Il sorpasso all’ultimo giro vale a John Bennett la vittoria della Sprint Race in Austria, prima gioia in F2; seguono Montoya e Villagomez, 5° Minì
Nel primo pomeriggio di sabato occhi puntati sulla Sprint Race di Formula 2, seconda gara in programma sul circuito del Red Bull Ring dopo la gara corta di F3 andata in onda stamattina e vinta dal pilota messicano Ernesto Rivera.
Quest’ultima ha consegnato il primo successo in Formula 2 a John Bennett, pilota della Trident che ha trionfato grazie ad un bellissimo attacco sferrato all’ultimo settore dell’ultimo giro ai danni di Sebastian Montoya, pilota Prema partito dalla Pole Position grazie all’inversione della griglia determinata dalla qualifica.
Gara dolceamara per i piloti di testa della classifica: eccezion fatta per l’italiano Minì (5° al traguardo dopo una gara solida), sia Camara che Tsolov hanno vissuto una corsa piena di difficoltà; il primo ha causato un incidente al via ed ha perso alcuni posizioni (terminando 6°), il secondo è rimasto coinvolto proprio in questo incidente ed ha dovuto ricostruire la propria gara dal fondo della classifica.

La gara
Mentre Bennett partiva meglio di Montoya e lo superava per guadagnare la testa della corsa, poco dietro un contatto ha innescato una serie di tamponamenti in Curva 3 i quali hanno coinvolto e diverse vetture e condizionato la gara di vari piloti: Inthraphuvasak, Goethe e Fittipaldi (così come Durksen qualche giro dopo) sono infatti stati costretti al ritiro istantaneo, mentre Beganovic e Tsolov hanno dovuto ricostruire la propria corsa dal fondo.
La Safety Car è così dovuta intervenire dopo neanche un giro, ricompattando il gruppo e permettendo ai marshall di ripulire il tracciato dai detriti e dalle vetture incidentate.

Spente le luci al termine del giro 3, la corsa ha visto una fase iniziale di continue lotte sia nelle retrovie che nella testa della corsa: per diversi giri il poleman Montoya ha provato a scavalcare la Trident di Bennett, il quale ha difeso ogni tentativo di attacco ed ha chiuso tutte le porte possibili.
Conscio dell’avvicinamento pure del 3° classificato Rafael Villagomez (portatosi ad una distanza tale da poter approfittare di qualsiasi situazione vantaggiosa o errore degli avversari), però, Montoya ha ulteriormente alzato il ritmo ed ha concluso il sorpasso al giro 8, riprendendosi ciò che gli era stato sottratto al primo giro.
Il pilota della Prema si è mostrato fin da subito più veloce di Bennett (che non è più riuscito a riattaccarlo), ma nonostante ciò Bennett ha sfruttato al massimo il DRS ed è sempre rimasto sotto al secondo per tutta la gara.

La parte centrale della gara si è caratterizzata per la stabilizzazione del consueto trenino di categoria, diviso in questa gara in due gruppi (uno composto dai primi 6 piloti, l’altro formato dai piloti dalla 7° posizione in poi e distaccatosi sia a causa del minor ritmo sia a causa delle tante bagarre tra vetture).
La statica della gara nella sua fase centrale è stata interrotta solo dal momento di difficoltà di Camara (il quale ha perso la posizione sui due piloti Alpine – Dunne e Minì – a pochi giri di distanza ed è sceso 6°) e dal ritiro di Miyata (fermatosi per un guasto meccanico nel rettilineo tra Curva 3 e Curva 4), causa di una breve ed indolore Virtual Safety Car.

Contro ogni pronostico gli ultimi due giri ci hanno regalato una bellissima lotta per la vittoria, quando Bennett si è riproposto con prepotenza negli specchietti di un Montoya in difficoltà; dopo qualche timido affaccio ed una difesa convincente, il pilota britannico ha conseguito con successo il sorpasso sul rivale (complice un errore dello stesso in Curva 1) proprio nell’ultimo settore dell’ultimo giro.
La classifica finale
Bennett frega dunque e precede Montoya, 2° davanti a Villagomez. Ai piedi del podio i due piloti Alpine Dunne e Minì, poi chiudono la zona punti della Sprint Camara, Bilinski e Maini. Da segnalare anche il 9° posto di Tsolov, risalito con forza dall’ultima posizione dopo il contatto al via.


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