Lando Norris

F1 | Autentico il mea culpa di Lando Norris: “Con la stampa a volte commetto errori”

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Il Campione del Mondo della McLaren analizza la gestione delle interviste dopo le recenti polemiche, ponendo l’accento sulla necessità di mantenere la correttezza con la stampa.

Nel paddock della Formula 1, la gestione delle dichiarazioni pubbliche può rivelarsi un terreno insidioso tanto quanto la pista. A mettere in luce questa dinamica nel weekend del Messico è stato Lando Norris, che si è espresso sul proprio rapporto con i giornalisti, riesaminando criticamente le reazioni avute in occasione di alcuni incontri con la stampa.

Norris

L’analisi delle risposte impulsive e delle reazioni dopo gara

Nel corso di un’intervista ai microfoni di Sky UK condotto da Martin Brundle, Lando Norris ha affrontato il tema dei propri interventi dopo le sessioni in pista, facendo riferimento anche ai recenti momenti di tensione generati dalle parole su Franco Colapinto a Baku o dalle battute post-contatto con Oscar Piastri a Singapore.

L’inglese non ha cercato scuse, ammettendo di non riuscire sempre a gestire al meglio la comunicazione, essendo a detta dei media uno dei piloti più emotivi in griglia al momento: “A volte non sono il migliore davanti ai media. Odio il fatto di dire le cose sbagliate o di poter mancare di rispetto a qualcuno con quello che dico. Lo odio“.

Il rimpianto a telecamere spente e la ricerca di correttezza

Il disagio provocato da un’uscita fuori luogo non si esaurisce quando si spengono i microfoni. Norris ha spiegato come il rimpianto per un’affermazione sbagliata lo accompagni anche a riflettori spenti: “Torno a casa e mi pongo delle domande per ore. Perché ho detto quello che ho detto, perché ho fatto quello che ho fatto“.

A fronte della puntualizzazione di Brundle sulla proverbiale schiettezza che lo ha sempre contraddistinto, il pilota britannico ha ribadito l’importanza di fissare dei sani paletti al proprio modo di esprimersi, concludendo il discorso con una riflessione sull’importanza della considerazione reciproca: “Non c’è niente che ami più del rispetto, del ricevere rispetto, e so che deve valere anche nella direzione opposta“.

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