Il nome Dacia forse non suona familiare tra i fan delle competizioni rallystiche. Eppure, qualcosa bolle in pentola: il marchio romeno del gruppo Renault, protagonista delle vendite nel segmento low-cost, potrebbe fare il grande salto nel Mondiale Rally a partire dal 2027. E no, non è uno scherzo.
Con l’arrivo delle nuove regole WRC, Dacia ha finalmente uno spiraglio tecnico, economico e strategico per pensare in grande. Ma partiamo con ordine.
Cambiano le regole, cambiano i giochi
La FIA ha annunciato una vera rivoluzione tecnica per il WRC a partire dal 2027. Il nuovo regolamento punta tutto su riduzione dei costi, sostenibilità e maggiore accessibilità per i costruttori emergenti.

Il focus? Meno spese pazze, più show e possibilità reali per marchi che, fino a oggi, non si erano mai avventurati nel WRC. Le power unit saranno ancora a combustione interna, ma con grande apertura a carburanti sintetici, propulsione ibrida o altre soluzioni ecologiche.
Un’opportunità ghiotta. E Dacia sembra pronta ad afferrarla.
Prima il deserto, poi i rally: la Dakar come palestra
Per chi segue la Dakar, il nome Sandrider dice già qualcosa. È la nuova arma costruita da Dacia in collaborazione con Prodrive (lo stesso team che rese celebre la Subaru nel WRC), sviluppata per affrontare le competizioni Rally-Raid.



Alla guida? Una line-up da sogno: Sébastien Loeb, Nasser Al-Attiyah e Cristina Gutiérrez. Tre nomi che non si mettono al volante per caso.
Il programma Dakar coprirà tre anni (2025–2027), ma secondo molti addetti ai lavori si tratta solo della prima fase di una strategia più ampia, destinata a culminare nel Mondiale WRC.
Con quale auto correrà Dacia nel Mondiale?
La candidata più probabile è la nuova Duster: modello iconico, recentemente rinnovato sulla piattaforma CMF-B del gruppo Renault e dotato di motorizzazioni ibride. Le nuove regole del WRC permettono l’utilizzo di SUV compatti, e la Duster, con la sua popolarità commerciale e la base tecnica moderna, sembra una scelta perfettamente coerente.


C’è anche un’alternativa più ambiziosa: la futura Bigster, SUV di segmento superiore, dalle proporzioni ideali per una vettura WRC muscolosa e d’impatto.
Tuttavia, non si esclude che la base tecnica possa arrivare da Renault: un’ipotesi di “badge engineering“ dove il telaio e la meccanica di modelli come Clio o Captur vengano adattati per il rally e vestiti con il marchio Dacia. Una pratica comune nel motorsport, specie all’interno di grandi gruppi industriali.
A orchestrare il tutto, ancora una volta, Prodrive.
WRC 2027: missione possibile?
Le indiscrezioni si fanno sempre più insistenti: pare che Dacia stia già pianificando concretamente il debutto nel WRC 2027, forte dell’esperienza maturata nei rally-raid e perfettamente in linea con la nuova filosofia della competizione.
Il cambiamento di visione voluto dalla FIA, da un WRC iper-tecnologico e costoso, a un campionato più sostenibile, accessibile e vicino alla produzione di serie, combacia perfettamente con l’identità del marchio: essenziale, funzionale, ma sempre più attento all’innovazione.

Pensare a una Dacia schierata al via del Rally di Monte-Carlo può sembrare oggi una provocazione. Ma i tasselli stanno cominciando a combaciare.
Se il progetto andrà in porto, non sarà solo un colpo di marketing: rappresenterà l’inizio di una nuova era per il WRC, dove anche un marchio nato per “democratizzare l’auto”, potrà giocarsi le sue carte contro i colossi storici del motorsport.
E chissà… magari, stavolta, Davide potrà davvero battere Golia.
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