Nel 2026, con l’ingresso nel paddock del team Cadillac, saranno ben undici i team in griglia per un totale di ventidue vetture. Ma all’inizio della scorsa decade, il numero era anche più alto con ben ventiquattro piloti e dodici scuderie
La stagione 2026 di F1, vedrà nuovamente più di dieci scuderie darsi battaglia in pista: con l’ingresso della Cadillac, infatti, si avranno undici team pronti a disputare il campionato della massima serie automobilistica. Un nuovo ingresso del paddock non si aveva da più di sedici anni quando nel 2010 furono ben tre le nuove scuderie iscritte al campionato mondiale.
Le tre scuderie esordienti di quell’anno furono la HRT, la Lotus (diventata poi Catheram) e il team Virgin (poi Manor e Marussia). Questi team, tuttavia, non ebbero grandi risultati in F1 e la loro permanenza nel paddock fu breve. Ma andiamo a vedere nel dettaglio la storia di ciascuna di queste.
HRT
La scuderia HRT (abbreviazione di “Hispania Racing Team”) venne fondata dall’ex pilota Adrian Campos (fondatore, tra le altre cose, dell’omonimo team di F2) nel 2009 ma non si chiamò subito HRT: il nome iniziale era quello di Campos Meta Team con la denominazione HRT che subentrerà in un secondo momento.

Sin dalle prime fasi, però, le cose non andarono benissimo: Campos fu costretto a cedere il suo team, a seguito di mancati pagamenti al fornitore dei telai Dallara, al socio Josè Ramòn Carabante. Un’operazione necessaria che permise alla scuderia di prendere parte al primo GP stagionale di Melbourne, in Australia. Con il passaggio di proprietà, la scuderia venne chiamata HRT.
I piloti della prima stagione furono Bruno Senna (che disputò 18 GP ad eccezione di quello di Gran Bretagna), l’indiano Chandok (primi 10, poi sostituito da Yamamoto e Klien). La stagione 2010 fu complicata per il team che non andò mai a punti chiudendo all’undicesimo posto nei Costruttori. Le cose non migliorarono nei due anni successivi e al termine del 2012, il team decise di abbandonare il campionato.
Catheram
Il secondo team ad iscriversi al campionato fu il team Lotus Racing. Fondata dall’imprenditore malese Tony Fernandes, la scuderia assunse tale nome dopo un accordo con David Hunt, detentore dei diritti del nome Lotus.

Sin dall’inizio la squadra si pose come obiettivo quello di essere il migliore tra i team debuttanti e per farlo ingaggiò due piloti esperti come Jarno Trulli ed Heikki Kovalainen. Un obiettivo che a fine stagione venne raggiunto: grazie anche al dodicesimo posto di Trulli nel GP del Giappone il team riuscì a conquistare il decimo posto nella classifica Costruttori.
Dal 2012 il team assunse il nome Catheram: un cambiamento drastico dovuto alla disputa legale con il Group Lotus che nel 2011, era entrata in F1 come partner del team Renault. Nei tre anni rimanenti la Catheram non riuscì ad ottenere risultati convincenti e nel 2014 Tony Fernandes, a causa dei numerosi problemi finanziari che affliggevano la squadra, pose fine all’avventura della scuderia in F1.
Virgin Racing
La terza e ultima scuderia debuttante fu la Manor Racing che cambiò il nome in Virgin Racing dopo l’accordo con la famosa azienda di intrattenimento del magnate americano Richard Branson. I piloti ingaggiati per il 2010 furono Timo Glock e Lucas di Grassi.

Sin dalle prime battute, però, la vettura presentò numerosi problemi: nei test vennero evidenziate molte criticità all’impianto idraulico che comportarono ingenti modifiche in vista del GP d’Australia. Le modifiche vennero estese anche al serbatoio che non era sufficientemente capiente da consentire ai piloti di completare le gare che avrebbero disputato. Nonostante una buona competitività sul giro secco rispetto agli altri team debuttanti, la Virgin chiuderà il campionato in dodicesima posizione nella classifica Costruttori.
La squadra dal 2012 assunse il nome di Marussia e rimase nel circus fino al 2016 quando fu costretta a dire addio alle corse per i numerosi problemi finanziari. Tra il 2014 e il 2016, la scuderia riuscì anche a centrare la zona punti: nel 2014 ottenne il nono posto nel GP di Monaco con Jules Bianchi mentre nel 2016 Wehrlein ottenne il decimo posto nel GP d’Austria.
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