Edizione durissima quella del Safari Rally Kenya 2026, che vede Takamoto Katsuta vincere il suo primo rally in carriera. Passo falso dei big, mentre Virves vince nel WRC-2.
Quella del Safari Rally Kenya 2026 è stata un’edizione durissima per gli equipaggi e per le vetture, che si sono dovute districare tra fango, acqua, rocce e chi più ne ha più ne metta. Ne è uscito vincitore, per la prima volta in carriera nel WRC, Takamoto Katsuta, che ha approfittato dei passi falsi dei big. Ecco il Post-Rally!
Finalmente Taka

L’ha cercata, l’ha sfiorata, l’ha ottenuta. Dopo anni all’ombra, pieni di difficoltà e di risultati non troppo eclatanti, dopo essere quasi uscito di scena dal WRC, Takamoto Katsuta ha conquistato in Kenya la sua prima vittoria in carriera.
Ci era arrivato vicino in Svezia, dopo solo un velocissimo Evans lo aveva privato della gioia del gradino più alto del podio. E invece in terra africana ha resistito contro tutto e contro tutti (anche le forature), approfittando dell’uscita di scena dei big per salire lui in cattedra e guardare, per una volta, tutti gli altri dall’alto anche senza vincere una prova speciale. Quella di Taka è una bella storia fatta di sacrifici e momenti difficili ma sempre vissuti con il sorriso.
Con il podio svedese, Katsuta è ora anche in corsa mondiale, a 11 punti da Evans leader in classifica generale. Aveva detto che avrebbe puntato a fare di più quest’anno, a vincere o addirittura a lottare per il titolo. Per il momento sta rispettando quanto detto. Ora nel Post-Rally, con grande piacere, non potremo più dire che ci è andato vicino ma non ce l’ha fatta. Bravo Taka!
Lo strano passo falso di Toyota
A spianare la strada alla vittoria di Katsuta, è stato un Safari Rally che non ha risparmiato nemmeno Toyota, teoricamente la vettura più affidabile del lotto. Tutti, anche Katsuta, hanno avuto i loro problemi, ma c’è chi ha pagato conseguenze ben peggiori.
Prima però bisogna parlare di Sami Pajari. Il finlandese è comunque finito a podio, pur a 4 minuti da Katsuta, ma ha vinto 5 prove speciali e si è dimostrato un’altra volta molto veloce, segno che forse qualcosa in lui è cambiato e che c’è stato un cambio di passo. Certo, i problemi della Yaris non lo hanno aiutato, però, ha fatto vedere che il passo c’è.

I tre big, invece, hanno dovuto arrendersi al Safari e fare per una volta un passo indietro. Era dal 2024 che Elfyn Evans, negli ultimi due anni grande campione di costanza, non si ritirava in un rally (in quel caso durante il Rally Acropoli). E invece un danno alla sospensione lo ha tradito. Alla domenica ha comunque conquistato 6 punti totali, e rimane davanti a tutti in classifica con 8 punti sul secondo.
Il secondo in questione è Oliver Solberg, che invece ha dovuto dare forfait a causa di un guasto all’alternatore il sabato, così come Sébastien Ogier fuori dai giochi per lo stesso problema. Oliver, che fino a quel momento stava guidando il rally, è comunque corso ai ripari sia in termini di punti sia nel riaffermare che è tra i più veloci del circus, vincendo sia Super Sunday che Power Stage e portandosi, appunto, a 8 punti da Evans. Ogier invece è rimasto a 40 punti dal leader della classifica, con un rally in meno all’attivo.
Peccato perché i tre davanti, fino al loro ritiro, stavano facendo praticamente un altro sport. Pur in un rally che sembrava una sfida di sopravvivenza, si stavano giocando tutto sul filo dei secondi. Chapeau.
Hyundai tiene botta, ma…

Complici i problemi di Toyota, Hyundai ha tenuto botta. Almeno in termini di risultati sulla carta, visto che il buon Adrien Fourmaux, che nella preview avevamo dato come passibile di podio, è effettivamente arrivato a meno di 30 secondi da Katsuta, chiudendo al 2° posto e sopravvivendo anche lui alla gara ad eliminazione che è stata questa edizione del Safari. Anche lui è arrivato vicino, se vogliamo, alla prima vittoria in carriera.
L’ha mancata, ma è stato un’altra volta il migliore delle Hyundai. Ci sta provando in tutti i modi in maniera encomiabile, tanto che a volte sembra di rivedere in lui un altro ragazzo francofono che sta aspettando di avere una vetture all’altezza del suo talento. Come direbbe qualcuno, date una macchina a questo ragazzo.
4° Esapekka Lappi, che porta a casa un’altra volta punti pesanti soprattutto per la classifica costruttori. D’altra parte, è stato ingaggiato per questo e non sta tradendo le attese del team. Un’altra volta in basso in classifica Thierry Neuville, che è stato tradito da una roccia mentre era un 4a posizione. Un peccato, ma a quanto pare il 2026 non sembra essere tanto diverso dal 2025. La nuvola di fantozzi gli sta ancora ronzando intorno.
Tutto ciò però non deve distogliere da un fatto. Il venerdì tutte e tre le Hyundai hanno sofferto di problemi di temperatura del liquido di raffreddamento, e non sono comunque riuscite ad essere più veloci nel passo rispetto ai rivali giapponesi, pur essendosi avvicinate tanto. C’è ancora strada da fare.
M-Sport non c’è

Non c’è molto da dire. La Puma di M-Sport ha sofferto tanto questo Safari (come tutti del resto), e non ha potuto nemmeno contare su un passo dei migliori. Josh McErlean è stato di nuovo tradito da problemi meccanici, tra liquido di raffreddamento alle stelle e problemi al motore, l’irlandese ha concluso un altro weekend difficile. La situazione sta diventanto abbastanza frustrante.
Anche perché dall’altra parte il rookie connazionale Jon Armstrong sta continuando a fare meglio di lui in termini di passo. Anche Jon ha dovuto dare forfait per un danno ad una sospensione, ma è stato costantemente più veloce di Josh, addirittura chiudendo uno dei passaggi sulla prova Sleeping Warrior in 2a posizione.
I risultati, almeno sul passo, di Jon è l’unica cosa positiva che M-Sport si può portare via dal Kenya.
WRC-2

Robert Virves vince nel WRC-2, precedendo un Gus Greensmith che ha dovuto cedere il passo un po’ per evitare forature e un po’ a causa di problemi al cambio della sua Toyota, non riuscendo a ripetere la vittoria nel 2024 e nel 2025. Per Virves si tratta della seconda vittoria in carriera in categoria, la prima di una stagione che al momento lo vede in cima alla classifica a 25 punti insieme a Roope Korhonen e Léo Rossel, gli altri vincitori fin qui di quest’anno.
Il suo compagno di squadra in Toksport, Andreas Mikkelsen, chiude il suo primo Safari in una buona 4a posizione, lanciando con buoni punti la sua campagna 2026 e permettendo al team di salire in cime alla classifica a squadre della categoria insieme a Lancia. A precedere il norvegese, sul gradino più basso del podio, c’è il paraguayano Fabrizio Zaldivar che come l’anno scorso non si è fatto spaventare dalla prova africana conquistando un altro podio.
Chiude in Top 5 un altro paraguayano, Diego Dominguez, autore di un buon weekend dove è riuscito a stare relativamente lontano dai guai e far segnare qualche bel punto, sulla scia degli ultimi risultati del 2025.
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