato e la Faenza della ex Minardi ha celebrato un meritatissimo terzo posto con lo stupefacente Hadjar (tipetto, costui, invero interessante)”.

Sul suo blog Profondo Rosso, Leo Turrini si è interrogato sulle motivazioni di Lewis Hamilton dopo l'ennesimo weekend difficile a Zandvoort.

La doppia delusione ferrarista non ha una sola spiegazione. La SF-25, “nata male e cresciuta peggio”, ha mostrato limiti evidenti, ma è chiaro che c’è anche una differenza significativa tra i due piloti. Come osserva Turrini: “Inutile girarci attorno. Non è colpa di Hamilton se la Ferrari ha sbagliato macchina. Ma è colpa di Hamilton andare a muro, unico tra i driver in pista, su due gocce d’acqua”.

Il tema della motivazione di Lewis Hamilton torna prepotente: “Ma Lewis ci crede ancora? Crede cioè di poter essere sempre un protagonista in F1? Oppure mentalmente ha già staccato la spina, saturo di gloria e di denaro?”. Monza potrebbe dare qualche indicazione, ma per ora il bilancio della cosiddetta “operazione Baronetto” appare, secondo Turrini, “sconfortante. Molto sconfortante”.

Sul suo blog Profondo Rosso, Leo Turrini si è interrogato sulle motivazioni di Lewis Hamilton dopo l'ennesimo weekend difficile a Zandvoort.

Diverso invece il discorso per Charles Leclerc. Nonostante un incidente causato “dall’imperizia di un giovane Kimi Antonelli”, il monegasco aveva disputato un’ottima gara fino al momento del ritiro: “Fino al botto Carletto era stato strepitoso. Strepitoso, sì”. La scena di Leclerc, spettatore in panchina, ha un sapore malinconico: “Ho come avuto l’impressione che stesse riflettendo su una carriera spesa in nome di un amore, la Ferrari, mai davvero ricambiato. Perché una vettura da mondiale il Cavallino a Carletto non gliela ha mai data”.

E mentre il team si prepara al prossimo appuntamento, resta il desiderio che almeno il pilota riceva “una benedizione” dopo tanta dedizione.


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