Come è passata Red Bull da un inizio di stagione difficile a vincere due gare consecutivamente? Pierre Waché racconta i retroscena di quest’incredibile evoluzione
La RB22 è partita come la vettura peggiore tra quelle dei top team, visto che Red Bull ha continuato a sviluppare la RB21 fino alla fine del 2025. Dopo aver iniziato la stagione con un distacco di 1,5 secondi da Mercedes, però, il team di Milton Keynes ha preso la strada giusta ed è migliorato progressivamente fino a sfiorare la vittoria a Baku e a vincere sia a Sepang che a Singapore.
I problemi iniziali della vettura sono stati risolti con un importante aggiornamento a Miami, mentre i pacchetti volti ad aumentare le prestazioni sono arrivati a Spielberg e a Baku. Proprio in Azerbaigian è avvenuto il salto di qualità definitivo, tanto da permettere a Verstappen di sfiorare la vittoria contro la Mercedes di George Russell.
Gli uomini della Red Bull sono potuti tornare a sorridere, dopo mesi di dubbi e incertezze a seguito della sostituzione di Horner con Mekies (futuro di Horner). La Red Bull del 2026 è la prima che si può considerare estranea al contributo di Adrian Newey. La sua paternità è da attribuire al nuovo direttore tecnico Pierre Waché, che è stato intervistato da PlanetF1.com (intervista integrale in inglese) al Sepang International Circuit.

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Progressi ma c’è margine di miglioramento
All’inizio dell’intervista Waché, senza troppi entusiasmi, ha affermato che “L’aspetto positivo è che abbiamo indirizzato la vettura nella giusta direzione“, ma si è soffermato anche sulla frustrazione della squadra: “Penso che tutta la squadra sia frustrata perché siamo qui per vincere e per dimostrare di poter lottare per il campionato. E quest’anno non è così”.
In seguito si è concentrato sui problemi di inizio stagione: “Abbiamo avuto alcuni problemi con la vettura, non è un segreto. Abbiamo avuto alcuni problemi con lo sterzo che abbiamo risolto a Miami“. E ha proseguito: “Avevamo anche un problema di peso, quindi abbiamo dovuto seguire una dieta”.
Successivamente il discorso si è spostato sul team di Brackley e Waché ha dichiarato di non conoscere il lavoro svolto in casa Mercedes. Poi ha aggiunto: “Non sembra che abbiano fatto grandi progressi quest’anno”.
Tirando le somme, il direttore tecnico di Red Bull Racing ha detto: “Abbiamo dimostrato di saper reagire, ma non abbiamo ancora raggiunto il nostro obiettivo“.

Punti forti e punti deboli
Nonostante gli ultimi successi, Waché rimane cauto e vede prima gli aspetti negativi di quelli positivi. Infatti, quando Thomas Maher ha chiesto di evidenziare i punti forti della monoposto, l’ingegnere ha risposto: “Credo che fin dall’inizio la vettura presentasse una debolezza fondamentale che, chiaramente, non ha soddisfatto i piloti sotto molteplici aspetti”. Poi se l’è presa con il criticatissimo regolamento sui motori, dicendo che i piloti sono frustrati in quanto sono costretti a guidare in modo molto diverso dal passato e dal modo in cui si fa normalmente sulle auto da corsa.
Successivamente ha aggiunto: “All’inizio dell’anno, il bilanciamento generale della vettura non era ottimale in termini di differenza di comportamento tra alte e basse velocità. Credo che, da Baku in poi, il nuovo pacchetto stia contribuendo a migliorare questo bilanciamento e il reparto aerodinamico ha lavorato duramente su questo aspetto”. E ha proseguito sostenendo che la differenza di comportamento della monoposto tra le alte e le basse velocità si è assottigliata e proprio i tratti a bassa velocità stanno diventando il punto forte della RB22.
Secondo Maher è indicativo della “mentalità dell’ingegnere” il fatto che Waché abbia parlato dei punti forti partendo da quelli deboli. Quando glielo ha fatto notare Waché ha risposto: “I punti di forza si scoprono analizzando i punti di debolezza”.

E la powerunit?
Dopo una breve parentesi sulla sua vita a seguito dell’addio di Newey alla Red Bull, nella quale Waché ha minimizzato il proprio peso individuale, attribuendo il merito del lavoro svolto dalla squadra, l’attenzione si è spostata sulla powerunit.
Quella del 2026 è stata la prima PU progettata in casa (con la divisione Red Bull Powertrains) e la curva di apprendimento è completamente nuova. Maher ha chiesto come queste considerazioni abbiano influito sullo sviluppo della vettura.
Waché ha risposto: “In questo tipo di regolamenti aerodinamici, è importante capire qual è l’aspetto più importante in termini di packaging [disposizione dei componenti] ed è piuttosto difficile perché è molto delicato e anche la libertà di sviluppo in termini di superfici è limitata”. Poi ha aggiunto: “Quindi, l’aspetto fondamentale è la cura dei dettagli, inoltre l’integrazione del motore è stata piuttosto impegnativa. Non perché sia difficile per il nostro team [RBPT]; penso che sia un’opportunità che abbiamo di lavorare insieme, ma non dimentichiamo che è la prima volta che lavoriamo insieme. Dobbiamo imparare. Dobbiamo affrontare alcuni problemi che non avevamo previsto.”
“Credo che la gestione dell’energia e il funzionamento del motore influenzino in modo determinante il concetto stesso della vettura” ha detto successivamente il direttore tecnico di Milton Keynes e ha fatto l’esempio dei freni, dicendo che secondo le simulazioni avrebbero dovuto avere vita facile, ma nella realtà le cose non stanno così, in quanto “il motore lavora contro i freni per recuperare energia” e si sono dovuti adattare. Poi, per completare il discorso, ha aggiunto: “C’è un aspetto multi-concetto che non si prevede, o che si prevede in parte, ma non a questo livello estremo, e che influenza lo sviluppo della vettura. È qualcosa che stiamo imparando insieme per diventare più forti”.
Waché ha respinto l’idea che Red Bull sia riuscita a ottenere un ottimo risultato sul fronte PU perché, vista la poca esperienza in fatto di motori, lui avrebbe avuto una maggior libertà creativa rispetto agli avversari. L’ingegnere francese ha sostenuto che la vera differenza sta nel compromesso: “Non direi questo. Il margine di manovra che hai, a mio avviso, non riguarda la creatività del personale. L’aspetto principale è che possiamo discutere di un compromesso”.
Secondo Waché il grande vantaggio di produrre il motore in casa è che si può discutere sul compromesso, mentre con un fornitore esterno è tutto già deciso. Questa discussione ti consente di ottenere un miglior compromesso e il vantaggio è questo, più che una miglior disposizione dei componenti (packaging).
La crescita esponenziale del team e le parole di Waché mostrano che Red Bull ha imboccato la strada giusta e ha tutte le carte in regola per sfidare i rivali nella stagione 2027. Dal momento che i giochi per questa stagione sono pressoché conclusi, è proprio sul 2027 che si concentrano l’attenzione e le risorse del team di Milton Keynes.

