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F1 | Red Bull punta al 2027 e sogna il riscatto

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Dopo una stagione travagliata, dove Red Bull sembrava aver toccato il fondo, il rinnovo di Verstappen e il ritorno alla vittoria infondono una nuova speranza. Sarà veramente possibile tornare al vertice nel 2027?

L’inizio catastrofico per Red Bull

L’inizio della stagione 2026 è stato tutt’altro che positivo per Red Bull.

Mentre nel 2025 Verstappen si era ritrovato a lottare fino alla fine per il mondiale piloti, le battaglie che hanno caratterizzato le prime gare di quest’anno erano decisamente meno allettanti.

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Gli avversari a cui Red Bull poteva ambire non erano quelli sperati, quelli considerati “naturali” per un team di quel calibro, ma scuderie di centro gruppo, come Alpine e Haas.

Il podio fino a Miami è rimasto solamente un miraggio lontano.

Il distacco da Mercedes, che guida (e guidava già allora) il campionato costruttori, in sole cinque gare e tre sprint era già di 157 punti.

Si tratta di risultati assolutamente inadeguati e ben distanti da ciò a cui la scuderia austriaca è solita puntare.

La sofferenza della squadra ha così alimentato la frustrazione del suo veterano, Max Verstappen, che già stava lottando con un regolamento che non apprezza e che, come ha recentemente rivelato, gli ha fatto vivere un disagio mai sperimentato nella sua vita.

Infatti il quattro volte campione del mondo era arrivato a definire la vettura “spaventosa da guidare” e come se non bastasse, in alcune dichiarazioni aveva messo in dubbio la sua permanenza in Formula 1.

La fiducia di Verstappen: un rinnovo che offre speranza

La prima svolta per Red Bull probabilmente non è stata tecnica, bensì il prolungamento del contratto di Max Verstappen fino al 2030.

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Dopo mesi di assoluta incertezza per il team, in cui Verstappen aveva addirittura chiesto al team principal, Laurent Mekies, di non domandargli nulla riguardo al proprio futuro, il pilota olandese ha confermato la sua totale fiducia nella squadra, che ha investito su di lui fin da giovanissimo.

La scuderia aveva già dovuto affrontare l’addio di diverse figure storiche, come Adrian Newey, Christian Horner e Jonathan Wheatley e quello prossimo di Giampiero Lambiase. Si temeva che il team potesse spaccarsi e andare alla deriva.

In questo scenario, quindi, il rinnovo di Verstappen ha assunto un significato ancor più profondo, riuscendo a calmare un po’ le acque e a riportare una tranquillità maggiore.

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Verstappen per Red Bull infatti non è solamente il migliore pilota attualmente in attività, ma anche il perno a cui tutta la squadra ruota attorno. È un riferimento fondamentale per il presente e per il futuro.

Mekies ha elogiato la sensibilissima capacità tecnica di Max che gli permette di comprendere in maniera “senza equivalenti” la vettura, offrendo un grande aiuto agli ingegneri nello sviluppo di essa.

Il ritorno alla vittoria

Dal Gran Premio dell’Azerbaijan poi è arrivato il vero punto di svolta tecnico.

A Baku, seppur anche grazie all’ingresso in pista della safety car a pochissimi giri dalla fine, Verstappen per soltanto 0.196 secondi non ha strappato la vittoria dalle mani di George Russell e anche Isack Hadjar con un’ottima prestazione è riuscito ad andare a podio.

Le conferme sono arrivate presto, nelle due gare successive.

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Max Verstappen è finalmente tornato a vincere dopo 301 giorni in Malesia, sul circuito che nel 2017 ospitò la sua seconda vittoria in carriera.

La settimana successiva l’olandese ha poi conquistato la sua prima vittoria sul circuito di Singapore, che non era straordinariamente riuscito a ottenere nemmeno nel 2023, stagione in cui vinse 19 gare su 21. La pista di Marina Bay fu inoltre l’unica in cui, sempre in quell’anno, vinse un pilota non appartente a Red Bull, Carlos Sainz.

Gli avversari hanno quindi immediatamente iniziato a temere per il 2027.

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Secondo Toto Wolff, team principal di Mercedes, i progressi avanzati da Red Bull e il talento di Verstappen fanno del team austriaco un rivale spaventoso per il 2027.

Red Bull punta al 2027

Anche nel 2025 Red Bull riemerse da una situazione complicata a metà stagione, ma allora la storia era diversa.

Il team, le cui speranze per un possibile titolo piloti di Verstappen si erano riaccese dopo la pausa estiva, ha continuato a sviluppare la vettura fino all’ultima gara della stagione.

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La classifica attuale però non permette di puntare né per il campionato piloti, né per quello costruttori alla prima posizione. Questo ha fatto sì che Red Bull decidesse di impiegare la maggior parte delle risorse per il progetto del 2027 subito dopo la pausa estiva.

Ma l’impressionante rimonta resta comunque un importante segno, poiché ha confermato che la squadra è finalmente riuscita a comprendere la macchina e a migliorarla.

La nuova galleria del vento: un possibile asso nella manica

Le novità per Red Bull non sono finite: dai primi mesi del 2027 potrà godere di una nuova galleria del vento.

L’impianto attuale, con i suoi 79 anni, è tra i più datati dell’intera Formula 1 e ha causato alcuni problemi di correlazione tra i dati delle simulazioni e il reale comportamento delle vettura in pista.

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Seppur la nuova vettura nascerà comunque nella struttura vecchia, la nuova installazione potrà aiutare parecchio nello sviluppo e per gli aggiornamenti nel corso della stagione.

È possibile il grande riscatto?

Il vero punto a favore di Red Bull potrebbe quindi davvero essere la decisione di non cercare uno sviluppo esasperato per salvare una stagione che non le consentirebbe ugualmente di arrivare al vertice.

Non è una resa, ma la dimostrazione di una grande consapevolezza. Nella Formula 1 è importante riconoscere quando un capitolo sia giunto al limite ed essere pronti a ricominciare da capo, a investire tutto sul futuro, imparando dai propri errori.

L’abilità del team nel ripartire e nel tornare in alto in poco tempo è nota a tutti; ne è la dimostrazione l’impresa storica di Verstappen nel 2025, che non sarebbe stata possibile senza il supporto e i notevoli passi avanti della squadra.

I presagi paiono essere a favore di Red Bull, ma il confine tra l’essere una vera potenziale favorita e l’illusione di chi è profondamente in cerca di riscatto è sottile.

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Non si può determinare con certezza quanto sia realmente probabile e quanto sia dovuto al desiderio di tornare a dominare o alla paura degli avversari di vedersi ostacolati.

Siamo di fronte forse più a una speranza, per quanto lucida e fondata, e all’atto di fede di quel team che, proprio quando sembrava star per essere oscurato dalle tenebre, ha saputo ritrovare la sua luce ed erigersi sopra gli altri.

In fondo, è lì che Red Bull e Verstappen vogliono stare: in cima. Ogni mossa è studiata appositamente per tornarci, per provare a riconquistare il sogno crollato per pochissimo nel 2025 e a cui mai si sono avvicinati quest’anno, o per riafferrare dopo tre anni qualcosa di ancora più impressionante.

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L’incognita è ancora totalmente aperta; sarebbe assurdo fare previsioni dopo soltano tre gare che sembrano aver rimesso la squadra in carreggiata.

È invece certo che Red Bull darà il tutto e per tutto, che la fame di vittoria pulsa ed è ingombrante nel team e che, se le sarà possibile, non farà sconti a nessuno.

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