Lewis Hamilton ha messo a tacere le voci che lo vedono lontano dalla Ferrari e dalla Formula 1 ed ha analizzato il ruolo del simulatore nella preparazione ai weekend di gara.
Lewis Hamilton non sta considerando il ritiro dalla Formula 1: il britannico ha messo a tacere le voci che lo vedono lontano dal paddock e che lo considerano demotivato, confermando la sua volontà di rimanere in Ferrari per i prossimi anni. Il sette volte campione del mondo ha successivamente affrontato l’argomento simulatore, affermando che, nonostante sia fantastico, per prepararsi al weekend del Gran Premio del Canada abbia scelto di analizzare direttamente con gli ingegneri i dati raccolti nelle prime gare della stagione.

L’allontanamento delle voci sul suo ritiro
Nonostante un inizio di stagione decisamente migliore rispetto al 2025, le prestazioni di Hamilton hanno acceso qualche dibattito in merito alla sua motivazione e al suo futuro. Il sette volte campione del mondo però non ha intenzione di ritirarsi dalle corse, ha davanti a sé ancora un anno e mezzo di contratto con Ferrari ed è sicuro che rimarrà in Formula 1 per ancora diversi anni.
“Sono ancora concentrato e motivato, ho ancora un contratto e sono sicuro al 100% di continuare. Amo ancora con tutto il cuore quello che faccio, e sarò qui ancora per molto tempo, quindi abituatevi. Ci sono molte persone che cercano di farmi ritirare, ma l’ipotesi non è neanche lontanamente nei miei pensieri. Sto già pensando a cosa sarà il futuro, e sto pianificando i prossimi cinque anni”.

Hamilton: simulatore Ferrari incredibile, ma preferisce l’analisi dei dati
Nella Formula 1 moderna i simulatori sono ormai diventati strumenti fondamentali nella preparazione dei weekend di gara, ma Hamilton è conosciuto per non esserne un grande fan. In vista del Gran Premio del Canada infatti il britannico ha scelto di non utilizzare il simulatore Ferrari presente a Maranello, ma ha preferito concentrarsi con i suoi ingegneri sull’analisi dei dati raccolti dalla sua SF-26 nelle prime quattro gare della stagione. La motivazione deriva soprattutto dal fatto che lo scorso anno il frequente uso del simulatore spesso forniva un quadro distorto delle condizioni che poi si incontravano in ogni weekend di gara, e la correlazione simulatore-pista non era efficace.
“Non ho usato il simulatore. Ci tengo a chiarire che il simulatore è incredibile, poterci lavorare è fantastico, è il migliore che io abbia mai visto. Il gruppo di persone che ho avuto quando l’ho usato è stato fantastico. È uno strumento molto potente che continua ad evolversi e a cambiare. Da quando sono in Ferrari ho contribuito allo sviluppo e stiamo cercando di migliorarlo”, ha detto Lewis Hamilton.

“Penso anche però che, dall’anno scorso, l’abbiamo usato ogni settimana, e quello che ho notato è che la maggior parte delle volte in pista la configurazione e l’assetto della macchina con cui mi trovavo a mio agio nel simulatore era un disastro, quindi tornavo indietro invece che andare avanti. Per questo motivo ho semplicemente deciso che mi metterò da parte e mi concentrerò di più sui dati”.
“Con gli ingegneri abbiamo analizzato quanto raccolto fino ad ora, andando nel dettaglio sul bilanciamento delle curve, bilanciamento meccanico, ingresso in curva e utilizzo dei freni, tutto quello che da tempo è un problema per me. Non dico che il simulatore è uno strumento che non userò mai più, anche perché ci aiuta a capire come gestire al meglio l’energia, ma fino ad ora la correlazione con la pista non è stata delle migliori”, ha concluso Hamilton.

