Camara vince e convince in una gara pazza, sul podio ci sono anche Inthraphuvasak e Tsolov. Dunne (penalizzato) è 4° davanti a Minì, che limita i danni.
La Feature Race di F2 a Spa si chiude con una grandissima vittoria di Rafael Camara, che è stato abile in ogni frangente e ha completato alla fine la doppietta Invicta del weekend, dato che nella Sprint Race di ieri era stato Durksen a conquistare il gradino più alto del podio. La corsa è stata tutt’altro che lineare, dal momento che è stata interrotta da due Safety Car e da una bandiera rossa, che hanno accorciato la distanza di gara e rimescolato le carte in tavola, permettendo per esempio a Minì di ottenere un piazzamento in top5 e raddrizzare un weekend disastroso.
Alla partenza Inthraphuvasak supera Camara e si prende la testa della corsa, Tsolov scavalca invece Dunne per la P3. È subito fuori dai giochi Beganovic, che è rimasto piantato in griglia dopo aver quasi fatto falsa partenza, mentre nelle retrovie Minì prova a recuperare subito posizioni, ma mette due ruote sull’erba e alla Source centra un incolpevole Bilinski, danneggiando l’ala e ricevendo una penalità di 5 secondi.

Non sono finiti i colpi di scena, dato che Goethe si è fermato in mezzo alla pista appena prima di Eau Rouge, obbligando la direzione gara a chiamare in pista la Safety Car.

Alla ripartenza al 3° giro Inthraphuvasak tiene la testa, mentre Camara deve difendersi da Tsolov e lo spinge in ghiaia in uscita dalla Source, col bulgaro che scivola in P5 e si lamenta via radio.

Tsolov, che si ritrova in seguito con l’ala lievemente danneggiata, entra in crisi e perde alcune posizioni nel corso dei giri successivi, mentre Camara torna leader durante il giro 5. Il brasiliano della Ferrari Driver Academy deve però cedere il passo al suo compagno di squadra Durksen – che monta gomme medie contro le supersoft di Camara, Inthraphuvasak, Dunne, Tsolov e Van Hoepen – il giro successivo appena prima del pitstop.
A questo punto Durksen conduce quindi su un ottimo Varrone, mentre Maini rischia grosso a Eau Rouge con un sovrasterzo ma riesce a gestire la macchina e a perdere poco terreno. Nel corso del giro 8 Van Hoepen, che era appena davanti a Tsolov, finisce pesantemente a muro in uscita da Les Combes, disintegrando la sua vettura. Il pilota olandese esce illeso dall’auto, su cui si intravede anche del fuoco.

La direzione gara chiama nuovamente in pista la SC, che diventa però subito una bandiera rossa in modo da permettere la rimozione in sicurezza della Trident incidentata e la riparazione delle barriere. La red flag dura una ventina di minuti, con la gara che poi riparte a tempo (con 20 minuti da disputare) e non più a giri. Questa interruzione penalizza chi era partito con le medie, a cui non conviene effettuare il cambio gomme perché le supersoft non resisterebbero ai km mancanti, mentre giova particolarmente a Leon, che, partito 22° effettua il cambio gomme e si ritrova leader virtuale, cioè primo tra quelli che hanno già smarcato la sosta obbligatoria.
Alla ripartenza, che avviene con partenza lanciata e non da fermi, Durksen precede Varrone e Bennett, mentre più indietro Leon, Camara e gli altri che hanno gomme fresche provano a risalire la china.

Camara riesce poi a superare Leon e a diventare leader virtuale. Poco dopo c’è un nuovo intoppo alle Combes con Fittipaldi che finisce fuori pista dopo un contatto con Dunne e rimane bloccato in ghiaia, obbligando la direzione gara a chiamare nuovamente in pista la Safety Car. Ne approfittano Durksen, Varrone e Bennett per fermarsi e mettere le supersoft.

Alla nuova ripartenza, con 13 minuti (più un giro) ancora da disputare, Camara precede Dunne e Leon, con Tsolov (5°) e Minì (6°) che sono tornati nelle posizioni di vertice dopo una prima parte di gara complicata. Durksen, 10°, è invece il 1° di quelli sulla strategia medie-supersoft, che possono sfruttare il vantaggio di gomma per provare a rimontare prima però di accusare il calo prestazionale dovuto alla rapida usura delle gomme.
Camara riesce a scappare via, mentre Dunne e Leon ricevono entrambi una penalità di 5 secondi per track limits. Durksen supera prima Miyata e poi Herta – che ha anche lui 5 secondi di penalità per track limits -, ma non riesce a recuperare altre posizioni e poi crolla, scivolando fuori dalla zona punti. Si scatena invece Inthraphuvasak, che si riprende la P4 su Tsolov e poi va a prendere e passare Leon, conquistando la 3° posizione in pista.

Alla fine – mentre viene segnalata qualche goccia di pioggia caduta sul tracciato – Camara taglia il traguardo con quasi 3 secondi di vantaggio su Dunne, seguono Inthraphuvasak, Leon e Minì. Dunne e Leon perdono però qualche posizione, con l’irlandese dell’academy Alpine che cala in P4 frapponendosi tra Tsolov e Minì.
Sul podio ci vanno quindi Camara, che recupera qualche punto importante in ottica classifica per provare a restare nella lotta iridata, Inthraphuvasak – primo podio in F2 per lui – e Tsolov, seguono Dunne e Minì, che limita i danni. Villagomez è 6°, davanti a Leon, Herta, Miyata e Boya, che completa la top10.
Di seguito la classifica completa della gara.



