Dopo test incoraggianti, Russell punta a stupire nel GP d’Australia, ma invita a mantenere la calma e a ignorare il rumore mediatico intorno a Mercedes.
La stagione 2026 è ormai alle porte e il tradizionale appuntamento con il Gran Premio d’Australia, nella splendida cornice dell’Albert Park, è pronto a inaugurare il 77° Campionato Mondiale di Formula 1. Tante novità in griglia di partenza, a partire dall’atteso ingresso del nuovo team, Cadillac, fino all’introduzione dei nuovi regolamenti, che promettono di rivoluzionare strategie, Power Unit e gestione dell’energia durante i 24 eventi del Mondiale.
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In questo scenario, Mercedes si presenta sotto i riflettori come la realtà più appetbile delle 11 proposte, o almeno sulla carta: un inverno positivo, senza problemi tecnici rilevanti durante le tre sessioni di test pre-stagionali a Barcellona e in Bahrain, lascia presagire un inizio promettente per il team di Brackley. Per la seconda stagione consecutiva, la squadra potrà contare sull’esperienza di George Russell e sul talento di Kimi Antonelli, chiamati a interrompere un digiuno di Titoli Iridati che ormai dura da 5 anni nel Campionato Costruttori e 6 nel Campionato Piloti.
Il pilota britannico, intervistato in conferenza stampa alla vigilia del GP d’Australia, pur confermando lo stato di forma di Mercedes, ha tuttavia ridimensionato i toni e le aspettative createsi attorno al team anglo-tedesco, invitando a mantenere la calma e a concentrarsi sul lavoro gara per gara.

“Penso che ci sia un certo fascino legato all’ignoto man mano che ci avviciniamo alla prima gara. I test pre-stagionali sono stati molto migliori rispetto a quelli degli ultimi quattro anni. Non ci sono elementi sulla macchina che hanno destato particolare preoccupazione: tutto funziona come previsto. La correlazione tra simulatore e pista è buona, cosa che negli ultimi anni non sempre accadeva. Quindi, a prescindere dai tempi sul cronometro, le cose stanno andando come speriamo“.
“Ma è anche vero che le incognite sono tante. Le partenze sono diventate un argomento particolarmente delicato [a causa dei nuovi regolamenti, ndr] e basta un piccolo errore per compromettere tutto. Non c’è tempo per rilassarsi né durante le Qualifiche, né in gara. Anche i pit stop, che una volta erano relativamente semplici, ora sono molto più complessi. Tuttavia, fino a questo punto abbiamo fatto tutta la preparazione possibile e ci sentiamo in una buona posizione. Si parla molto di noi e lo considero un complimento. Ma una volta indossato il casco e abbassata la visiera, vai al massimo e non pensi più a tutto questo chiacchiericcio esterno. Si prende gara per gara e si vedrà come andrà“.
“Abbiamo lavorato molto sul lato tecnico. Negli anni passati ci si concentrava su gomme, simulatore e regolazioni per ottenere il massimo; ora, invece, c’è l’ulteriore complessità di dover imparare a gestire le batterie sui diversi circuiti, e capire come funzionano le Power Unit e i turbocompressori durante le partenze. Non è un set di competenze completamente nuovo, quanto l’apprendimento di nuove procedure che, dopo un paio di gare, diventeranno consolidate. La sfida più grande sarà probabilmente gestire la batteria in gara: sapere dove e quando usarla, pianificare strategie di sorpasso e difesa senza rimanere senza energia nel momento sbagliato. Credo che questo sarà l’aspetto più importante da valutare in questa prima gara“.
Russell ha poi sottolineato come esperienza e adattabilità saranno elementi chiave per affrontare al meglio la prima gara e l’intero Mondiale. Pur non considerandosi un pilota veterano, l’inglese ha comunque evidenziato l’importanza di approcciarsi alle nuove sfide in maniera pragmatica.
“Mi sento ancora abbastanza giovane, quindi non so se posso considerarmi tra i veterani, ma ci sono molti giovani in griglia. Alcuni sostengono che l’esperienza sia un vantaggio, altri che andare in pista senza preconcetti possa aiutare. Alla fine, però, l’obiettivo resta lo stesso: bisogna andare al massimo in curva e alla fine il pilota più veloce emergerà“.

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