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F1 | McLaren, perché la MCL40 non ha soddisfatto le aspettative su una pista ritenuta favorevole?

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McLaren chiude il secondo appuntamento del “Triple Header” Azerbaijan – Malesia – Singapore con una 6ª e una 9ª posizione, rispettivamente con Piastri e Norris. Solamente 10 punti conquistati su una pista che alla vigilia sembrava avrebbe potuto esaltare le caratteristiche della MCL40, che ha, però, chiuso il weekend come quarta forza, quasi come un’anomalia.

Un ruolo fondamentale potrebbe averlo giocato l’asfalto del tracciato di Sepang, estremamente abrasivo, ma il team di Woking non può fermarsi a un dettaglio sottile come questo. Secondo Andrea Stella i rivali potrebbero aver sviluppato meglio, ma servirà del tempo per capirlo.

Sepang: sulla carta una pista amica, ma nella realtà…

Alla vigilia del Gran Premio del Bahrain in Malesia c’era la convinzione che, a differenza di Baku, la tappa di Sepang avrebbe potuto essere una delle piste amiche per la MCL40. Proprio da questa convinzione precaria nascono il rammarico e la spiacevole sorpresa di non aver potuto lottare stabilmente nelle posizioni che contano davvero dal venerdì alla domenica, lasciando la Malesia come quarta forza in griglia.

McLaren, perché la MCL40 non ha soddisfatto le aspettative su una pista ritenuta favorevole?

Se si osserva il tracciato di Kuala Lumpur, le caratteristiche per esaltare la vettura di Woking non mancavano affatto: come dimostrato da Audi e Aston Martin, Sepang non si è rivelata una pista così “power sensitive” e alcune limitazioni della power unit potevano essere tranquillamente mascherate dalle qualità del telaio nelle curve più veloci.

“Non posso dire se Singapore sarà un tracciato che di adatterà meglio a noi perché ci aspettavamo che, guardando il layout, Sepang fosse una buona pista per noi”, ha dichiarato Andrea Stella a fine gara. Sono diverse le motivazioni che possono aiutarci a spiegare la delusione Papaya di questo weekend, prima fra tutte la tipologia di asfalto, quasi unica nell’intero calendario.

L’asfalto malese è infatti estremamente abrasivo, ancor più di quello di Barcellona, il che influenza non solo le prestazioni delle gomme, ma anche il comportamento aerodinamico della vettura e il modo in cui il fondo lavora così vicino al suolo. Così, le monoposto si trovano a lavorare in una finestra insolita.

Stella esclude anomalie nello sviluppo

Facendo un passo indietro, già al sabato Max Verstappen aveva sottolineato come l’efficacia della RB22 in Malesia avrebbe potuto essere legata a determinate qualità del pacchetto, ma anche ricollegata al fatto che gli ingegneri di Milton Keynes avessero capito rapidamente come far funzionare correttamente le gomme.

McLaren, perché la MCL40 non ha soddisfatto le aspettative su una pista ritenuta favorevole?

A prescindere da ciò, la RB22 è andata forte durante l’arco di tutto il weekend, per cui il tema va affrontato da un punto di vista più ampio: stando alle dichiarazioni di Stella, sia a Baku che a Sepang la MCL40 ha lavorato nella finestra corretta, sia sul fronte aerodinamico che su quello meccanico: “Per le condizioni che abbiamo avuto in Malesia e a Baku, non è che col senno di poi vediamo che avremmo dovuto usare un assetto diverso. Abbiamo rivisto i dati e pensiamo che la vettura abbia funzionato dove doveva funzionare per estrarre il carico e il grip meccanico. Semmai è più una questione di potenziale della macchina”.

McLaren non più prima forza nelle curve veloci

La sensazione del TP McLaren è che i rivali abbiano fatto un passo in avanti più sostanzioso sulle novità introdotte rispetto a loro, punto di forza del team di Woking nelle ultime stagioni, con un modello che sembrava essersi ripetuto anche quest’anno, soprattutto con il pacchetto introdotto lo scorso luglio a Budapest.

McLaren, perché la MCL40 non ha soddisfatto le aspettative su una pista ritenuta favorevole?

Durante la pausa estiva McLaren aveva raggiunto una tale efficienza nelle curve più rapide fino ad arrivare al punto di essere il team di riferimento a riguardo. È per questo che già al termine delle qualifiche Stella aveva espresso le sue perplessità a riguardo, domandandosi come mai la MCL40 non fosse più il punto di riferimento nelle curve ad alta velocità.

“In Ungheria abbiamo portato degli aggiornamenti ed eravamo in condizione di fare la pole, sia lì sia a Zandvoort. E poi a Madrid eravamo praticamente in condizione di ottenere pole e vittoria senza la Virtual Safety Car. E, in modo molto rapido, man mano che abbiamo introdotto altri aggiornamenti, il quadro è cambiato”, ha commentato Stella.

Anzi, a Baku McLaren aveva portato un altro grosso pacchetto di aggiornamenti, ma dai dati analizzati a fine gara non ha riscontrato alcuna anomalia: “Nei dati non vediamo anomalie, ma dobbiamo riconoscere che, potenzialmente, alcuni rivali abbiano sviluppato meglio la loro vettura. Poi qui in Malesia le condizioni sono molto particolari. Quindi penso che dovremmo darci un po’ più di tempo”.

Questo fine settimana, proprio come a Baku, anche a Singapore ci saranno quella tipologia di curve a bassa velocità che, nel corso della stagione, si è dimostrata particolarmente indigesta per la MCL40. Portare le gomme in temperatura non sarà semplice, ma le curve simili tra loro aiuteranno a trovare più facilmente un compromesso. Forse non sarà Singapore a chiarire i dubbi di McLaren, ma almeno, proprio come per fatto Mercedes, aggiungerà un tassello per capire di più.

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