La probabile uscita di Helmut Marko da Red Bull affonda le radici anche nel caso Alex Dunne, con un contratto firmato di nascosto e poi costato caro al team.
Il futuro di Helmut Marko in Red Bull sembra ormai segnato. Dopo il finale di stagione ad Abu Dhabi, l’austriaco aveva lasciato intendere che avrebbe “dormito sopra” la decisione sul proprio ruolo all’interno dell’universo Red Bull. Ma, secondo varie testate internazionali, il suo addio al team è ormai una possibilità sempre più concreta. I motivi sarebbero legati a una serie di recenti comportamenti che hanno fatto discutere il management.

Secondo quanto riportato dal quotidiano olandese De Limburger, Marko avrebbe preso alcune iniziative in autonomia che non avrebbero trovato il favore della dirigenza. Uno degli episodi più significativi riguarda la firma del contratto con Arvid Lindblad, talento che debutterà in Formula 1 nel 2026 con la Racing Bulls. Una scelta che, pur rientrando nella tradizione di Marko di puntare forte sui giovani, non sarebbe stata totalmente condivisa con gli altri vertici della struttura.
Il caso Alex Dunne: contratto firmato di nascosto
Ancora più clamoroso il secondo episodio emerso dal report. Marko avrebbe infatti messo sotto contratto Alex Dunne, pilota irlandese reduce dall’esperienza nel programma McLaren, nonostante l’esplicita decisione degli azionisti, del team principal Laurent Mekies e del direttore sportivo Oliver Mintzlaff di non considerare Dunne come opzione per il Junior Team.
Secondo la ricostruzione, l’austriaco avrebbe proceduto comunque alla firma “senza che nessuno lo sapesse”. L’operazione non è piaciuta ai piani alti della Red Bull, che avrebbero imposto a Marko di rescindere immediatamente l’accordo. Una scelta che sarebbe costata anche una somma considerevole per liberarsi dal contratto, motivo per cui il nome di Dunne non è mai stato annunciato ufficialmente come nuovo junior.

Le polemiche dopo il GP del Qatar
Le tensioni non si sono limitate alle decisioni sui giovani piloti. Dopo il Gran Premio del Qatar, Marko era finito nuovamente al centro delle critiche per aver accusato Kimi Antonelli di aver ceduto volontariamente la posizione a Lando Norris nel pieno della lotta per il titolo. In realtà, il pilota italiano aveva perso slancio a causa di un errore.
La dichiarazione aveva innescato un’ondata di odio sui social contro Antonelli, che avrebbe ricevuto oltre un migliaio di commenti negativi e persino minacce di morte. Red Bull avrebbe dunque imposto a Marko di scusarsi pubblicamente, episodio che ha ulteriormente incrinato i rapporti interni.
Una rivoluzione che continua
L’eventuale addio di Helmut Marko rappresenterebbe l’ennesimo tassello di una trasformazione profonda in corso all’interno della Red Bull. Dopo l’uscita di Jonathan Wheatley la scorsa stagione, il 2024 ha già visto due figure storiche lasciare il team: Adrian Newey e Christian Horner. Ora, secondo le ricostruzioni, anche Marko sembra pronto a seguire la stessa strada.

Da sempre figura chiave del progetto Red Bull e architetto del celebre Junior Team che ha lanciato talenti come Vettel, Ricciardo e Verstappen, Marko potrebbe dunque concludere la propria avventura al termine dell’anno. Una chiusura di capitolo che, se confermata, segnerà uno dei passaggi più delicati nella storia recente della scuderia di Milton Keynes.
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