Hamilton commenta il secondo posto nella Sprint Race del GP di Gran Bretagna, complimentandosi con Antonelli e guardando con fiducia alle Qualifiche.
Dalla pole position nelle Qualifiche Sprint al secondo posto nella Sprint Race. Si apre così il weekend di Silverstone di Lewis Hamilton, costretto ad arrendersi al ritmo di Kimi Antonelli dopo aver difeso la leadership nelle prime fasi della gara. Il sorpasso decisivo è arrivato al 7° giro, al termine di una fase di studio e inseguimento a distanza ravvicinata, con l’italiano poi capace di amministrare il vantaggio fino alla bandiera a scacchi senza mai dare l’impressione di poter essere insidiato.
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Intervistato al termine dell’appuntamento, Hamilton ha innanzitutto voluto ringraziare il pubblico presente, protagonista di un’atmosfera che lo ha colpito fin dalle fasi niziali del weekend di casa. “Un grande grazie a tutti quelli che sono qui, oggi il pubblico è fantastico. È anche la prima volta in stagione che vedo così tanta energia tra gli spalti“.
Il pilota britannico ha poi spiegato come la gara sia stata condizionata dal ritmo della Mercedes alle sue spalle, uno scenario che aveva già previsto dopo l’unica sessione di Prove Libere disputata nella giornata di venerdì. “È stato davvero duro cercare di tenere la Mercedes di Antonelli dietro le spalle. Già ieri avevo anticipato che questa sarebbe potuta essere la situazione“.
“Oggi, con così tanto vento, soprattutto le forti raffiche di vento sul rettilineo opposto, Antonelli è arrivato con una velocità impressionante. Io stavo spingendo il più possibile: ho dato assolutamente tutto. Complimenti a Kimi, noi invece abbiamo ancora del lavoro da fare per cercare di colmare questo divario e riuscire a restare in lotta con loro“.
Per Hamilton, e per Ferrari più in generale, uno degli aspetti più delicati della sessione è stato la gestione dell’ibrido e dell’energia elettrica, con la Power Unit del Cavallino Rampante che accusa ancora un deficit di potenza abbastanza importante rispetto i principali concorrenti. Il #44 ha quindi raccontato nel dettaglio la sua strategia di utilizzo dell’elettrico, per cercare di difendersi dagli attacchi di un Antonelli semplicemente superiore sul piano del passo.
“Loro erano particolarmente veloci già in curva 6 e quindi, a volte, dovevo utilizzare il boost già in quel tratto per cercare di compensare. Ma il punto più critico era all’uscita di Stowe, curva 15: quando tornavo sul gas, non avevo più potenza disponibile. È lì che lui recuperava tantissimo fino a riusire ad attivare la modalità di sorpasso“.
“Una volta attivata quella modalità, non sono più riuscito a difendermi perché aveva una maggiore disponibilità di energia per tutto il resto del giro. A quel punto non sono più riuscito a mantenere il distacco oltre il secondo e, appena ho perso quel margine, ho capito che sarebbe arrivato“.


