Oscar Piastri si è scagliato contro Sainz per il contatto avvenuto nel corso della gara che gli è costata la prima posizione momentanea prima del ritiro per problemi al cambio.
Oscar Piastri non le ha mandate a dire a Sainz dopo il contatto che ha quasi messo fuori dai giochi l’australiano mentre si trovava in seconda posizione. Il pilota della McLaren aveva avuto una prima fase di gara positiva, ma la mancanza di passo nei confronti del compagno di squadra Norris, l’episodio Sainz e il problema al cambio con conseguente ritiro hanno segnato un’altra domenica da dimenticare per Piastri.

Piastri riflette sull’incidente con Sainz
Nel primo giro del GP d’Ungheria Piastri ha recuperato diverse posizioni e si è subito portato al comando davanti al compagno di squadra. Il primo stint lo ha visto protagonista con gomma media alla guida della gara, ma a dettare il passo tra i due piloti McLaren in questo weekend è stato Norris, che nella seconda fase di gara si è ripreso la P1 ed ha poi vinto il Gran Premio. Tuttavia le chance di vittoria per l’australiano si erano già spente quando è rientrato in pista dopo il secondo pit stop nel traffico dei doppiati, e il tempo perso nel contatto con Sainz gli è costato caro.
La Williams #55 non gli ha dato strada in uscita di curva 2 e i due sono arrivati al contatto, che seppur leggero c’è stato. Piastri si è subito aperto in radio furioso, e nelle interviste post-gara non ha voluto sentire alcuna spiegazione né giustificazione da parte di Sainz, che a detta sua non si era accorto che la McLaren fosse alle sue spalle, e l’ha attaccato pubblicamente.

“Per me non c’è nessuna spiegazione. Si tratta di una delle cose più stupide che abbia mai visto su un circuito, non mi interessa quale giustificazione ha dato. Ovviamente essere messo fuori dalla gara da un doppiato è una cosa che non pensi possa accadere, ma evidentemente mi sbagliavo. Sainz è molto critico verso gli altri piloti, ma penso che dovrebbe guardarsi bene allo specchio”.
“Carlos lottava con Fernando per l’ultima posizione come se si stesse giocando il mondiale. C’erano bandiere blu ovunque, ero proprio dietro di lui e non potevo credere a quello che stavo vedendo. Il fatto che non mi abbia visto, che nessuno lo avvertisse o che non fosse pienamente consapevole è inaccettabile”.
“Ero arrabbiatissimo per il contatto. Dopo il mio incidente speravo che non fermassero Lando per la sosta, almeno per darmi una chance di mantenere la leadership della gara. Ma credo che sarebbe stata una cosa molto insensata, ero solo molto arrabbiato per quello che era appena successo. Penso anche che il tempo del mio pit stop era buono, perché l’obiettivo era battere Lewis”, ha detto Piastri.

L’analisi della gara: un’altra domenica da dimenticare per l’australiano
Una combinazione di fattori ha lasciato Piastri ancora una volta con l’amaro in bocca e con un altro zero in termini di punti. Il pilota della McLaren inoltre in questa stagione non è stato all’altezza del compagno di squadra per quanto riguarda prestazione e passo, e oggi si è visto in pista. Un altro tarlo che affligge la scuderia di Woking è l’affidabilità che ha già costretto i piloti a diversi ritiri e non partenze, e che nelle fasi finali del GP d’Ungheria ha messo fuori dai giochi Piastri.
“Ero davvero contento della mia partenza, sono riuscito a prendere subito la prima posizione su un circuito dove la track position è fondamentale. Quando abbiamo montato la gomma dura abbiamo faticato a trovare il passo, poi abbiamo perso tempo con i doppiati fino ad avere il problema al cambio che mi ha costretto al ritiro”.
“Congratulazioni a Lando e alla squadra, è un buon momento per noi e possiamo trarre spunti positivi da questo fine settimana. Continueremo a spingere per trovare più prestazione nella seconda metà di stagione, ma ora prima ci prendiamo una pausa”, ha concluso Piastri.


