Il GP del Qatar è appena iniziato, ma ha già evidenziato un grande potenziale problema: la zona DRS e i sorpassi.
L’era regolamentare delle vetture ad effetto suolo sta giungendo al termine, e specialmente quest’ultima stagione ha mostrato tutte le sue debolezze. A prescindere dalle differenze tra le forze in campo, da qualche tempo a questa parte i sorpassi sono tornati ad essere un problema, e sembra sempre più difficile avere ragione di un avversario in pista a parità di condizioni e di velocità.
Il dato è evidente: rispetto al 5% del 2022, le macchine che inseguono nel 2025 perdono il 20% di carico aerodinamico. Considerato che è impossibile intervenire su questi aspetti a stagione in corso (solo un cambio di regolamento può aiutare in questo senso), la Formula 1 dovrebbe quantomeno fare il possibile per permettere ai piloti di battagliare corpo a corpo in pista. Eppure, in Qatar stiamo avendo una dimostrazione del contrario.

La zona DRS in Qatar
Il circuito di Doha presenta una sola zona DRS, quella del rettilineo principale. Se nelle prime due edizioni (2021, 2023) questo allungo aveva permesso ai piloti di sorpassare, con il passare degli anni anche questa occasione sta svandeno.
Alla vigilia del 2024, infatti, la Federazione annunciava un secondo accorciamento della zona DRS di 100 metri, dopo che era già stata spostata di 75 metri per l’edizione precedente, per un totale di 175 rispetto al GP del 2021. La motivazione ufficiale è stata “per evitare che i sorpassi diventassero troppo semplici”.
Ma nonostante l’evidente mancanza di battaglie in pista dello scorso anno, però, la FIA ha deciso di non intervenire da questo punto di vista, lasciando invariate le regole per il GP del Qatar 2025.

Le parole dei piloti
In queste condizioni superare è molto complicato, e i piloti lo sanno. Le dichiarazioni successive alle qualifiche Sprint sono particolarmente preoccupanti: Russell e Norris hanno dichiarato che molto probabilmente l’ordine d’arrivo sarà “lo stesso che ci sarà dopo la prima curva” e che effettuare sorpassi in pista sarà “quasi impossibile”. Non sarebbero dichiarazioni sconvolgenti, non fosse che arrivano dal secondo e terzo pilota in griglia.
Sentire due piloti che partono in P2 e in P3, ossia le migliori posizioni possibili per impensierire che parte dalla pole, parlare di non riuscire a superare per puntare alla vittoria (a prescindere dal fatto che si parli di una Sprint Race) è a tutti gli effetti inaccettabile. Specialmente se si parla di un circuito diverso da Monaco (che ha la sua storia e il suo fascino anche oltre la spettacolarità della gara).
E gli unici esenti da colpe sono e devono essere considerati i piloti in questione, che raccontano solamente la realtà dei fatti.

La Formula 1 invece, che da tempo parla di voler migliorare lo spettacolo in pista, che inventa nuove sessioni, propone nuovi format e sistemi che sono delle evidenti forzature sportive (punti nelle prove libere, griglie inveritite) sembra non rendersi invece conto di quello che invece potrebbe aiutare per davvero, cioè avere delle battaglie in pista.
Chiariamoci, a nessuno piacciono i sorpassi dovuti all’ala mobile, ma se in un tracciato come il Qatar sono l’unica opzione ben vengano le zone DRS più lunghe.
La Formula 1 può contare sul fatto che probabilmente la maggior parte dei fan che guarderanno la Sprint Race non avranno ascoltato le parole di Russell e Norris: in caso contrario, uno spettatore “occasionale” quale motivo avrebbe di guardare una gara in cui il secondo e il terzo dichiarano di avere poche se non nessuna possibilità di superare gli avversari e puntare a vincere?
Il problema alla base è piuttosto grave, soprattutto perché non si tratta del primo caso di questo tipo: la speranza per tutti noi appassionati è che il nuovo regolamento possa portare una ventata di aria fresca e riportare questo sport alla sua vera natura. O almeno in parte.

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