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F1 | 5 considerazioni dopo il GP di Miami

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Dopo la quarta gara stagionale svolta in Florida, è tempo di trarre alcuni spunti di riflessione

Si è concluso il quarto weekend stagionale di F1: nel GP di Miami, Antonelli ha trionfato davanti alle McLaren di Norris e Piastri allungando nella classifica piloti dopo il quarto posto del compagno di squadra Russell.

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Una gara, quella di Miami, ad alta intensità soprattutto nelle prime fasi con il testacoda di Verstappen, il ritiro di Hadjar e il contatto tra Gasly e Lawson. E poi il fattore meteo: era prevista pioggia per la gara ma, nel corso dei 58 giri, la pista è stata completamente asciutta.

Ma soprattutto: quali considerazioni si possono fare dopo questo GP? Andiamo a vederle nel dettaglio

1: La gara si vince… dalla pole!

Anche il GP di Miami ha confermato ciò che avevamo visto nelle prime tre gare: Antonelli ha fatto la pole nelle qualifiche valide per la gara lunga per poi andare a trionfare. Era andata così anche in Giappone e Cina (dove ha vinto Antonelli) e in Australia (Russell).

Una tendenza che riguarda anche le sessioni “Sprint”: Russell ha fatto pole e vittoria in quelle del GP della Cina mentre Norris ha ottenuto la pole e la vittoria in quelle di Miami. In Canada ci sarà il terzo weekend Sprint: cosa accadrà in quell’occasione?

2: McLaren in crescita dopo gli sviluppi. E Ferrari?

Nel corso di questo weekend alcuni team hanno iniziato a portare i primi aggiornamenti della stagione: sviluppi che sarebbero dovuti arrivare già in Bahrain per alcuni team (Ferrari) ma portati nel GP di Miami dopo la cancellazione dei due GP in Medio Oriente. McLaren e Ferrari hanno lavorato in queste settimane per cercare di ricucire il forte gap creato dalla Mercedes.

La pista della Florida ha mostrato come la McLaren abbia fatto un enorme salto in avanti dal punto di vista prestazionale: la vettura inglese si è mostrata molto solida soprattutto tra qualifica Sprint e gara Sprint dove Norris ha ottenuto pole e vittoria. Anche in gara il ritmo è stato complessivamente buono con Norris e Piastri che hanno completato il podio alle spalle di Antonelli.

Anche per la Ferrari gli aggiornamenti sembrano funzionare: il risultato della gara non è stato quello sperato per la scuderia di Maranello ma la Rossa sembra aver migliorato la sua efficienza sia nelle curve lente che in quelle veloci. Sarà importante il tema dello sviluppo del motore nel corso della stagione.

3: L’incidente di Gasly e l’halo (nuovamente) cruciale

Dall’introduzione dell’halo sono passati ormai otto anni: la struttura di sicurezza posta nella zona anteriore dell’abitacolo aveva suscitato molte critiche tra gli spettatori che lamentavano una peggior visibilità dell’onboard del pilota.

Al netto di ciò, l’halo ha avuto un ruolo fondamentale nel proteggere i piloti: basti pensare all’incidente di Grosjean nel 2020 durante il GP del Bahrain o a quello tra Hamilton e Verstappen nel GP d’Italia del 2021. Nella gara di ieri, l’halo ha protetto Gasly nell’incidente di inizio gara tra il pilota Alpine e il pilota della RB Lawson. Insomma: potrà essere anche poco bello esteticamente ma l’halo si sta rivelando cruciale.

4: Il weekend di Alpine

Dopo le prime quattro squadre, la quinta forza del lotto è stata l’Alpine: la scuderia francese è stata sicuramente la più competitiva tra le squadre di centro gruppo mostrando un buon ritmo sia sul giro secco sia in gara.

Da sottolineare, in particolare, come Colapinto sia stato costantemente più veloce del compagno di squadra Gasly riuscendo a vincere il confronto non solo nelle qualifiche ma anche nelle gare. La scuderia francese si mostrerà la migliore del midfield anche in Canada?

5: Red Bull, prime difficoltà di Hadjar?

Nelle prime tre gare avevamo visto i due piloti della Red Bull molto vicini tra loro in termini di prestazione: questo aveva portato a pensare a un cambiamento di trend rispetto alle ultime stagioni dove Verstappen aveva letteralmente demolito i suoi compagni di squadra.

isack hadjar red bull racing

Nel weekend di Miami, la Red Bull ha portato i primi aggiornamenti consistenti sulla vettura al pari di Ferrari e McLaren: questo ha fatto sì che Hadjar mostrasse qualche difficoltà rispetto a Verstappen soprattutto nelle sessioni di qualifica. L’inizio di una storia che sta per ripetersi o caso isolato?

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