Adrian Newey

Aston Martin AMR26: quando il posteriore parla Adrian Newey

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L’Aston Martin è scesa in pista durante i test di Barcellona e fin dal primo scatto ha generato grande curiosità riconducibile alla “scuola Newey”.

L’Aston Martin 2026 è scesa in pista a Barcellona nei test pre-stagionali senza il suo iconico “Aston Martin Green”, ma in tutto il suo splendore unicamente in carbonio. A volte si dice che basta uno sguardo per innamorarsi; invece, in Formula 1 basta uno scatto per far nascere una polemica, che di fatto non è ancora accaduta, ma che potrebbe verificarsi vista la nuova disposizione dei braccetti posteriori della AMR26.
Una nuova era di monoposto non può che far sbizzarrire gli ingegneri, trovando svariate soluzioni per le loro vetture; osservando lo storico dei campionati vinti, possiamo dire che quello che si sbizzarrisce più di tutti è Adrian Newey.

L'Aston Martin è scesa in pista durante i test di Barcellona e fin dal primo scatto ha generato grande curiosità riconducibile alla "scuola Newey".
Lance Stroll, Fonte: Formula 1

A partire da quest’anno il beam wing, il cosiddetto profilo alare posizionato nella parte posteriore delle monoposto, è stato vietato: aveva una funzione molto importante perché aumentava la downforce al retrotreno, migliorando l’efficienza del diffusore.
L’estremismo di Adrian Newey trova qui una delle sue forme più incredibili: cerca di replicare l’effetto di questo profilo alare attraverso i braccetti. Una soluzione unica, mai vista da nessun altro team in griglia.
Questi braccetti vengono collegati direttamente all’alettone posteriore e questo porta a un diffusore molto più lungo che, come il beam wing, crea una maggiore efficienza aerodinamica.

L'Aston Martin è scesa in pista durante i test di Barcellona e fin dal primo scatto ha generato grande curiosità riconducibile alla "scuola Newey".
Braccetti sospensioni


Se questo lampo di genio dovesse rivelarsi tale anche in pista, creerebbe un grande vantaggio, soprattutto per il fatto che gli altri team in griglia non possono replicare questa soluzione, in quanto non si tratta di un’appendice aerodinamica; inoltre, bisognerebbe riprogettare completamente la sospensione posteriore e, come sappiamo, non è una cosa che richiede poco tempo, così come la scatola del cambio, per riuscire ad amalgamare completamente la parte aerodinamica con quella meccanica. 

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