Monza 1988 resta nella storia come l’unica crepa della McLaren in una stagione dove il team di Woking le vincerà tutte, a fare il miracolo fu proprio la Ferrari.
Monza, 1988: la McLaren arrivava al GP di Italia con ogni pronostico a favore in quanto, fino a quella domenica di settembre, non aveva lasciato neppure una vittoria agli avversari.

Per Ayrton Senna quella di Monza è la decima partenza al palo stagionale, e a completare la prima fila ci pensa il suo compagno Alain Prost. La seconda fila invece, è totalmente rossa con Berger davanti ad Alboreto.
Al via, Senna tiene la prima posizione conquistata il sabato, e fino al giro trentacinque le prime quattro posizioni restano invariate fino a quando Alain Prost non ha un guasto al motore ed è costretto al ritiro. Resta però in pista l’altra McLaren, quella di Ayrton Senna che domina incontrastata e sembra ormai avere la vittoria in pugno.
A due giri dal termine, il brasiliano non si intende con il doppiato Schlesser e i due vanno al contatto che fa svanire per Senna un successo già scontato. Ad approfittarne sono le due Ferrari che si ritrovano a centrare una doppietta di fronte al proprio pubblico a meno di un mese dalla scomparsa di Enzo Ferrari. Alboreto chiuse a soli cinque decimi dal compagno Berger che sul podio esclamerà: “qualcuno lassù ci ama” riferendosi naturalmente al Drake.

