Pirelli ha annunciato che per la stagione 2026 di Formula 1 non sarà più presente la mescola C6, quella più morbida attualmente in uso. La decisione, confermata ufficialmente dalla casa milanese, si basa principalmente sulle prestazioni troppo simili tra la mescola C6 e la C5, che avrebbero reso superflua e poco giustificabile l’omologazione e produzione della C6. La gamma di pneumatici per il 2026 sarà quindi composta da cinque mescole: dalla C1 alla C5, garantendo un range di scelte strategiche per i team molto ampio.
Le motivazioni tecniche
La mescola C6 era stata introdotta come la più morbida della gamma per offrire maggiore performance nei circuiti con asfalto meno abrasivo o nei tracciati cittadini dove il grip è fondamentale. Tuttavia, durante i test effettuati da Pirelli, si è evidenziato che la differenza di tempo sul giro tra la C5 e la C6 era troppo ridotta, senza apportare vantaggi significativi. A causa di questa limitata differenziazione prestazionale, mantenere la C6 avrebbe aumentato i costi e la complessità logistica senza un reale beneficio a livello strategico. Per il 2026, quindi, Pirelli ha puntato a una differenziazione più netta tra le mescole per consentire scelte tattiche più incisive.

Le gomme Pirelli 2026
La nuova gamma di pneumatici per il 2026 di Formula 1 sarà composta dalle mescole C1, C2, C3, C4 e C5. Le gomme full wet e Intermedie saranno confermate per condizioni di pista bagnata. La C1, pur inclusa nella gamma 2026, non sarà impiegata per i test ufficiali a Yas Marina alla fine di stagione, presumibilmente per le condizioni del tracciato poco adatte al compound più duro. Questi set saranno omologati assieme alla FIA il 15 dicembre dopo l’ultimo test collettivo previsto il 9 dicembre ad Abu Dhabi, dove le nuove gomme saranno testate su mule car modificate per simulare le monoposto della nuova generazione.

Impatti sulle strategie di gara
Eliminare la mescola C6 comporta importanti cambiamenti nelle strategie di gara. La scomparsa della mescola più morbida, spesso usata come opzione aggressiva, sposta l’attenzione verso mescole dalla C1 alla C5 che devono garantire un equilibrio tra durata e performance più marcato. Questo farà sì che i team dovranno studiare con più attenzione la gestione delle gomme durante i gran premi, specialmente sui circuiti i quali quest’anno prevedevano le mescole C6, con maggior enfasi sulle differenze tra le mescole disponibili. Inoltre la riduzione del numero di compound di gomme potrebbe diminuire la necessità in alcuni casi di un numero di “soste obbligatorie”, dato che Pirelli inevitabilmente dovrà portare C3, C4 e C5 sui circuiti sulla carta meno abrasivi.

Lo sviluppo delle gomme 2026
Il lavoro di Pirelli sulla nuova gamma 2026 è stato intenso e articolato. Test in pista sono già stati svolti in varie tappe, tra cui una sessione importante a Città del Messico con il pilota Enzo Fittipaldi e altre mule car derivative delle vetture 2025 per convalidare le caratteristiche delle nuove mescole. Questi test sono cruciali per affinare le mescole alle nuove specifiche del regolamento tecnico e per adattarle alla nuova aerodinamica e ai nuovi pneumatici da 18 pollici delle monoposto 2026, che saranno leggermente più stretti rispetto agli attuali. La preparazione include anche test con piloti ufficiali e giovani piloti, in modo da raccogliere dati diversi e precisi per l’omologazione finale prevista a dicembre.
L’uso delle mule car nei test delle gomme per la stagione 2026 è tuttavia un elemento che mantiene l’argomento pneumatici particolarmente delicato e aperto a incertezze. Le mule car sono infatti vetture modificate derivate da modelli precedenti, con adeguamenti per simulare le caratteristiche delle future monoposto, ma restano una riproduzione e non una macchina conforme alle specifiche del 2026. Questo significa che, nonostante i dati raccolti siano preziosi, potrebbero emergere aspetti inattesi quando le gomme saranno montate sulle vetture ufficiali della nuova generazione. Le sollecitazioni reali potrebbero differire da quanto previsto nelle simulazioni e nei test con mule car, rendendo quindi necessario un attento monitoraggio e possibili aggiustamenti nel corso della stagione.


One comment