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F1 | Qualifiche GP di Gran Bretagna – Analisi Telemetrie: Leclerc sfiora la Pole

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Ferrari conferma i progressi e nelle Qualifiche del GP di Gran Bretagna mette pressione a Mercedes. Antonelli fa Pole, ma Leclerc rimane in lotta fino alle ultime curve del Q3.
 

Le Qualifiche del GP di Gran Bretagna hanno restituito uno scenario per certi aspetti inedito rispetto a quanto osservato in diverse occasioni durante questa stagione. A Silverstone, circuito che tradizionalmente rappresenta un banco di prova per monoposto e piloti, i rapporti di forza tra Mercedes e Ferrari sono apparsi molto più equilibrati e le distanze si sono ridotte in maniera sensibile. Se fino a poche gare fa la prestazione sul giro secco premiava con decisione la squadra di Brackley, in Inghilterra la SF-26 è riuscita a colmare parte del gap, riuscendo a rimanere in lotta per la Pole fino agli ultimi istanti del Q3.

A precdersi la scena, allo scadere del tempo utile, è ancora una volta Kimi Antonelli, autore della sua quinta Pole del 2026 e nuovamente in prima fila per la prima volta dal GP di Monaco – dove aveva conquistato, anche in quell’occasione, il miglior tempo. Non di molto distante Leclerc, che termina a 175 millesimi dal tempo dell’italiano pagando dazio negli ultimi metri di rettilineo, dopo essere rimasto pienamente in partita in tutto il secondo settore, lì dove era riuscito anche a costruire un discreto margine di vantaggio sull’italiano.

Ma in che modo Antonelli ha conquistato la Pole e in che misura il monegasco ha perso tutto nelle fasi finali del time attack, praticamente dopo l’ultima curva? Anallizziamo insieme le telemetrie delle Qualilfiche del GP di Gran Bretagna.


Leclerc e Ferrari finalmente redivivi

Non è un mistero che il #16 della Ferrari stia attraversando una delle fasi più difficili da quando veste Rosso: appena 4 punti nelle ultime 3 gare, incluso il weekend di casa a Monaco. Peggio di così solo nel 2020, nel trittico Spagna-Belgio-Italia, quando raccolse due ritiri e una P14. Eppure, nella culla dell’automobilismo britannico, il monegasco lancia un segnale di ripartenza, con la speranza di essersi lasciato alle spalle una parentesi poco lusinghiera.

La prestazione di Leclerc a Silverstone fa notizia. Il monegasco è apparso decisamente più a suo agio con la monoposto rispetto alle ultime uscite, costruendo progressivamente la propria competitività durante tutte le sessioni del weekend fino ad arrivare a giocarsi la Pole negli ultimi minuti delle Qualifiche. Non ne fa segreto, ammettendo apertamente ai microfoni della stampa internazionale di aver ritrovato il feeling con la SF-26 dopo diversi appuntamenti a vuoto.

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Il confronto delle velocità tra il giro lanciato di Leclerc e quello di Antonelli non lascia adito a dubbi (Figura 1). Ferrari si conferma estremamente competitiva nelle sezioni più lente del tracciato, lì dove la SF-26 riesce a esprimere una trazione superiore rispetto la concorrenza. Il monegasco costruisce infatti il proprio vantaggio proprio nei punti a bassa velocità, facendo segnare differenze significative: circa 5 km/h in curva 4, 6 in curva 16 e fino a 7 km/h in curva 17.

Dati che trovano ulteriore conferma con il grafico dei delta (Figura 2), dove emerge chiaramente come Leclerc riesca a compensare proprio in queste porzioni di circuito il tempo perso negli allunghi. Un aspetto rilevante, però, riguarda il progresso fatto dalla Scuderia anche sul fronte della Power Unit. Rispetto alle ultime uscite, in Gran Bretagna l’erogazione di potenza appare più in linea con i valori evidenziati dalle frecce d’Argento, perlomeno nei momenti in cui la batteria Ferrari riesce a contribuire in maniera significativa all’accelerazione della SF-26, traducendosi in una riduzione sensibile del divario nei primi kilometri del circuito.

  • GP di Gran Bretagna speed ANT LEC
  • GP di Gran Bretagna delta ANT LEC

Fino al secondo settore, pur continuando a essere superiore, Mercedes non riesce più a costruire quei distacchi abissali visti in passato nelle fasi di accelerazione, tant’è che il confronto delle velocità di punta evidenzia valori ormai molto ravvicinati, con Leclerc che paga meno di 1 km/h rispetto la W17 di Antonelli. Nei settori guidati, poi, Ferrari riesce a ribaltare l’inerzia del confronto, recuperando quanto ceduto negli allunghi e mantenendo il giro complessivamente in competizione con Mercedes.

Leclerc danza sul filo del centesimo fino a curva 14, costruendo un giro di altissimo livello soprattutto nelle sezioni più tecniche e guidate del tracciato. Antonelli, dal canto suo, costruisce il proprio vantaggio nelle sezioni più veloci del giro, soprattutto nel terzo settore, quando l’elettrico Ferrari è meno efficiente nel confronto con la Power Unit di Brixworth. Tra Maggotts, Becketts e Chapel, e nel seguente rettilineo dell’Hangar, l’italiano evidenzia un deploy più omogeneo e soprattutto più consistente, con un guadagno netto fino a circa un decimo e mezzo.

Antonelli si gioca poi il resto delle carte d’attacco a Stowe, dove riesce a rifilare un ulteriore decimo al monegasco, lì dove la Ferrari #16 accusa un deficit di velocità particolarmente evidente, con differenze che superano i 10 km/h. Leclerc non si arrende e reagisce nel tratto 16-17, dove la superiorità della Rossa nelle curve lente torna a emergere con forza. Alla Vale, il pilota Ferrari riesce a portare più velocità rispetto all’italiano e tenta un ultimo assalto al tempo ideale, che viene però nuovamente vanificato dai limiti dell’ibrido del Cavallino nel rettilineo successivo, consentendo alla Mercedes #12 di presentarsi sul traguardo in assetto trionfale e completare un giro 175 millesimi più veloce.


Hamilton beffato nel giro decisivo

Anche Hamilton ha disputato una sessione di alto livello davanti al pubblico di casa. L’inglese, che appena 24 ore prima aveva conquistato la posizione più di prestigio in prima fila in occasione delle Qualifiche Shootout, non tradisce le aspettative e si porta a caccia della Pole sin dalle fasi iniziali delle Qualifiche.

Per buona parte della sessione, il sette volte Campione del Mondo matiene un ritmo estremamente vicino a quello del compagno di squadra, con il quale condivide, del resto, anche la strategia di raccolta dell’energia sul giro, ma non quella di utilizzo. Il el grafico di confronto delle velocità (Figura 1) evidenzia chiaramente come l’inglese conservi parte dell’energia per il rettilineo dell’Hangar, lo stesso tratto in cui la #16 va in difficoltà nel confronto con Antonelli. Non è un caso che nel confronto dei minisettori (Figura 3), l’Hangar Straight è proprio evidenziato di bianco, a testimonianza della superiorità di Hamilton in questo particolare tratt dell’S3.

  • GP di Gran Bretagna velocità LEC HAM
  • GP di Gran Bretagna delta LEC HAM
  • GP di Gran Bretagna minisettori LEC HAM

Fino al penultimo time attack, Hamilton si dimostra in lizza per un posto in prima fila – se non in Pole quantomeno in seconda posizione, a fianco di una Mercedes non imprendibile ma comunque superiore e migliorata rispetto le Shootout del giorno precedente, come confermato dallo stesso Antonelli. Nell’ultimo tentativo del Q3, però, l’inglese perde qualche decimo nel complesso 6-7 e nel successivo allungo che introduce verso Maggots e Becketts, scivolando alle spalle del compagno. La terza posizione resta comunque un risultato importante, soprattutto considerando le caratteristiche della pista e le opportunità offerte dalla strategia nella gara di domenica.

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Cosa aspettarsi dal GP di Gran Bretagna?

La Sprint Race del sabato, gara dall’esigua durata (appena 17 giri), qualcosa può dirci sui possibili esiti del Gran Premio che si terrà tra poche ore. La Mercedes W17, forte della propria superiorità nella gestione energetica e in quella del degrado gomma, è ancora una volta la monoposto da battere nonché il riferimento per il gruppo di testa, come emerso anche dalla nostra precedente analisi. Ferrari si conferma la principale sfidante, con una Red Bull e una McLaren apparentemente tagliate fuori dai giochi e ancora più arretrate delle monoposto di Maranello, ma la battaglia tra le Rosse e le Frecce d’Argento si prospetta più ardua del previsto.

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