Iniziano ad emergere i primi dettagli sul ritorno dei motori V8 annunciato da Ben Sulayem e previsto per il 2030
Del ritorno dei V8 in Formula 1 si discute da anni, ma la svolta è arrivata qualche settimana fa, quando Ben Sulayem ha confermato il ritorno di quest’architettura dei motori per il 2030. Il presidente della FIA, però, non ha rivelato le caratteristiche tecniche dei nuovi motori, si è limitato a dire che saranno turbocompressi (l’idea del motore aspirato era già stata scartata in precedenza per ragioni di rumorosità), più leggeri, più economici da sviluppare e con un ibrido ridotto.
Adesso emergono le prime indiscrezioni sui nuovi motori. Secondo quanto riportato da BBC Sport, la Federazione avrebbe inviato ai sei motoristi (cinque attuali più la futura Cadillac) un documento che delinea un quadro di riferimento per discutere dei motori che dovrebbero essere introdotti nel 2030 o nel 2031.
Indice

Caratteristiche tecniche
Il documento della FIA propone un motore V8 con una capacità tra 2 e 2,3 litri, un turbocompressore più piccolo con pressioni di sovralimentazione ridotte e una componente elettrica ridotta rispetto a quello attuale.
La Power Unit dovrebbe avere una potenza complessiva di 900 cv, con la componente elettrica responsabile di 200 kW (contro gli attuali 350 kW) e il motore a combustione interna del resto. La potenza del motore elettrico, quindi, sarebbe circa il 30% dela potenza totale.
Per quanto riguarda l’ibrido, l’idea sarebbe di avere 100 kW sempre disponibili e gli altri 100 kW da utilizzare con un sistema push-to-pass o un overtake mode.
I carburanti sostenibili dovrebbero restare, ma con requisiti meno complessi per renderli più economici. Per quanto riguarda il peso, l’obiettivo resta quello di una riduzione di 80 kg.
I nuovi motori, quindi, stanno pian piano prendendo forma, ma resta ancora tanto da decidere. Si parla pur sempre di un regolamento che, nella migliore delle ipotesi, vedremo tra quattro anni.
Perché queste caratteristiche?
La scelta dei V8 ibridi rappresenta un cambiamento rispetto alle intenzioni originarie di Sulayem, che aveva proposto motori aspirati V8 o V10. L’aggiunta del turbo è dovuta alla necessità di far si che lo sviluppo tecnologico della monoposto di Formula 1 possa trovare applicazione anche nelle auto stradali e di raggiungere un compromesso con i motoristi. Una parte di questi ultimi, infatti, ha insistito perché i motori restassero turbo e dotati di un’importante componente ibrida.
Inoltre, i nuovi motori risolverebbero i problemi di superclipping e carenza di energia dei quali i piloti si sono lamentati quest’anno. Proprio le lamentele dei piloti hanno contribuito, probabilmente, a spingere la FIA nella direzione di un ritorno a motori con una componente termica più importante.

Riduzione dei costi: due alternative
La proposta generale sull’architettura dei motori è stata accettata da tutti i motoristi, ma restano da decidere le regole per la loro realizzazione. Tra gli obiettivi della FIA c’è quello di ridurre i costi di sviluppo (la proposta prevede una riduzione del 50% del budget cup per i motoristi, attualmente fissato a 190 milioni di dollari) e dal documento emergono due possibilità sul sistema per sviluppare le nuove PU.
La prima prevede la realizzazione di un V8 da 2,1 litri a partire dall’architettura dell’attuale V6 da 1,6, aggiungendo due cilindri e ridimensionando turbocompressore e componente elettrica.
L’altra consiste nello scegliere un unico fornitore esterno a cui affidare la realizzazione di V8 molto standardizzati, ai quali i team potrebbero poi apportare alcune modifiche. Secondo le indiscrezioni, però, quest’ultima proposta non incontrerebbe il favore dei motoristi, che vorrebbero che il motore continuasse ad essere un fattore di differenziazione per i team, fondamentale per la performance complessiva.
Le discussioni tra FIA e produttori di motori dovrebbero proseguire nelle prossime settimane, con l’obiettivo di arrivare ad una proposta da sottoporre al Consiglio Automobilistico Mondiale a dicembre.

