Con la stagione 2025 ormai alle spalle e con un lungo inverno davanti è tempo di ripercorrere lo scandalo che ha segnato un’epoca intera della Formula 1; benvenuti nel racconto dello Spygate.
Un dossier da circa 780 pagine, due ingegneri e la più importante competizione motoristica del globo coinvolti: avete mai sentito questo racconto?
Indice
Introduzione – 2007: un anno di cambiamenti
Per immedesimarci al meglio in questa storia bisogna fare un salto indietro nel tempo, più precisamente all’alba del 2007. Se da una parte, sotto l’attenta guida di Marcello Lippi, l’Italia è tornata a vincere un Mondiale di calcio dopo 24 anni di astinenza, i connazionali appassionati dei motori sono persi. Il binomio formato da Michael Schumacher e Ross Brawn che, insieme a Jean Todt, ha saputo riportare un titolo mondiale – anzi, cinque – in Ferrari ha infatti annunciato il proprio addio al Cavallino. Il ritiro del Kaiser, dunque, ha lasciato un vuoto che gli uomini di Maranello decideranno di colmare con Kimi Räikkönen, finlandese glaciale di 27 anni messo alla porta da una McLaren delusa dai risultati della stagione precedente.
A Woking, dunque, si libera un posto molto appetibile. La direzione britannica con Ron Dennis a capo deciderà di ingaggiare Fernando Alonso. Oltre ad essere più giovane di Räikkönen l’asturiano è rapido, brillante ed eccentrico oltre che già bi-campione del mondo, dimostrando di essere in grado di battere ripetutamente proprio il sopracitato tedesco (oltre che il finlandese) tra il 2005 e il 2006. Al suo fianco, retrocedendo Pedro De La Rosa a terzo pilota, Dennis ingaggerà un giovane britannico – Lewis Hamilton.
Tra i corridoi di Maranello, dunque, non si respira l’aria tranquilla che invece circola liberamente nel Surrey. Oltre all’arrivo di un nuovo pilota che avrà il difficile compito di sostituire un gigante della storia della Rossa, una serie di rinnovamenti a livello gestionale – su tutti l’assunzione del ruolo di Direttore Tecnico da parte di Mario Almondo proprio al posto del partente britannico – creeranno malcontento nei quartier generali di Ferrari, in particolare in Nigel Stepney, tecnico britannico a disposizione della Rossa dal 1994 che probabilmente si sarebbe aspettato una promozione più sostanziale vista la sua seniority all’interno della Scuderia.

Proprio per cercare di soddisfare le sue richieste e minimizzare il contatto con Almondo (per il quale Stepney non provava grande simpatia), il 23 febbraio dello stesso anno – a poco più di tre settimane dall’inizio della stagione – al britannico viene assegnato il ruolo di Head of Performance Development così da permettergli di non viaggiare nei weekend intercontinentali.
Da Melbourne a Montecarlo
Nonostante le frizioni, come cantavano i Queen, “The show must go on” (lo show deve andare avanti). E quindi, inesorabile, arrivò il 18 marzo, data della gara d’esordio della stagione di Formula 1. Nonostante lo spauracchio della pioggia si fece intravedere tra le FP1 e le qualifiche, quella domenica trionfò il sole e con lui Kimi Räikkönen che chiuse a oltre sette secondi da Alonso. Al termine del GP d’Australia, tuttavia, suonò un campanello d’allarme. Il braccio destro di Ron Dennis, Martin Whitmarsh (già in McLaren dal 1989) tuonò infatti contro il Cavallino, accusando la presenza di irregolarità sulla F2007.

Un’indagine della Federazione sulle monoposto, quindi, svelò un’ingegnosa soluzione ideata dal progettista Aldo Costa: le zavorre dell’italiano, infatti, erano mobili. Dal weekend a venire, dunque, la FIA costrinse tutte le squadre a fissare le stesse, annullando il vantaggio creato dai tecnici Ferrari. L’intuizione di Whitmarsh si rivelò quindi fondata pur lasciando un retropensiero nella testa di tutti: da dove ebbe l’intuizione – per non dire informazione – il britannico?
Nei tre GP successivi Ferrari proseguì con un buon ritmo: il Bahrein e la Spagna diventarono territorio di controllo del compagno di Räikkönnen, Felipe Massa, mentre l’unica delle prime quattro gare (la seconda della stagione) che non fu vinta da una Rossa fu quella in Malesia. A Sepang, infatti, subito dopo la controversia australiana, McLaren cercò di dare una scossa al campionato e distogliere l’attenzione non solo dai sospetti generali quanto, anche, dalla débâcle australiana. Se dopo il primo quarto di stagione la situazione post-Melbourne sembrava essersi placata visto l’andamento della Rossa nonostante i cambiamenti apportati dopo la nota della Federazione, ecco che alla vigilia del fine settimana di Monaco un’ulteriore miccia si accese per la Rossa.
20 Maggio 2007: dramma a Maranello
Come di consueto, in preparazione del weekend di gara nei quartier generali della squadra capitanata da Todt quella domenica si tenne l’ispezione dei materiali da spedire nel Principato. L’attenzione dell’allora capomeccanico Francesco Uguzzoni, tuttavia, si spostò su un insolito dettaglio: dai serbatoi delle due monoposto, infatti, fuoriusciva una strana polvere bianca.
Todt e Domenicali diedero quindi due disposizioni chiare: lo smontaggio di entrambe le monoposto per verificare la presenza di ulteriori anomalie (in seguito non rilevate) e l’assoluto silenzio stampa a tutti i dipendenti riguardo la vicenda. Ferrari, in quel momento sulla difensiva, cercò di controbattere immediatamente avviando due indagini interne: una per il sabotaggio ed una per la soffiata arrivata a Whitmarsh – due eventi troppo insoliti e gravi per essere scollegati.
Partendo dalla prima, in poco più di un mese Maranello (grazie a delle ispezioni tra attrezzatura e armadietti) trova un colpevole. Il 22 giugno del 2007 Ferrari licenziò (in quel momento ancora in via riservata) il sopracitato Stepney. Nel suo armadietto, infatti, venne rinvenuta quella polvere bianca trovata nei serbatoi – poi identificata come fertilizzante – nell’armadietto del britannico. Lo scopo del capo dello sviluppo delle performance, infatti, era di far grippare il motore delle monoposto (in parole povere causare un guasto dovuto ad un eccesso di attrito per via della mancata lubrificazione). Se la prima delle due indagini si rivelò quindi conclusa con l’addio di Stepney a Maranello, la seconda era ancora tutta aperta.
Galeotta fu la copisteria
Per quanto riguarda la Formula 1 il Regno Unito – e più precisamente l’Inghilterra – ha sicuramente svariate scelte di tifo – Williams e McLaren su tutte. Ferrari, tuttavia, si sa – ha un fascino irresistibile. E quindi anche un dipendente di una piccola copisteria di Guildford, nella stessa contea di Woking e distante solamente 11 chilometri dagli HQ McLaren, si rivelò essere un tifoso Rosso. Ma perché stiamo parlando di una città che conta più o meno gli stessi abitanti di Livorno e che si colloca a migliaia di chilometri di distanza da Maranello?
Perché poco prima dell’entrata in gioco della copisteria avvenne un incontro. Stepney stesso, infatti, incontrò il capoprogettista McLaren, Mike Coughlan, prima dell’inizio della stagione e gli consegnò quel famigerato dossier che contava 780 pagine di informazioni strettamente confidenziali sul progetto della monoposto della stessa stagione, dando così la possibilità all’impiegato McLaren di studiarsi in tutta calma la F2007. A quel punto Coughlan decise di recarsi proprio nella copisteria della quale abbiamo giusto parlato, commettendo così l’errore fatale che gli impedì di compiere il delitto perfetto.

Il titolare della copisteria, infatti, insospettito dalla confidenzialità delle informazioni avendo riconosciuto logo e macchina decise di stampare qualche copia in più rispetto a quelle richieste per spedirle in Italia, mettendo così in allerta Ferrari.
Se ci trovassimo in un’opera di Lessing, il 3 luglio del 2007 rappresenterebbe sicuramente l’apice narrativo di questa storia. Ferrari, infatti, oltre ad ufficializzare il licenziamento di Stepney comunicò di aver denunciato sia in Italia che nel Regno Unito un ingegnere McLaren (oltre, ovviamente, a Stepney) per il furto di informazioni tecniche.
Nel comunicato (ripescato dagli archivi online), Todt & Co. tuonarono.
“Ferrari annuncia di aver presentato un caso contro Nigel Stepney e un ingegnere della squadra Vodafone McLaren-Mercedes presso il tribunale di Modena per il furto di informazioni tecniche. Oltremodo, è stata intrapresa azione legale in Inghilterra ed è stato emesso un mandato di perquisizione per l’ingegnere. Ciò (la perquisizione, ndr.) ha prodotto un esito positivo. Ferrari si riserva la possibilità di considerare tutte le implicazioni possibili che siano criminali, civili o di qualsiasi altra natura per quanto permesso dalla legge”.
La scuderia inglese rispose tempestivamente, affermando di aver sospeso Coughlan e di aver avviato un’investigazione interna. Quest’ultima si concluse il 16 luglio con un nulla di fatto: McLaren, infatti, sostenne che il materiale, pur essendo stato nelle mani di una delle figure più importanti della scuderia, non fu usato per sviluppare la propria monoposto in quanto nessun altro componente della scuderia fu al corrente del possesso dello stesso.
L’indagine della FIA e le conseguenze
Allo stesso tempo si aprì un altro filone narrativo: quello dell’indagine portata avanti dalla Federazione Internazionale. Per via di un accordo di collaborazione siglato tra Coughlan e Ferrari l’udienza prevista per il 10 luglio davanti all’Alta Corte di Londra venne prima posticipata e poi sostituita da un Consiglio Mondiale Straordinario da tenersi il 26 luglio. Durante quest’ultimo, la FIA decide inizialmente di graziare il team britannico per l’insufficienza di prove che i dati sensibili fossero effettivamente stati usati per trarre un vantaggio in maniera illecita.

Ecco, dunque, che subentra un ultimo attore: il presidente dell’ACI, Luigi Macaluso. L’italiano, infatti, irritato dal comportamento accondiscendente di Mosley nei confronti dei britannici, il 30 luglio domandò a questo di inviare nuovamente il caso alla Corte d’Appello Internazionale cosicché potesse essere esaminato un’altra volta. Mosley accettò la richiesta e la Corte si sarebbe dovuta riunire il 13 settembre per discutere per un’ultima volta del caso.
8 giorni prima dell’udienza con la Corte, tuttavia, Mosley compì un’altra mossa inaspettata. Il britannico, infatti, convocò un altro Consiglio Mondiale straordinario (come quello di Londa di fine luglio), questa volta a Parigi. Il motivo? Mosley mise i piloti McLaren e la scuderia stessa con le spalle al muro minacciando di ritirare la Superlicenza ai piloti se gli stessi avessero omesso dettagli rilevanti e conosciuti.
Ecco, quindi, che alla vigilia del GP d’Italia emersero delle e-mail scambiate tra i Alonso, Hamilton e De La Rosa a cavallo tra marzo e aprile in cui essi discussero della distribuzione del peso di Ferrari prima e del sistema frenante poi. Apparve quindi chiaro che all’interno di McLaren più persone rispetto al solo Coughlan fossero a conoscenza del dossier riguardante la F2007.
Per questa ragione, dunque, la Federazione punì McLaren con una maxi-multa da 100 milioni di dollari e con la squalifica dal campionato costruttori della stagione 2007, privandola di tutti i punti conquistati. Per quanto riguardò gli ingegneri, invece, Stepney patteggiò per arrivare a 20 mesi di squalifica mentre Coughlan ne scontò 4 in più per arrivare ad un totale di due anni complessivi.
Conclusione
La nostra storia, dunque, si conclude in questo modo. Tutte le parti coinvolte sconteranno le proprie pene e torneranno a vivere le proprie vite vivendo in funzione delle corse. McLaren attraverserà anni belli e meno belli fino ad arrivare a questa stagione in cui è riuscita a conquistare entrambi i titoli. Stepney, inoltre, tornò in pista a fianco del team JRM impegnato in LMP1 dal 2010 al 2014 (anno del suo decesso a causa di un incidente autostradale) mentre Coughlan tornerà in Williams come CTO fino al 2013 per passare poi ad altri ruoli.
Pur essendo passati quasi due decadi la Spy Story riguardante Ferrari e McLaren rimane uno degli eventi più segnanti e sconvolgenti della storia di questo sport che nasce da uno spirito fortemente competitivo, e1 vero, ma anche da lealtà e correttezza. Questa storia va quindi ben oltre il mero sport e s’intreccia con argomenti che riguardano tutti quanti nella vita di tutti i giorni quali l’insoddisfazione e l’amicizia; i due valori che hanno, infine, portato alla luce questo intrigo.
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Ambizioso, perfezionista ed in cerca di miglioramento.

