Dopo la pole del sabato mancata per soli 54 millesimi, l’unica occasione per salire sul gradino più alto del podio del GP di Singapore era sorprendere una Red Bull che, rispetto a Ferrari, ha avuto un passo decisamente superiore sulla lunga distanza.
Sulla partenza c’è poco da recriminare a Leclerc, ma la chance mancata non è stata al via, bensì nei giri successivi, quando Max ha dovuto fronteggiare un problema alla sua Power Unit.
Max-terclass di Verstappen a Singapore
Un weekend da vera e propria “MAX-TERCLASS” quello che ha vissuto Verstappen a Singapore, unica pista dell’attuale calendario (esclusa Madrid) in cui non aveva ancora vinto: pole e vittoria nella sprint e pole e vittoria in gara. A Singapore il verdetto della pista è stato piuttosto chiaro, soprattutto nella seconda parte del primo stint, quando Max ha imposto un ritmo irraggiungibile consegnando alla Red Bull la sua seconda vittoria stagionale.

In termini di passo, Verstappen ha dimostrato sin dall’inizio di avere qualcosa in più rispetto agli avversari, che qualcosa da rimproverarsi ce l’hanno eccome, perché forse si poteva fare qualcosa di più per mettere pressione al quattro volte campione del mondo.
Il rimpianto di Leclerc
Realisticamente, al sabato, Lewis Hamilton aveva il passo per contendersi la pole position, a conferma del fatto che, questa volta, Ferrari avesse delle chance concrete di battere la concorrenza. Ma la pole non è diventata realtà, il che ha inevitabilmente cambiato le carte in tavola. Da una gara di controllo si è passati a una corsa all’attacco, e lo stesso Leclerc è consapevole di aver lasciato qualcosa in pista nel primo stint, non tanto alla partenza quanto nei giri successivi. Al via c’era veramente ben poco che il monegasco potesse fare per passare in testa, in quanto Verstappen ha difeso la posizione in maniera impeccabile.

Allo spegnimento dei semafori, Max non si è limitato a chiudere la porta a Leclerc, ma gli ha anche tolto i riferimenti visivi sul lato destro in fase di frenata, rendendo impossibile l’attacco alla prima posizione. Per questo motivo il rimpianto di Charles va ricercato altrove, nei primi giri della gara, quando Verstappen ha accusato diversi problemi di deployment che lo hanno reso particolarmente vulnerabile.
“Ci sono state alcune opportunità nei primi giri, quando Max aveva quel problema di deployment. Però ho sempre pensato che fosse un episodio isolato, quindi non stavo davvero usando la mia batteria, e forse questo è stato un errore – ha affermato Leclerc a fine gara – Quando mi sono reso conto che alla fine del rettilineo lui non aveva potenza, ormai non potevo più fare nulla”.
Tuttavia, come si è visto con Hamilton nel primo stint, difendersi con un deficit energetico era del tutto possibile, tanto che lo stesso Verstappen, prima della partenza, aveva affermato che se avesse perso la prima posizione al via, la sua gara si sarebbe complicata e non poco.
Quanto era vicino Leclerc a Verstappen?
Leclerc è comunque riuscito ad avvicinarsi a Verstappen più di quanto possa sembrare: Max ha accusato dei problemi di deployment già nel corso del secondo giro, quando su suggerimento del team ha cambiato mappature.

Per dare un metro di paragone, nel secondo giro, alla frenata di curva 7, Leclerc è arrivato con ben 23 km/h di velocità in più rispetto a Max: la Power Unit di Verstappen ha tagliato piuttosto presto, con il monegasco che ha tentato di usufruire del boost per reagire al deficit di Max, ma in ritardo e senza affondare la frenata.
Così, già a partire dal termine del secondo giro, notando quella carenza di energia, i tecnici della Red Bull hanno cambiato nuovamente mappature per tentare di compensare, sacrificando determinate curve al fine di avere più velocità di punta sui rettilinei, dove è più semplice pensare ad un sorpasso.
Quella è stata l’opportunità più concreta per tentare di cambiare l’andamento della corsa. Tuttavia, da quando l’olandese ha ripreso il controllo della situazione, sugli allunghi il gap non era così esteso come in qualifica, dove si utilizzano mappature più aggressive.
Così, parte del distacco è nata in curva, specialmente nel primo e nel terzo settore, ma anche Leclerc è consapevole del fatto che sarebbe stata dura tenere alle sue spalle Verstappen per tutta la durata della corsa. “Non so quanto avrebbe cambiato le cose. Sarebbe stato d’aiuto nel primo stint, ma penso che alla fine avessero semplicemente troppo passo per noi”.

