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F1 | Vasseur: “È un po’ ingiusto”, il caso Ferrari e le partenze che hanno spinto la FIA a intervenire

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La Ferrari ha sorpreso nei test con partenze fulminee, ma il vantaggio è stato ridotto da un intervento FIA che ha acceso le critiche di Vasseur.

Sin dai test pre-stagionali in Bahrain, la Ferrari aveva impressionato il paddock per l’efficacia delle sue partenze. Un vantaggio evidente, però, che già dal primo Gran Premio in Australia è stato in parte limitato dall’introduzione di una direttiva legata alla sicurezza, una decisione che Frédéric Vasseur ha definito senza mezzi termini “ingiusta”.

Vasseur F1 Ferrari

Per comprendere l’origine della questione bisogna fare un passo indietro alla scorsa stagione. La Scuderia aveva infatti evidenziato alla FIA un possibile rischio in fase di partenza: con l’abolizione dell’MGU-H, le monoposto avrebbero perso una parte importante del supporto elettrico destinato all’accelerazione del turbocompressore, con possibili ripercussioni sulla sicurezza e sulla gestione dello spunto iniziale.

Di fronte alla mancata risposta della FIA, la Ferrari ha quindi scelto una strada diversa sul piano tecnico, puntando su un turbocompressore di dimensioni più contenute. Una soluzione quasi obbligata: adottarne uno più grande avrebbe infatti potuto creare notevoli difficoltà al momento di partenza delle gare.

Il vantaggio Ferrari che ha spinto la FIA a intervenire

Nel corso dei test disputati in Bahrain, è apparso evidente come la Ferrari avesse trovato un vantaggio significativo nelle partenze proprio grazie alla scelta di un turbocompressore più compatto. Una superiorità che non è passata inosservata agli avversari, i quali hanno subito compreso quanto le loro configurazioni, basate su turbo di dimensioni maggiori, potessero metterli in difficoltà al via della gara.

Le altre squadre hanno quindi portato la questione all’attenzione della FIA, chiedendo un intervento legato alla sicurezza. Questa volta la Federazione è intervenuta introducendo una nuova procedura pre-partenza: ai piloti viene concesso qualche secondo per portare il turbo in accelerazione prima dello start, così da evitare partenze troppo lente o addirittura il rischio che una monoposto resti quasi ferma nei primi metri, una situazione potenzialmente molto pericolosa soprattutto per chi scatta dalle prime file.

Ferrari resta leader alle partenze, ma il vantaggio si riduce

Nonostante l’intervento della FIA, la Ferrari continua ancora oggi a distinguersi come una delle vetture più efficaci in fase di partenza. Tuttavia, il margine di vantaggio mostrato inizialmente si è notevolmente assottigliato rispetto a quanto visto nei test in Bahrain.

Un episodio in particolare avrebbe attirato l’attenzione del paddock: durante una simulazione di partenza nei test, Lewis Hamilton riuscì infatti a risalire dall’undicesima posizione fino alla prima nel giro di pochi metri. Una dimostrazione impressionante che, secondo molti, ha convinto le squadre rivali a chiedere un intervento diretto della FIA.

Ferrari F1 Vasseur

Eppure, anche dopo le modifiche introdotte dalla Federazione, una Ferrari è riuscita a trovarsi al comando al termine del primo giro in gare come Australia, Cina e Miami. Nonostante ciò, Vasseur continua a ritenere che la vicenda sia stata gestita in maniera poco equa, sottolineando come la Scuderia avesse già segnalato con largo anticipo i possibili problemi legati alla sicurezza.

Vasseur attacca la FIA: “Decisione poco giusta”

Vasseur, in un’intervista concessa a The Race, non ha nascosto il proprio disappunto nei confronti della gestione FIA della vicenda, sottolineando come la Ferrari si sia trovata davanti a un vero e proprio compromesso tecnico. Da una parte la possibilità di guadagnare performance pura sul giro secco, dall’altra la necessità di evitare partenze problematiche che avrebbero potuto costare diverse posizioni già nei primi metri di gara:

“Il dilemma è se vogliamo guadagnare un decimo di secondo o se preferiamo perdere cinque posizioni in partenza. Se lo chiedi agli ingegneri, ti diranno di puntare su una buona partenza”.

Secondo il team principal della Scuderia Ferrari, per gli ingegneri la scelta era quasi obbligata: privilegiare la rapidità allo start piuttosto che inseguire qualche centesimo sul passo. Vasseur ha inoltre evidenziato come, senza il sistema introdotto dalla FIA per aiutare l’accelerazione dei turbo prima della partenza, alcune monoposto avrebbero rischiato di rimanere praticamente ferme in griglia, citando come esempio quanto visto in Cina:

“Immagina che senza la luce blu alcune vetture sarebbero rimaste in griglia in Cina. Si possono addurre motivi di sicurezza, ed è un diritto della FIA che devo semplicemente accettare, ma credo che sia anche un po’ ingiusto per noi”.

Il team principal ha poi ricordato come la Ferrari avesse già segnalato il problema alla Federazione circa un anno fa, durante le discussioni con il Comitato Consultivo Sportivo e quello dedicato alle power unit: “Un anno fa ne ho parlato con la FIA e ne abbiamo discusso con il Comitato Consultivo Sportivo e con il Comitato Consultivo sulle unità di potenza”.

In quell’occasione, la risposta della FIA era stata chiara: le squadre avrebbero dovuto adattare le proprie vetture al regolamento esistente, senza aspettarsi modifiche normative costruite attorno alle singole esigenze tecniche: “Mi è piaciuta molto la risposta della FIA secondo cui bisogna progettare la vettura per rispettare il regolamento, non il regolamento per la vettura. Credo che sia un approccio molto azzeccato”.

Proprio per questo motivo, Vasseur considera incoerente il successivo intervento della Federazione dopo le proteste degli altri team: “Poi avere il 40% della griglia che si lamenta che è molto pericoloso e tutto il resto. Politicamente, è stata una mossa ben eseguita, ma non molto giusta”.

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