Il caos del GP del Bahrain a Sepang assume contorni ancora più clamorosi dopo le parole di Max Verstappen: il pilota Red Bull aveva già sperimentato problemi simili a inizio stagione. Eppure il bug che ha fermato diverse monoposto non era stato individuato nei test.
Il Gran Premio del Bahrain disputato a Sepang continua a far discutere. La gara, già pesantemente condizionata dalla pioggia, è stata ritardata ulteriormente da un problema software che ha lasciato diverse monoposto praticamente senza potenza durante i giri di formazione.
Il primo a incappare nel problema è stato Max Verstappen. Poco dopo, anche Lewis Hamilton e altri piloti hanno sperimentato una situazione simile, costringendo la FIA a sospendere la procedura di partenza e a intervenire direttamente sul software delle power unit.
Ed è proprio Verstappen ad aver aggiunto un dettaglio particolarmente pesante.
Verstappen: «Mi era già successo»
Durante la conferenza stampa post-gara, il quattro volte campione del mondo ha spiegato che il comportamento della vettura non era completamente nuovo per lui.
Secondo Verstappen, quando la velocità e i giri del motore scendono troppo, la power unit può improvvisamente perdere potenza e impiegare alcuni secondi prima di tornare a funzionare normalmente. Un fenomeno che, secondo il pilota Red Bull, si era già verificato «alcune volte all’inizio dell’anno», soprattutto dopo partenze non perfette.
La differenza rispetto a Sepang è stata però enorme: questa volta il problema si è manifestato contemporaneamente su diverse vetture e in condizioni di gara.

La FIA ha corretto il problema durante il GP
Il paradosso è che la FIA ha dovuto preparare e distribuire un aggiornamento software mentre il Gran Premio era già in corso.
La Federazione ha spiegato che il problema era nato dalla combinazione tra velocità estremamente basse, bassi regimi del motore, condizioni di scarsa aderenza e gestione dell’energia sul bagnato. Una combinazione che non era stata prevista durante i test.
Il software aggiornato è stato quindi inviato ai team durante la lunga pausa prima della ripartenza, permettendo alle squadre di apportare le modifiche necessarie alle power unit.
Un problema che ora dovrà essere spiegato
È proprio questo l’aspetto più preoccupante. Se un pilota aveva già sperimentato un comportamento simile nei primi mesi della stagione, perché il problema non è stato completamente risolto prima di arrivare alla prima gara bagnata?
La FIA ha già annunciato una revisione completa dell’accaduto insieme ai team e ai costruttori delle power unit.

Il caso di Sepang potrebbe quindi trasformarsi in qualcosa di più di una semplice anomalia software. Le nuove power unit sono estremamente complesse e dipendono sempre più dalla gestione elettronica dell’energia.
E quando un bug costringe la Formula 1 a fermare una partenza e ad aggiornare il software delle monoposto direttamente in pista, è inevitabile che qualche domanda sulla direzione presa dal campionato inizi a sorgere.
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