WRC 2026 Season Preview

WRC | Season Preview – 2026: La fine di un’era e il ritorno di Lancia

Il 2026 sarà l’ultimo anno del ciclo regolamentare delle vetture Rally1, che saranno sostituite dalle nuove WRC27 a partire dall’anno prossimo. La fine di un’era dunque, mentre nel WRC-2 c’è il grande ritorno di Lancia. Ecco la preview della stagione 2026 del WRC!

Sta per cominciare il mondiale 2026 del WRC, l’ultimo anno del ciclo regolamentare delle Rally1 che dal 2027 verranno sostituite dalle nuove vetture WRC27, un concetto completamente nuovo che la FIA spera possa dare nuova linfa a questo sport. Intanto, però, ci gusteremo un’altra stagione di questi mostri a quattro ruote, pronti a sfrecciare sulle strade, asfaltate e non, di tutti gli angoli del globo. In più quest’anno segna il grande ritorno di Lancia nei rally, con due piloti di punta che andranno a caccia del titolo WRC-2.

Il calendario

Prima di parlare di team e piloti, mettiamo lo sfondo a questa stagione 2026 che sta per iniziare, ossia il calendario. Rivisto nella disposizione, si comporrà di 14 eventi sparsi per il mondo, che offriranno sempre strade e condizioni diverse. Si parte a fine gennaio con il Rally di Monte-Carlo per poi passare, come di consueto, sulle nevi del Rally di Svezia in febbraio.

A marzo la carovana passerà, come l’anno scorso, per la savana del Kenya, spostandosi poi sull’asfalto in aprile per il ritorno nel mondiale del Rally di Croazia. A fine del mese, i piloti affronteranno un altro rally su asfalto, quello delle Canarie. In maggio non può mancare il Portogallo, mentre invece di dirigersi in Sardegna, si volerà poi in Giappone per un altro rally su asfalto.

Giugno sarà il mese del rovente Rally dell’Acropoli in Grecia, seguito dai velocissimi Rally d’Estonia a luglio e di Finlandia tra fine luglio e inizio agosto. Passato Ferragosto, si vola nel Sud America per la seconda edizione del Rally del Paraguay, per poi spostarsi in Cile. Breve sosta in Europa per l’ultima edizione del Rally Italia-Sardegna, che nel 2027 passerà al calendario ERC, per terminare la stagione come nel 2025 in Arabia Saudita.

1🇲🇨Rallye Monte-Carlo22-25 Gennaio
2🇸🇪Rally di Svezia12-15 Febbario
3🇰🇪Safari Rally Kenya12-15 Marzo
4🇭🇷Rally di Croazia9-12 Aprile
5🇪🇸Rally Islas Canarias23-26 Aprile
6🇵🇹Vodafone Rally del Portogallo7-10 Maggio
7🇯🇵Rally del Giappone28-31 Maggio
8🇬🇷EKO Acropolis Rally25-28 Giugno
9🇪🇪Rally d’Estonia16-19 Luglio
10🇫🇮Secto Rally di Finlandia30 Luglio-2 Agosto
11🇵🇾Ueno Rally del Paraguay27-30 Agosto
12🇨🇱Rally del Cile Bio Bìo10-13 Settembre
13🇮🇹Rally d’Italia1-4 Ottobre
14🇸🇦Rally dell’Arabia Saudita11-14 Novembre

Campioni che vanno, campioni che restano e…campioni che vengono?

Che Toyota, e i suoi piloti, siano i favoriti anche quest’anno per la vittoria finale non c’è alcun dubbio. Se nel 2024 la Yaris è sembrata perdere qualcosina in favore della Hyundai, nel 2025 la vettura giapponese si è riconfermata la più veloce di tutte, e soprattutto la più affidabile. E data in mano a gente con il piede pesante, è letale.

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Chi? Partiamo con chi non ci sarà più, ossia Kalle Rovanperä. Il due volte campione del mondo ha deciso di ritirarsi dal mondo dei rally per perseguire il sogno delle ruote scoperte, lasciando un grande vuoto nel WRC, che perde uno dei giovani più talentuosi degli ultimi 10 anni, il Max Verstappen dei rally. Esce lui, ma entra un altro ragazzo con il piede destro di piombo: Oliver Solberg.

Lo svedese figlio d’arte, è finalmente riuscito a vincere il mondiale WRC-2, dopo il declassamento a fine 2022. Lo ha fatto con la Yaris Rally2 e, tra l’altro, vincendo anche il Rally di Estonia con una Rally1. Guadagnandosi così la chiamata da Akio Toyoda & co. e tornando ai piani alti, questa volta da protagonista. Sì, perché è un Solberg nuovo, più maturo e molto più veloce di quello che si è visto nel primo stint con le Rally1. Se vogliamo, Oliver quest’anno chiude un cerchio, avendo debuttato nel primo anno di questi regolamenti e andandoli a chiudere. E chissà che non lo faccia lottando per il titolo. Nel WRC-2 ha fatto completamente un altro sport, segno che il talento c’è ed è tanto. Non dovrà avere fretta ma le credenziali per fare bene e per stupire ci sono tutte.

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Se c’è chi esce e chi entra, c’è anche chi resta. Parliamo di Sébastien Ogier, fresco fresco di nono titolo mondiale. A 42 anni, c’è chi potrebbe benissimo starsene a casa crogiolandosi nei suoi tanti mondiali vinti. E c’è chi invece, come Séb, non ne vuole sapere di smettere. L’obiettivo? Il decimo titolo, come si è lasciato sfuggire qualche settimana fa. Correrà anche quest’anno come pilota part-time, ma ha già fatto sapere che non perderà troppi appuntamenti. Lo squalo ha ancora voglia di sangue, e anche nel 2026 avremo di che divertirci. Cosa c’è di meglio di vedere un ultraquarantenne già leggenda provare a vincere un altro titolo e diventare il pilota più titolato di sempre nella storia di questo sport?

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Dovrà guardarsi le spalle prima di tutto dai compagni di squadra, leggasi alla voce Elfyn Evans. L’epilogo del 2025 non ha reso giustizia al grande anno che ha corso il gallese, che ancora insegue il sogno mondiale. Evans non smette di crederci e anche quest’anno, giustamente, ci proverà. Conoscendolo, farà tesoro dell’esperienza dell’anno scorso ed è possibil che vedremo un Elfyn ancora migliore. Anche da lui ne vedremo delle belle, visto che sarà probabilmente l’ultima grande occasione della sua carriera prima che il regolamento 2027 sparigli le carte in tavola. Gli altri sono avvisati.

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Anche Takamoto Katsuta si è dato dei grandi obiettivi. Con la sua solita umiltà e tranquillità, Taka-san ha recentemente dichiarato che quest’anno è cresciuto molto e che punterà a fare più podi e perché no, provare a vincere il suo primo evento WRC. Si è poi dato un altro obiettivo, quello di lottare per il titolo nel 2027. Ambizioso? Sì, forse anche troppo. Ma se si vuole arrivare in alto è sempre meglio puntare alla luna. Vedremo se si dimostrerà veramente cambiato oppure se rimarrà allo stesso livello degli altri anni. Sicuramente, dopo queste dichiarazioni c’è curiosità.

E Sami Pajari? L’approdo in squadra di Oliver Solberg, profilo simile per età e talento, oltre che per palmares, non gli giova, visto che ha già sofferto la vittoria dello svedese in Estonia. Ma ricordiamoci sempre che nel 2024 è stato Sami ad avere la meglio nel WRC-2, e che è pur sempre un finlandese e quindi delle emozioni gliene frega il giusto. L’obiettivo è quello di andare più forte, mantenendo prima di tutto il livello raggiunto in Giappone e in Arabia Saudita. E poi, se possibile, far vedere quello che si è visto nel WRC-2, ossia una grande velocità. Anche per lui il target è quello di cominciare a salire assiduamente sul podio e perché no, mettersi in lizza per una vittoria.

🇫🇷Sébastien OGIER
🇫🇷Vincent LANDAIS
#1Part-Time
🇬🇧Elfyn EVANS
🇬🇧Scott MARTIN
#33Full-Time
🇯🇵Takamoto KATSUTA
🇮🇪Aaron JOHNSTON
#18Full-Time
🇸🇪Oliver SOLBERG
🇬🇧Elliot EDMONDSON
#99Full-Time
🇫🇮Sami PAJARI
🇫🇮Marko SALMINEN
#5Full-Time

The last dance?

In attesa di capire cosa fare nel 2027, Hyundai si presenterà ai nastri di partenza del 2026 con delle certezze. Le prime due sono i due piloti titolari, che andranno all’attacco delle Toyota speranzosi che la loro i20, quest’anno, non faccia i capricci come nel 2025 e che sia comunque più veloce di quanto visto nella passata stagione.

A guidare la ciurma ci sarà ovviamente Thierry Neuville, hyundiano di ferro alla sua tredicesima stagione con i coreani. Il campione del mondo 2024 avrà il dovere sì di guidare la spedizione contro i giapponesi, ma prima di tutto quello di far vedere che il vero Neuville non è quello visto l’anno scorso, e che è probabile che nel 2025 si sia trattato di una sua controfigura. Scherzi a parte, Thierry ha davvero bisogno di risollevarsi, in termini di velocità pura più che di risultati. Potrebbe essere l’ultima occasione, perché il 2027 non sappiamo cosa ci riserverà. Ad ogni modo, se dovesse andare tutto per il verso giusto, anche lui potrà lottare per il mondiale.

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E chissà che Adrien Fourmaux non possa essere l’outsider d’oro di quest’anno. Dopo la grande crescita mostrata nel 2024 in M-Sport, Fourmaux l’anno scorso ha lavorato sottotraccia pur frenato da tante sfortune. Passo dopo passo, è arrivato ad essere la Hyundai più performante di fine stagione, raggiungendo una buona intesa con la sua i20 e chiarendo che il talento c’è e sta uscendo. L’obiettivo ovviamente è quello di vincere il primo evento WRC in carriera, e perché no, mettere i bastoni tra le ruote ai big. Senza Tänak, non sarà più l’ultima ruota del carro, ma sarà assieme a Neuville l’alfiere su cui puntare.

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A proposito di Ott Tänak. Anche l’estone, come Rovanperä, quest’anno non ci sarà. Il buon Ott ha deciso anch’egli di ritirarsi, almeno momentaneamente, dai rally. Sicuramente non è un’uscita che fa scalpore come quella di Kalle, vista anche l’età più avanzata di Tänak, ma sicuramente mancherà a tutti nel Parco Assistenza, così come mancherà ai fan e anche a qualche rivale. Ogier gli ha riservato parole al miele, e proprio le battaglie contro di lui sono spesso state negli ultimi anni quelle più belle da vedere. Perdiamo un altro piede bello pesante.

Tornando alla stagione che sta per cominciare, Hyundai ha deciso di tornare ad una formula di terzo pilot Part-Time a rotazione, come fatto fino all’anno scorso. I vertici del team, vista anche la precarietà del futuro, non hanno voluto sbilanciarsi su un pilota giovane da mettere nella mischia delle Rally1 per un solo anno, e quindi si sono affidati all’usato sicuro.

Il primo “acquisto” è stato anche il più eclatante. Dopo l’ultima apparizione del 2018, tornerà nella classe regina il neozelandese Hayden Paddon. In realtà, i veri fan sanno che non è proprio sparito dai radar, ma che nel frattempo si è laureato per due volte campione europeo di rally, primo pilota non europeo a farlo. Paddon ritorna a 38 anni, più maturo e consapevole di sè. Sarà curioso monitorare il suo ritorno e il suo approccio alle nuove Rally1. Cosa può dare a Hyundai? Sicuramente tanta esperienza e il fatto di aver già lavorato con loro, e se riuscirà ad avere un buon ritmo aiuterà sicuramente a fare punti per il mondiale costruttori.

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Su chi non ci sono dubbi sul fatto che possa portare punti, è Dani Sordo. Lo spagnolo, altra leggenda Hyundai, sembrava aver appeso definitivamente il casco al chiodo, ma quando Alzenau chiama lui risponde. E la missione questa volta è portare anche da parte sua l’esperienza necessaria per lottare fino alla fine nel mondiale costruttori contro Toyota. Visto il cambio regolamentare, è probabile che questa volta sia veramente l’ultimo anno. Di Sordo sia cosa può dare a Hyundai, ed è un profilo esattamente in linea con quanto richiesto: d’esperienza, come già detto, veloce e che sa cosa significa lavorare con loro.

E il terzo pilota che si contenderà la terza i20 è un altro volto noto, quello di Esapekka Lappi. Il finlandese, dopo aver vinto il campionato finnico assieme a Enni Mälkönen, si è dichiarato sorpreso dalla chiamata, dal momento che non avrebbe mai pensato di ritornare nel mondiale, almeno non così presto. E invece anche lui sarà della partita, e anche lui porterà in dote l’esperienza necessaria per provare a fare più punti possibili e a mettere in difficoltà i rivali nipponici.

🇧🇪Thierry NEUVILLE
🇧🇪Martijn WYDAEGHE
#11Full-Time
🇫🇷Adrien FOURMAUX
🇫🇷Alexandre CORIA
#16Full-Time
🇳🇿Hayden PADDON
🇳🇿John KENNARD
#20Part-Time
🇫🇮Esapekka LAPPI
TBC
TBCPart-Time
🇪🇸Dani SORDO
TBC
TBCPart-Time

Irish couple…e Sesks?

Veniamo a M-Sport, che nell’anno in cui bisognerà decidere dove andare per il 2027, e assicurarsi il sostegno di qualcuno, che sia Ford o meno, si presenta al via della stagione con una certezza e con una scommessa. Stiamo parlando dei due piloti titolari che prenderanno parte all’ultima campagna del team inglese con le Rally1.

In Gran Bretagna si è deciso di virare verso una coppia tutta irlandese. Viene confermato, quindi Josh McErlean che l’anno scorso, da rookie, non ha per nulla sfigurato e anzi, è stato spesso più veloce del compagno di squadra e ha rischiato di finirgli davanti in classifica generale. Josh ha sbagliato poco, o perlomeno ha sbagliato molto meno dei precedenti rookie a cui il team si è affidato, compreso il primo Fourmaux. E, con costanza e con tanta voglia di imparare, ha portato a casa dei buoni punti. Dopo una stagione di apprendimento, avrà sulle spalle l’onere e l’onore di guidare il team, con l’obbligo quindi di alzare l’asticella.

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Il team crede in lui, e se continuerà ad avere l’ottimo approccio dell’anno scorso potrà togliersi qualche bella soddisfazione. Certo, sempre che la Puma non lo tradisca. Ma le premesse per continuare a fare bene ci sono tutte. Dovrà fare anche da chioccia al connazionale e compagno di academy Jon Armstrong, che tutto si sarebbe aspettato fuor che una stagione full-time in Rally1.

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Jon si è visto promuovere da Malcolm Wilson e dall’aiuto di Motorsport Ireland Rally Academy, dopo un’ottima stagione in ERC con la Fiesta Rally2, dove ha vinto ben due rally ed è arrivato fino alla fine a giocarsi il titolo europeo. Armstrong è un rookie un po’ atipico, non più così giovane e con alle spalle tanti anni di rally, anche mondiali, ma in categorie minori. Ovviamente un po’ di adattamento ci vorrà e non sarà semplice. Ma se unirà l’esperienza acquisita come gravel crew all’approccio che ha avuto il suo compagno la scorsa stagione, allora non avrà problemi. Anche perché l’anno scorso si è visto che può andare veramente forte.

Ci sarà un terzo pilota? Probabilmente sì, e probabilmente sarà Mārtinš Sesks. Il lettone non è riuscito ad aggiudicarsi un’intera stagione, ma avrà quasi sicuramente l’occasione per mettersi di nuovo in mostra dopo un 2025 un po’ troppo in ombra, costellato da errori e sfortune. In Arabia ha fatto vedere che può andare forte, ma dovrà confermarlo. Ancora non c’è l’ufficialità, ma si può dare quasi per assodato che lo rivedremo con i colori del team di Dovenby Hall.

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Tagliato fuori, invece, Grégoire Munster, che non ha convinto Malcolm WIlson, Richard Millener e gli altri vertici M-Sport. Certo, alla fine della fiera è stata la miglior Puma in termini di punti, ma come performance non c’è stato quel salto che ci si aspettava da lui. Anzi, spesso è andato meno forte del rookie McErlean. Ci sarà a Monte-Carlo per gentile concessione dell’amico Serderidis, ma la sua avventura Rally1 è finita.

🇮🇪Josh MCERLEAN
🇮🇪Eoin TRACY
#55Full-Time
🇮🇪Jon ARMSTRONG
🇮🇪Shane BYRNE
#95Full-Time
🇱🇻Mārtinš SESKS (TBC)
🇱🇻Renars FRANCIS (TBC)
TBCPart-Time

Chi si giocherà il titolo?

La domanda, dopo tutto questo pippone, sorge spontanea: chi si giocherà il titolo? Gli indiziati sono ovviamente il campione uscente Ogier e il compagno Evans, anche se bisognerà vedere se Séb riuscirà a riproporre la stagione da sogno del 2025. Correndo Part-Time, dovrà fare tutto perfetto (non che non ce la possa fare, come si è ben visto…). Proverà ad essere della partita anche Solberg, nonostante la minor esperienza. Ma, quando c’è il piede pesante, tutto può essere.

Il terzo vero contendente dovrebbe essere Thierry Neuville, se sistemerà ciò che è andato storto l’anno scorso. E dovrà guardarsi le spalle anche da Adrien Fourmaux, voglioso di dimostrare qualcosa di importante anche se i bookmakers, ovviamente, non lo danno come primo indiziato per una lotta mondiale.

WRC-2: Il ritorno di Lancia mentre Škoda traballa

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Occhio al WRC-2 perché il 2026 segna l’anno del ritorno nel mondiale rally di Lancia. Dopo più di 30 anni, lo storico marchio italiano torna lì dove ha fatto la storia, ovvero nei rally, grazie all’aiuto di Stellantis che ne coordina il programma.

E, per i puristi, è bene specificare una cosa: sì, non è un progetto totalmente Lancia e non è un progetto totalmente Made in Italy. La base è la Ypsilon, che per forza di cose condivide il know-how della cugina transalpina Citroën C3. Anche se il progetto non sembra affatto un ricarrozzamento, piuttosto un progetto nuovo nato per sostituire, poco a poco, la vettura francese. Anche se è bene specificare che pure negli anni d’oro dei mondiali vinti, nemmeno allora era un progetto totalmente Lancia, ma affidato alle sapienti mani del reparto corse di Abarth, su base ovviamente di modelli Lancia. E quindi, inutile fare comparazioni o lamentarsi.

Lancia è tornata, un marchio italiano è tornato sul palcoscenico di questo sport e va bene così. Passando alle cose concrete, il nuovo team Lancia Corse ha scelto di puntare sui due migliori piloti in circolazione per quanto riguarda la categoria, ovvero sul 2° e il 3° classificato dello scorso mondiale. Parliamo del francese Yohan Rossel e del russo con licenza bulgara Nikolay Gryazin.

L’obiettivo è chiaro: vincere il titolo al primo anno. Difficile? Beh, c’è riuscita Toyota con la Yaris Rally2, quindi perché no? Avere Rossel e Gryazin sarà sicuramente un vantaggio, visto che vanno entrambi molto forte. Già a Monte-Carlo ci sarà da divertirsi.

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Discorso diverso per Škoda, che sembra aver perso slancio rispetto agli scorsi anni. Il progetto della Fabia RS Rally2 rimane ovviamente validissimo, ma la competizione si è fatta durissima e anche top driver scarseggiano. Ancora non è stato definito se Toksport avrà ancora l’incombenza di rappresentare il marchio ceco gestendo le vetture “ufficiali”, e non vi è neppure una parvenza di chi potranno essere i piloti. Quello che sappiamo è che Škoda Motorsport strizzerà di nuovo l’occhiolino al nostro Roberto Daprà, che l’anno scorso ha vinto il Rally di Sardegna e ha chiuso il mondiale in 8a posizione in mezzo a piloti molto più quotati. Roby sembra piacere particolarmente al marchio e al suo Admin social, e chissà che non possa essere lui uno degli alfieri.

Oltre a lui, sappiamo che con Škoda correrà anche l’ex M-Sport Eric Camilli, e possiamo ipotizzare che altri piloti di fascia alta possano essere di nuovo Gus Greensmith, l’estone Robert Virves e il paraguayano Fabrizio Zaldivar.

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Toyota? Non c’è più Oliver Solberg, quindi probabilmente la patata bollente di capo della spedizione nipponica passerà a Roope Korhonen, anche se non ci sono ancora ufficialità in merito. Quello che possiamo dare per certo è che Jari-Matti Latvala ha a tutti gli effetti rilevato il team Printsport, e che la griglia sarà popolata anche dai pilotini della Next Gen del marchio. Altro? Lo scopriremo strada facendo, come di consueto con il WRC-2.

Ultima postilla su M-Sport. Il team inglese torna nella seconda categoria mondiale con la Fiesta Rally2 rinnovata, guidata dall’estone Romet Jürgenson che continuerà il suo apprendistato mondiale con un programma ben strutturato e supportato dal team ufficiale.

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