La SF-26 chiude i test in prima posizione, facendo ben sperare ai tifosi che sanno però che non si può essere campioni d’inverno. La bontà tecnica della vettura regala ottime sensazioni. Leclerc e Hamilton soddisfatti della vettura.
La Ferrari chiude i test in Bahrain al primo posto con Leclerc che ha siglato un tempo di 1:31.992 con mescola C4. Quanto vale il vero valore della SF-26? E’ presto per dirlo, ma la Ferrari ha saputo far vedere innovazione e adattamento al nuovo regolamento, portando diverse soluzioni che hanno saputo far stupire l’intero paddock.
La SF-26 è apparsa con più carico aerodinamico nei 3 giorni di test, rispetto alle prima settimana in Bahrain piuttosto instabile in certe curve, il lavoro con il setup ha beneficiato e ai nuovi aggiornamenti, tra cui l’aletta FTM (Flick, Tail, Mode).
Ferrari: L’ala FTM
Ferrari ha stupito non solo per la novità portata, ma sopratutto per l’omologazione di questo aggiornamento che, è riuscita a posizionarla a non più 60mm dietro l’asse del posteriore spostando il differenziale, creando così spazio per essere conforme al regolamento.
I benefici di questa soluzione di micro-aerodinamica offrono la possibilità di sfruttare la continua uscita di gas di scarico per soffiare aria sull’ala posteriore e anche estrarre più facilmente aria dal diffusore, creando così più aderenza in inserimento, percorrenza e uscita.

Cofano più stretto, maggiore efficienza a discapito del raffreddamento?
Nella seconda settimana, Ferrari ha fatto debuttare un cofano motore più stretto con due aperture nuove dietro all’Halo e nella parte terminale nella zona della Coca-Cola maggiormente ristretta, segno di una perfetta gestione delle temperature, sopratutto in un circuito dove il caldo è sempre presente.
L’intento è quello di avere un corpo vettura con meno ingombro per cercare una migliore velocità di punta per contro però, una maggiore surriscaldamento dei componenti meccanici.
La SF-26 per ora ha saputo far vedere un’ottima affidabilità, salvo qualche problemino di routine nei test, con la power unit 067/6 che si distingue per la nuova testata in acciaio più resistente a pressioni e temperature più alte.

Ala posteriore che genera portanza
Una delle novità che ha scatenato maggiormente il circus è proprio l’ala nuova al posteriore, con una nuova interpretazione dell’aerodinamica attiva, ovvero far ruotare l’ala mobile di 270 gradi. La soluzione prevede la rimozione dell’attuatore centrale con due nuovi posizionati negli endplate, come fece la Mercedes nel 2011, con l’obiettivo di far lavorare al meglio l’ala posteriore da chiusa.
Attivata la straight mode, con il profilo alare capovolto, l’ala rovesciata genera una portanza (come le ali degli aerei) che va a ”sollevare” il posteriore della rossa di Maranello per garantire picchi di basso drag.
Questa idea non è solo a scopo di ridurre al minimo il drag, ma anche cercare di ridurre lo sforzo delle nuove power uni 50% elettriche e 50% termiche.

Resta ancora incerta quest’ultima che, potrebbe generare troppa resistenza in fase di apertura (in fase di chiusura potrebbe essere un vantaggio e usata come freno aerodinamico), difatti i tecnici stessi prevedono di portare una versione migliorata e più efficiente nelle diverse fasi di passaggio da ride mode e straigth mode.

