Alla guida della Toyota Yaris, nel 2019 Ott Tänak ottenne il primo titolo della carriera. Per la prima volta dopo 16 anni, il campione del mondo rally non si chiamava “Sébastien”.
Ott Tänak mancherà al mondiale rally. Per la sua velocità, per la sua storia, e per il suo carattere indistinguibile. La scelta del ritiro è arrivata quest’estate, decidendo di dedicare più tempo alla sua famiglia. Lui, il ritiro se lo può permettere perché un titolo mondiale lo ha vinto. Anzi, non ha soltanto vinto un titolo mondiale.
Ha fermato l’era dei Sebastiani: dopo 9 titoli di Loeb e 6 di Ogier, tutti consecutivi, con il passaggio della corona avvenuto tra il 2012 e il 2013, il mondiale rally aveva finalmente un nuovo nome: Ott Tänak.

Il contesto
Il mondiale rally arrivava al 2019 con una novità che spiccava su tutte: Sébastien Ogier alla guida della Citroen, dopo 3 titoli vinti con Volkswagen e gli ultimi 2 con la Ford. La vettura francese non aveva mai avuto rilievo dall’addio di Loeb, e infatti Ogier si mosse in fretta per modificare la vettura favorendo il suo stile di guida.
Tanak e Neuville, i due rivali di Ogier del 2018, rimasero rispettivamente in Toyota e in Hyundai, entrambi pronti ad approfittare dei possibili buchi della nuova accoppiata francese. Il team coreano riponeva tutte le speranze sul belga, visto come vera e propria guida del team. Ma non era lo stesso per i nipponici, che, come ancora oggi, si focalizzano sul concetto di squadra.

Dominio assoluto
La stagione di Tänak non parte così bene: vittoria in Svezia, podio al Monte e in Messico, ma fuori dalla top 5 in Corsica e in Argentina. Ma è proprio da qui che parte la scalata dell’estone verso il trono. In Cile, Neuville esce pesantemente di scena e quell’incidente probabilmente lo blocca psicologicamente per tutta la stagione, mentre Tänak ottiene la seconda vittoria dell’anno.
Vince di nuovo in Portogallo, mentre in Sardegna perde la vittoria certa in Power Stage a causa di un errore e conseguente rottura del sottosterzo, finendo in P5. Come se nulla fosse accaduto, torna alla vittoria in Finlandia e in Germania. In Turchia arriva il ritiro suo e di Neuville, mentre in Gran Bretagna l’estone si avvicina definitivamente al titolo, vincendo anche in Galles.
In Spagna arriva l’incoronazione. Il secondo posto è sufficiente per regalare all’Estonia il primo titolo mondiale rally. Ott Tänak è campione del mondo 2019 con un rally d’anticipo (rimane il Rally d’Australia, che verrà annullato per gli incendi che hanno colpito la zona). Dopo 15 anni di Sébastien Loeb e di Sébastien Ogier, i rallisti hanno un nuovo titolato.

L’addio inatteso da Toyota
C’è un’altra caratteristica che ha sempre contraddistinto Tänak: la sua velocissima mutabilità d’opinione. E infatti, è l’unico pilota della griglia 2025 ad aver corso in tutti i 3 team presenti. Cos’era accaduto nel 2019 da fargli dire addio?
Per il 2020 i giapponesi hanno ingaggiato Ogier, che, secondo l’estone, sarebbe diventato il centro della squadra, e prendendo anche i 3 piloti che sono ancora oggi titolari: Evans, Rovanperä e Katsuta. Tänak, ora, preferiva l’opzione Hyundai, ritenendo che lo avrebbero certamente messo nel ruolo di team leader.

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