Sotto i riflettori della pista di Barcellona, la Mercedes 2026 mostra segnali incoraggianti: il confronto con il simulatore e la risposta della vettura alimentano fiducia sul progetto.

Shovlin (Mercedes): “La W17 si sta comportando meglio in pista che al simulatore”

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Sotto i riflettori della pista di Barcellona, la Mercedes 2026 mostra segnali incoraggianti: il confronto con il simulatore e la risposta della vettura alimentano fiducia sul progetto.

L’avvio dei test privati di Formula 1 a Barcellona ha offerto a Mercedes le prime risposte concrete sul comportamento della monoposto 2026 in condizioni reali. Dopo mesi di sviluppo virtuale, il debutto in pista della W17 ha consentito al team di valutare quanto il lavoro al simulatore rispecchi la realtà, sciogliendo anche alcuni dei principali interrogativi tecnici che accompagnavano il progetto.

Un test produttivo nonostante i tempi

Nella giornata inaugurale dei test a porte chiuse, con sette squadre presenti, George Russell ha fatto segnare il secondo miglior tempo assoluto, accusando un ritardo di circa mezzo secondo rispetto al riferimento fissato dalla Red Bull di Isack Hadjar. Al di là del cronometro, l’attenzione di Mercedes si è concentrata soprattutto sulla raccolta dati: Russell e Andrea Kimi Antonelli si sono alternati al volante, completando complessivamente 149 giri, di cui 93 percorsi dal solo Russell nel pomeriggio.

Sotto i riflettori della pista di Barcellona, la Mercedes 2026 mostra segnali incoraggianti: il confronto con il simulatore e la risposta della vettura alimentano fiducia sul progetto.

Un programma intenso che ha permesso agli ingegneri di iniziare a confrontare le sensazioni dei piloti con le simulazioni effettuate nei mesi precedenti.

Sensazioni migliori rispetto al simulatore

Il direttore dell’ingegneria in pista Andrew Shovlin ha sottolineato come le prime impressioni siano andate oltre le aspettative. “Prima di Silverstone, la loro esperienza era stata esclusivamente virtuale, al simulatore”, ha spiegato. “E in diverse aree, in pista le sensazioni sono addirittura migliori rispetto a quelle avvertite nel simulatore. È sicuramente un segnale incoraggiante”.

Secondo Shovlin, il team si trova già in una “posizione piuttosto buona” anche per quanto riguarda la guidabilità della nuova power unit, che ora ottiene quasi metà della massima erogazione di potenza dal sistema MGU-K aggiornato.

Motore e guidabilità: progressi concreti

Nonostante l’ottimismo, in Mercedes prevale la cautela. “C’è ancora tantissimo lavoro da fare”, ha precisato Shovlin. “Siamo davvero alle primissime fasi del programma di test. Ma sono convinto che nei prossimi giorni faremo progressi e che riusciremo a portare la vettura in una condizione sensata per la prima gara”.

Antonelli, sceso in pista al mattino con asfalto inizialmente umido, ha confermato la bontà delle sensazioni. Il giovane pilota ha definito la vettura “molto piacevole da guidare”, evidenziando come il team abbia svolto “un lavoro davvero buono sulla guidabilità, che era uno dei grandi punti interrogativi”.

Sotto i riflettori della pista di Barcellona, la Mercedes 2026 mostra segnali incoraggianti: il confronto con il simulatore e la risposta della vettura alimentano fiducia sul progetto.

“Siamo solo all’inizio ed è per questo che scopriremo molto di più sulla macchina e sulla power unit”, ha aggiunto. “Vedremo dove manca qualcosa o dove invece funziona bene. Ma per ora il pacchetto dà buone sensazioni”.

Una preparazione lunga anni

Le valutazioni prudentemente positive emerse a Barcellona sono in linea con quanto già visto nello shakedown di Silverstone della settimana precedente, quando Mercedes era riuscita a completare senza intoppi un’intera giornata di prove con una vettura e un motore completamente nuovi.

Questo avvio ordinato consente ora al team di concentrarsi sull’apprendimento più profondo del progetto. “Possiamo finalmente entrare nel vivo del vero lavoro di apprendimento”, ha spiegato Shovlin, chiarendo che le prime simulazioni di long run rappresentano la priorità prima di ampliare il programma nei restanti giorni di test.

“È stato un progetto assolutamente monumentale”, ha sottolineato. “Sul fronte della power unit, a Brixworth ci lavorano da anni: è stato un programma estremamente difficile e complesso. A questo si aggiunge tutta la complessità dello sviluppo del carburante con Petronas e, lato telaio, un regolamento completamente nuovo”.

Shovlin ha poi evidenziato come il 2026 rappresenti la sfida più grande mai affrontata dal team. “Abbiamo anche sistemi elettronici completamente nuovi: è il progetto più grande che abbiamo mai realizzato. Non sappiamo ancora dove siamo in termini di prestazioni, ma il fatto di poter tenere la macchina costantemente in pista è fondamentale, perché ci permetterà di imparare rapidamente. È la dimostrazione di anni di preparazione per arrivare pronti a questi primi giorni”.


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