Il pilota Ferrari analizza il momento della Scuderia: tra sviluppo della SF-26, nodo motore e regolamenti futuri, Leclerc sottolinea quanto l’ottimizzazione sia diventata decisiva nell’attuale Formula 1.

Leclerc guarda già a Monaco: “Non vedo l’ora di guidare la SF-26 lì!”. E sull’ADUO…

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Il pilota Ferrari analizza il momento della Scuderia: tra sviluppo della SF-26, nodo motore e regolamenti futuri, Leclerc sottolinea quanto l’ottimizzazione sia diventata decisiva nell’attuale Formula 1.

Alla vigilia del weekend del GP del Canada, Charles Leclerc ha tracciato un quadro molto chiaro della situazione Ferrari e, più in generale, della complessità tecnica che caratterizza la Formula 1 moderna. Il monegasco ha spiegato come, nell’attuale generazione di monoposto, il rendimento non dipenda esclusivamente dagli aggiornamenti introdotti dai team, ma soprattutto dalla capacità di sfruttare al massimo il potenziale del pacchetto tecnico disponibile.

Sul circuito Gilles Villeneuve, dove Ferrari punta a proseguire il percorso di crescita mostrato nelle ultime gare, Leclerc ha evidenziato quanto sia difficile valutare il reale impatto degli sviluppi portati in pista dalle squadre.

Il pilota Ferrari analizza il momento della Scuderia: tra sviluppo della SF-26, nodo motore e regolamenti futuri, Leclerc sottolinea quanto l’ottimizzazione sia diventata decisiva nell’attuale Formula 1.

La ricerca continua della finestra ideale

Secondo il pilota della Ferrari, le attuali vetture richiedono un livello di precisione estremamente elevato per riuscire a estrarre prestazione in modo costante.

“È un obiettivo che continua a cambiare enormemente! Con queste F1 tutto ruota attorno all’ottimizzazione. Se faccio un passo indietro e guardo alle prestazioni di ogni squadra, non credo completamente che i progressi visti siano dovuti soltanto agli aggiornamenti portati dagli uni o dagli altri.”

Leclerc ha citato anche l’esempio della Red Bull per spiegare come la differenza possa derivare dalla comprensione della vettura più che dai singoli componenti introdotti.

“Prendete per esempio la Red Bull: erano molto forti nei test invernali, poi ci sono state le prime tre gare. E appena tutto non è perfettamente ottimizzato, si perde tantissima prestazione. Ho la sensazione che a Miami abbiano fatto un enorme passo avanti sotto questo aspetto, oltre agli aggiornamenti che hanno introdotto”.

Il ferrarista ritiene quindi complicato stabilire con precisione quanto incidano realmente le evoluzioni tecniche rispetto al lavoro di messa a punto.

“Penso quindi che sia molto difficile avere una visione chiara dell’incidenza reale degli aggiornamenti. Una cosa è certa: ogni settimana trascorsa in fabbrica a lavorare su nuovi componenti porta guadagni molto importanti, molto più rispetto al passato. Per questo sarà estremamente importante essere competitivi nello sviluppo”.

Il pilota Ferrari analizza il momento della Scuderia: tra sviluppo della SF-26, nodo motore e regolamenti futuri, Leclerc sottolinea quanto l’ottimizzazione sia diventata decisiva nell’attuale Formula 1.

Ferrari e la sfida dello sviluppo

Leclerc non crede che Ferrari abbia fatto passi avanti inferiori rispetto ai rivali, ma ritiene che la stagione sia ancora in una fase di comprensione tecnica molto profonda.

“Abbiamo fatto un passo avanti più piccolo rispetto agli altri? Non lo credo. Penso semplicemente che siamo ancora in una fase della stagione in cui le squadre cercano di capire come massimizzare l’intero sistema, che è estremamente complesso”.

Il monegasco ha poi sottolineato come il raggiungimento della perfezione resti praticamente impossibile con le monoposto attuali.

“Non arriveremo mai a un’ottimizzazione al 100% con questo tipo di vetture, perché c’è anche la guida, che resta qualcosa di variabile e lo sarà sempre. Quindi sarà complicato“.

L’attesa per l’ADUO e il confronto con Mercedes

Tra i temi più importanti affrontati dal pilota Ferrari c’è anche quello relativo alla power unit. Dopo il Canada, infatti, la Scuderia attende possibili sviluppi legati all’ADUO, elemento che potrebbe aiutare Ferrari a ridurre il gap nei confronti dei motori Mercedes e Red Bull Ford.

Leclerc non ha nascosto la superiorità mostrata dalla concorrenza sul fronte motoristico. “Hanno un vantaggio molto grande. E sull’ADUO ovviamente non so ancora se lo avremo. Mi sorprenderebbe se non fosse così, perché a volte posso vedere nei rettilinei che ci manca un po’ di prestazione rispetto al motore Mercedes, o anche al Red Bull Ford”.

Secondo il ferrarista, un eventuale intervento potrebbe rappresentare un aiuto concreto, pur senza la certezza di colmare completamente il distacco.

“Sarebbe chiaramente un aiuto per cercare di avvicinarci. Sarà sufficiente per chiudere il gap? Non lo so. Dipende anche dal livello di evoluzione ADUO che otterremo, se lo otterremo davvero. Ma ovviamente, se arriverà, sarà un aiuto per tornare più vicini”.

Il pilota Ferrari analizza il momento della Scuderia: tra sviluppo della SF-26, nodo motore e regolamenti futuri, Leclerc sottolinea quanto l’ottimizzazione sia diventata decisiva nell’attuale Formula 1.

I regolamenti 2027 e il ruolo dei piloti

Leclerc ha parlato anche delle discussioni in corso sui regolamenti motori previsti per il 2027, che potrebbero modificare l’equilibrio tra componente elettrica e termica delle power unit. Pur approvando alcuni segnali positivi, il pilota Ferrari ha invitato alla cautela.

“Ci sono già stati passi nella giusta direzione. La difficoltà è migliorare le cose senza cambiare completamente l’equilibrio del lavoro che le squadre hanno svolto fino a oggi. Ogni team ha interpretato questi regolamenti in modo diverso, quindi trovare qualcosa che funzioni e abbia senso per tutti è più complicato di quanto sembri”.

Leclerc ha inoltre evidenziato il peso crescente dei piloti all’interno delle discussioni tecniche con FIA e squadre. “Quando abbiamo iniziato a testare queste vetture al simulatore, avevamo tutti opinioni molto chiare sulle sensazioni che trasmettevano. È importante che i piloti vengano ascoltati, e penso che sotto questo aspetto stiamo già facendo progressi con la FIA e i team”.

Lo sguardo già rivolto a Monaco

Dopo il Canada arriverà il weekend più atteso per Leclerc: Monaco. Il ferrarista si è detto particolarmente fiducioso riguardo al comportamento della SF-26 sul tracciato cittadino del Principato.

“Penso che Monaco potrebbe essere una delle gare in cui queste vetture funzioneranno davvero bene. Le macchine sono più leggere, e questo è sicuramente positivo: su un circuito come Monaco i vantaggi dovrebbero vedersi chiaramente”.

Infine, Leclerc ha sottolineato come le caratteristiche del circuito possano limitare l’impatto della componente elettrica. “Inoltre la parte elettrica dovrebbe avere un ruolo meno importante, perché ci sarà molta ricarica grazie alle numerose curve e frenate, e pochi rettilinei in cui scaricare tutta l’energia. Non vedo davvero l’ora di guidare la SF-26 a Monaco“.


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