Max Verstappen ha trionfato nel GP del Bahrain in Malesia dopo un lungo digiuno, davanti ad Antonelli ed Hamilton. Ritiro pesante per Russell.
Il GP del Bahrain in Malesia ha regalato grande spettacolo dai primi agli ultimi giri ed ha portato al trionfo Max Verstappen e la Red Bull, a digiuno da tutta la stagione. Antonelli ha concluso con un secondo posto importante, precedendo le rimontanti Ferrari di Hamilton e Leclerc. Sfortunato Russell, che scivola irrimediabilmente a -88 nella classifica piloti.
Red Bull, che crescita
Il weekend a cui abbiamo assistito a Sepang è una conferma evidente dei passi in avanti fatti dalla Red Bull con gli ultimi aggiornamenti. Dopo aver passato quasi tutta la stagione ad inseguire gli altri top team, il team austriaco sembra aver trovato le giuste soluzioni per permettere ad entrambi i piloti di lottare per le primissime posizioni, e in una situazione del genere Max Verstappen non poteva farsi scappare l’occasione di tornare a vincere con una prestazione dominante delle sue.

Al contrario la Mercedes non può certo dirsi soddisfatta del pacchetto di aggiornamenti, che in Malesia ha creato soprattutto problemi di bilanciamento. Se da un lato è necessario attendere qualche altro tracciato per avere un quadro più chiaro, dall’altro è innegabile che a Brackley non sia stato fatto un il miglior lavoro possibile. Questo non ha impedito ad Antonelli di conquistare una seconda posizione di notevole peso specifico, che gli ha permesso di allungare in campionato anche grazie al ritiro di Russell: nel corso del prossimo mese, l’italiano potrebbe diventare matematicamente campione del mondo.
La rimonta Ferrari
Nonostante una scelta iniziale poco azzeccata, la Ferrari esce dalla Malesia con un bottino di punti che mancava da diversi appuntamenti. Hamilton è stato protagonista di un grande weekend, in cui è sembrato a suo agio con la SF26 che ha sfruttato al meglio per farsi strada in mezzo al gruppo a suon di sorpassi. Il suo è un podio meritato, sudato e carico di valore psicologico, una vera e propria boccata d’ossigeno per tutto l’ambiente.

Anche Charles Leclerc ha completato una rimonta notevole, ma è sembrato meno veloce rispetto al suo compagno di squadra per l’intera durata del fine settimana. Il monegasco non è apparso mai del tutto brillante (come ha dichiarato lui stesso in radio a fine gara), ma la quarta posizione è un risultato oltre le aspettative anche dal suo lato del box, specialmente dopo essersi ritrovato in P22 ad inizio gara.
Menzione d’onore per Fernando Alonso, che conquista il miglior risultato stagionale per la sua Aston Martin tagliando il traguardo in ottava posizione. Sul tracciato asiatico abbiamo visto la miglior versione del team inglese della stagione, in quanto si tratta di un risultato puramente frutto della competitività della macchina, ovviamente unita alla bravura del pilota. Che possa essere un primo segnale di rinascita?
Il caotico giro di formazione
La grottesca situazione a cui abbiamo assistito nel giro di formazione merita un’analisi a sé stante. Il programma di erogazione dell’energia ha infatti perso la bussola a causa del bagnato, costringendo la direzione gara ad interrompere la procedura di partenza al fine di fornire a tutte le squadre un nuovo programma da utlizzare sull’acqua.
Per quanto la giustificazione della prima uscita sul bagnato sia concreta, l’impressione che il funzionamento di queste macchine sia legato al cosiddetto software più del dovuto è sempre più evidente: è bastato un acquazzone per mettere in crisi le nuove monoposto studiate a tavolino per anni. Per dirla con un eufemismo, i vertici della Formula 1 non ci hanno fatto una grande figura. Ancora una volta.


