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F1 | Aston Martin e Honda al lavoro per risolvere i problemi prima del Giappone

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Il team Aston Martin ed i colleghi della Honda hanno bisogno di una “magia” per evitare ritiri e brutte figure nel Gran Premio di casa di F1 del costruttore, in Giappone

Due Gran Premi alle spalle, zero arrivi al traguardo completati: questo è il “tragico” bilancio dell’Aston Martin in questo avvio di stagione 2026 di F1, la prima con nuovi regolamenti dal 2022. Nonostante l’arrivo di un pezzo grosso come Adrian Newey e le tante aspettative, infatti, l’esordio in pista della AMR26 ha portato alla luce una situazione ben più che disastrosa, con i piloti che hanno portato a termine solamente la Sprint Race del Gran Premio di Cina.

Tuttavia, per quanto possa sembrare assurdo, nonostante i doppi ritiri Aston Martin ed Honda sono migliorate rispetto ad inizio stagione: come affermato da Mike Krack (responsabile del team in pista) le conoscenze acquisite proprio durante la Sprint e durante i 32 giri percorsi da Alonso nella gara della domenica sono state esponenziali considerando quanto il team fosse indietro rispetto alla concorrenza.

Questo però non deve far nascondere la gravità della situazione: scongiurato il rischio che le due vetture “non funzionassero affatto”, i primi due weekend sono stati comunque disastrosi in termini sia di affidabilità che di prestazioni.

Il team Aston Martin ed i colleghi della Honda hanno bisogno di una "magia" per evitare ritiri e brutte figure nel Gran Premio di casa di F1 del costruttore, in Giappone

Tanto lavoro da fare in vista del GP del Giappone

Terzo appuntamento stagionale, il Giappone sarà un test importante per valutare il lavoro svolto ed ancora da svolgere: lo stesso Lance Stroll parla di un weekend duro “a meno che non si riesca a trovare una soluzione magica nei prossimi dieci giorni.”

L’unica via d’uscita da questa situazione è il duro lavoro nonostante il tempo non sia dalla parte di Honda; la breve pausa tra Cina e Giappone è quanto di più simile ad una tregua potevano desiderare i membri del team dopo l’incombere degli incubi post-test del Bahrain.

Il traghettatore della squadra Fernando Alonso ha rimarcato proprio questo aspetto dopo il GP in Cina: “Ovviamente dall’Australia alla Cina avevamo solo cinque giorni ed il motore era esattamente lo stesso in entrambe le gare; adesso invece abbiamo due settimane ed abbiamo a disposizione più tempo al banco prova…dobbiamo dare ad Honda più tempo per capire le vibrazioni e da dove esse provengano.”

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L’incubo delle vibrazioni come problema principale

Shintaro Orihara, direttore generale ed ingegnare capo di Honda in pista, sostiene di “aver migliorato le vibrazioni a livello dei sistemi”. Nonostante ciò, quest’ultimo ha aggiunto che esse “rappresentano ancora un problema per il comfort del pilota, e questo è un aspetto fondamentale da affrontare in vista della gara in Giappone.”

Tale aspetto è stato ben visibile durante il Gran Premio della Cina, nel quale Alonso ha raggiunto con il passare dei giri il limite della sua sopportazione; lo spagnolo ha di fatti dovuto convivere con l’incubo delle vibrazioni per tutta la sua corsa, sostenendo in radio come le vibrazioni fossero “più forti” la domenica piuttosto che il sabato.

Dopo una ripartenza dalla Safety Car disastrosa in cui Alonso ha perso cinque posizioni in un solo giro, il pilota 44enne ha continuato per altri 15 giri staccando le mani dal volante su diversi rettilinei così da alleggerire lo stress ed alleviare il dolore. In seguito al doppiaggio subito per mano di Andrea Kimi Antonelli, però, lo spagnolo ha definitivamente fatto ritorno ai box per una motivazione piuttosto imbarazzante: il motore Honda non è solo lento, ma anche quando funziona è fisicamente troppo faticoso per continuare a spingere.

Il team Aston Martin ed i colleghi della Honda hanno bisogno di una "magia" per evitare ritiri e brutte figure nel Gran Premio di casa di F1 del costruttore, in Giappone

Problema risolvibile? Se sì, quando?

L’unica “nota positiva” di tutto questa situazione potrebbe essere che le vibrazioni sembrano essere la radice di tutti i mali: risolvendo questo problema dunque Honda potrebbe risolverne molti altri che ne derivano. La domanda, a questo punto, si sposta su quanto tempo ci vorrà per risolvere tale problematica.

È difficile immaginare come quest’ultima possa essere risolta in tempo per il Gran Premio di Suzuka senza la “magia” di cui parlava Lance Stroll, e questo è proprio ciò che Honda tenta di realizzare considerando la motivazione enorme che lo stesso costruttore ha nel portare a traguardo almeno una vettura nella propria gara di casa.

Krack si è espresso così in merito alla tematica vibrazioni: “Ovviamente tutti stanno lavorando a pieno regime su questo problema; solo dieci giorni fa si parlava di appena sei giri, ma già ora abbiamo trovato delle soluzioni soprattutto per quanto riguarda il punto più esposto, la batteria.”

Egli ha inoltre ammesso: “Dobbiamo essere onesti con noi stessi. Non si tratta di un miglioramento delle prestazioni, ma a prescindere da ciò ora abbiamo un paio di giorni in più per lavorarci e sono abbastanza sicuro che riusciremo a fare ulteriori progressi.”

“Dare una tempistica definitiva è molto difficile. Il problema è idealmente risolvibile, ma si tratta di un qualcosa da dover fare insieme ad Honda così da comprendere concretamente cosa si può fare ed in quali tempi, ha concluso l’ingegnere dell’Aston Martin.

Le tempistiche definitive e le soluzioni, pertanto, sembrano ad oggi ancora un miraggio. E, nonostante l’indubbio potenziale aerodinamico, il team di Silverstone si trova simbolicamente con le mani legate.

Il team Aston Martin ed i colleghi della Honda hanno bisogno di una "magia" per evitare ritiri e brutte figure nel Gran Premio di casa di F1 del costruttore, in Giappone

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