Tra le curve insidiose di Baku, la Mercedes ha superato la Ferrari, prendendosi il secondo posto nel mondiale costruttori. Un sorpasso che pesa e che ridisegna gli equilibri della stagione.
Dopo un weekend lungo e tortuoso, scandito da bandiere rosse, incidenti e tensione ai box, la domenica di Baku ha consegnato alla Mercedes una vittoria silenziosa ma pesantissima: il sorpasso su Ferrari nel mondiale costruttori.
Non solo sul circuito, ma anche guardando al trend delle ultime gare, la scuderia di Brackley ha dimostrato maggiore continuità e solidità, sfruttando ogni occasione per ottenere punti preziosi.
Una differenza che a Baku si è tradotta in risultati concreti, con la Mercedes capace di capitalizzare ogni episodio e confermare di avere oggi qualcosa in più rispetto alla Ferrari

Ferrari, un secondo posto mai davvero meritato
Per la Ferrari, questa stagione non è mai stata all’altezza delle aspettative. Il secondo posto in classifica costruttori, difeso a lungo, non è mai sembrato realmente meritato: più frutto delle disgrazie altrui che di meriti propri.
Una stagione segnata da più bassi che alti, tra strategie discutibili, gare disastrose e una monoposto incapace di imporsi come vera seconda forza del mondiale. Un cammino fatto di occasioni sprecate, che alla fine ha presentato il conto, con la Mercedes pronta ad approfittarne.
Oltre la velocità: il team che ha fatto la differenza
Se la Ferrari ha mostrato limiti evidenti, la Mercedes ha invece costruito con pazienza e costanza il proprio sorpasso. La scuderia di Brackley non ha sempre avuto la monoposto più veloce in pista, ma ha saputo massimizzare ogni occasione, puntando sulla solidità della vettura e su strategie quasi sempre azzeccate.
Antonelli e Russell hanno trasformato ogni possibilità in punti pesanti, mostrando quella compattezza che alla Ferrari è mancata (e che manca ormai da anni). A fare davvero la differenza, è stato il modo in cui il team opera insieme: una comunicazione chiara, strategie coerenti e la capacità di ammettere gli errori quando si verificano, rendono la Mercedes più solida e compatta rispetto alla Ferrari, un fattore che in una stagione lunga e imprevedibile come questa, pesa più di qualsiasi velocità pura.

Lo sguardo al futuro: Ferrari deve difendere il podio
E adesso cosa succederà? La Ferrari dovrà guardarsi le spalle se vuole difendere almeno il terzo poso in classifica costruttori. Ormai siamo a più della metà della stagione e gli sviluppi sulla monoposto si sono praticamente fermati, con lo sguardo già rivolto al 2026.
Restano però ancora gare da disputare nel 2025, e se il Cavallino vuole conservare il podio, dovrà lavorare duramente su strategie e comunicazione. Il vero tallone d’Achille della squadra resta la mancanza di costanza: la monoposto va forte il venerdì, ma poi crolla di colpo la domenica, un dettaglio che dice molto sulla necessità di performare su tutto il weekend, non solo in prove e qualifiche.
Se la Ferrari vuole resistere, dovrà trasformare ogni weekend in una prova di forza, perchè il mondiale non aspetta chi si ferma a metà strada.
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Studentessa di lingue ed amante dei motori!

