Alla partenza del GP d’Australia di F1, la maggior parte dei piloti è arrivata sulla griglia di partenza con una % di batteria molto scarica, dopo aver subito diversi problemi di gestione durante il giro di formazione.
Alla vigilia del primo round della stagione di F1 2026, c’era grande apprensione e attesa per l’inizio di una nuova era in quel di Melbourne, sia per capire i reali valori in pista degli 11 team della griglia, sia per vedere come i 22 piloti, e le rispettive vetture, si sarebbero comportati nella gestione della gara con questo nuovo regolamento.
Durante i test pre-stagionali, uno dei temi più discussi nel circus è stato il tema delle partenze con diverse opinioni tra i diversi team, con ognuno che ovviamente difendeva le proprie idee e il proprio progetto.
Le 11 vetture in griglia si caratterizzano a livello di Power Unit tra chi ha scelto di utilizzare un turbo più grande, e chi un turbo più piccolo.
Proprio a proposito di questo turbo più piccolo, la Ferrari è stato l’unico team a rispettare le aspettative, scattando esattamente come ci si aspettava allo spegnimento dei semafori con Charles Leclerc che a Curva 1 ha conquistato la leadership in una maniera a dir poco imbarazzante schivando tutti, mentre il suo compagno di box Lewis Hamilton risalì fino al quarto posto.
Questo era un vantaggio già evidenziato in Bahrain, favorito anche dal fatto che molti piloti sono arrivati sulla griglia già con le batterie vuote, numero 16 della Rossa di Maranello compreso.
Per il monegasco il turbo più piccolo e le marce basse hanno ridotto il problema della mancanza di energia elettrica della batteria, ma non è stato lo stesso per gli altri piloti che sono stati costretti a faticare e non poco.

Il regolamento vieta l’uso dell’energia elettrica quando la vettura è ferma in griglia e impedisce inoltre l’utilizzo della batteria finché l’auto non raggiunge i 50 km/h dopo lo scatto. Di conseguenza con un turbo più grande, rappresenta un vero e proprio problema allo spegnimento dei semafori visto che occorre più tempo per ottenere un’accelerazione efficace, specialmente se si hanno dei lunghi rapporti del cambio.
Tutta questa situazione ha alzato polemiche a non finire nel post gara, con il caos che è stata la parola chiave del primo spegnimento dei semafori del 2026. Nelle retrovie Franco Colapinto ha evitato per millesimi di secondo la vettura numero 30 di Liam Lawson, rimasto piantato in griglia a causa di un problema alla sua power unit RBPT.
“La partenza è stata difficile”, ha dichiarato il direttore tecnico di pista della Mercedes Andrew Shovlin. “Non abbiamo fatto un lavoro abbastanza buono nel gestire l’energia limitata durante il giro di formazione ed entrambi i piloti si sono ritrovati con la batteria scarica sulla linea di partenza. I piloti hanno fatto un ottimo lavoro per tenersi fuori dai guai, ma hanno perso molte posizioni e siamo dovuti passare in modalità di recupero”.
La mancanza di energia nella batteria è stata una delle principali cause del pattinamento della W17 numero 12 di Andrea Kimi Antonelli. Il giovane pilota italiano non ha potuto completare i burnout sulla griglia senza la spinta elettrica della power unit Mercedes. Di conseguenza, non potendo effettuare un corretto riscaldamento delle mescole Pirelli, le gomme posteriori hanno slittato alla partenza, provocando uno scatto a rilento.
Queste sono tutte carte che hanno generato scompiglio, differenze di potenza e velocità lungo il primo giro tra i diversi piloti che sono stati costretti a sorpassarsi e risorpassarsi diverse volte a causa delle problematiche del nuovo regolamento.
In un tracciato come Melbourne che ha pochi punti di ricarica, i piloti hanno messo pesantemente sotto stress la batteria, scaricandola in modo precoce nelle fasi di accelerazione in ripartenza, per cercare di preparare al meglio la vettura scaldando pneumatici e freni, grazie a stili di guida aggressivi durante il giro di formazione.
Per scaldare gomme e freni, il bilanciamento della frenata viene spesso spostato verso l’asse anteriore – alterando il rapporto con l’ERS – per generare calore, quindi inevitabilmente il motogeneratore è chiamato a lavorare di meno.

Questo è lo stesso principio utilizzato da Mercedes, chiamato brake magic, il cui scopo era generare temperatura prima di schierarsi in griglia o durante i periodi di Safety Car in cui le vetture procedono più lentamente. Basti pensare alla partenza di Lewis Hamilton a Baku nel 2021, per scoprire cosa succede se non si disinnesta questo pulsante per la variazione del bilanciamento di frenata.
Per il 2026 l’impianto frenante posteriore è stato di fatto ridotto nelle dimensioni perché l’MGU-K fornisce gran parte della decelerazione, ma su un circuito impegnativo come Melbourne, trovare la procedura ideale non è stato semplice e difatti la maggior parte dei piloti è arrivata in griglia con le batterie quasi scariche.
Ottimizzazione della vettura: Preparare al meglio la vettura o preservare energia?
Interrogato sull’argomento “retroscena melbourne e caos batterie”, il team principal di Red Bull, Laurent Mekies, ha rilevato dei spiegato le difficoltà di entrambi i piloti della scuderia di Milton Keynes una volta arrivati sulle loro caselle sulla griglia di partenza.
“È nostra responsabilità evitare di trovarci in quella situazione. Siamo stati colti di sorpresa da alcune limitazioni sul modo in cui si può caricare e scaricare la batteria nel giro di formazione”.

“Con i comportamenti insoliti che i piloti devono tenere in un giro di formazione – con accelerazioni, frenate, accelerazioni, frenate per scaldare i freni e per scaldare le gomme – siamo arrivati a un punto in cui non eravamo più in grado di raggiungere il giusto stato di carica per la partenza della gara. Abbiamo dovuto ricostruire quel livello di batteria durante il primo giro, il che ovviamente non è stato piacevole”, così ha dichiarato il team principal francese.
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