Maya Weug: La prima ragazza della Ferrari Driver Academy

Maya Weug: La prima ragazza della Ferrari Driver Academy

22 Gennaio 2021 1 Di Prisca Manzoni

“Sono la prima donna a essere vicepresidente degli Stati Uniti, ma di sicuro non sarò l’ultima.” Così Kamala Harris si è presentata al mondo nel discorso di insediamento alla Casa Bianca a Novembre. Parole simili le potrebbe dire ora Maya Weug, la prima pilota donna della Ferrari Driver Academy. Conosciamola meglio: classe 2004, di nazionalità belga e olandese (La prima presa dalla madre, la seconda dal padre), vive e corre in Spagna. A sette anni sale su un go-kart ed è subito amore; due anni dopo inizia la sua carriera e si afferma vice campionessa spagnola e, nel 2016, campionessa della WSK. Dal 2019 fa parte della “Richard Mille Young Talent Academy”. Nel 2020 partecipa al WSK Euro Championship e viene chiamata a far parte dell’ FIA Girls on Track Rising Stars, un’iniziativa sostenuta dalla Scuderia Ferrari per selezionare la migliore pilota e dare un contributo per avviare la sua carriera. 

Il programma dell’ FIA Girls on Track nasce dalla FIA Women in motorsport commission, una sezione della FIA che cerca di promuovere il talento femminile nel mondo ancora prettamente maschile delle corse. Il numero di ragazze si è ridotto da venti a otto e poi ancora a quattro, tra prove di karting a Le Castellet, prove fisiche, mentali e di PR. Settimana scorsa, Maya, Julien Pin, Antonella Bassani e Julie Ayoub hanno passato cinque giorni a Maranello, tra visite in fabbrica e test fisici, e hanno guidato una monoposto da Formula 4 sullo storico circuito di Fiorano, circondate dai preparatori della Ferrari Driver Academy e della stessa Scuderia. In pista, hanno anche ricevuto la visita del loro collega Dino Beganovic e di Carlos Sainz Jr, che ha voluto personalmente incontrare le giovani finaliste.  

I lunghi mesi di lavoro sono culminati in quello che è il più grande trampolino di lancio per Maya, che otterrà un sedile in Formula 4, un posto in FDA e soprattutto il supporto mediatico e finanziario della Scuderia Ferrari, che non si è dimenticata delle altre tre partecipanti: le altre finaliste, infatti, avranno modo di partecipare ai Ferrari Challenge test. 

Questa iniziativa è il principio di un cammino roseo per le donne nel motorsport. Negli anni, infatti, si è visto che piloti femminili di talento non mancano, ma manca il supporto economico in un mondo dominato da uomini, manca chi crede nelle potenzialità di una ragazza alla guida, nella forza della presenza di una donna che va oltre la semplice apparenza mediatica. Ogni donna al volante è sempre una fonte di ispirazione, nonostante i risultati. Tatiana Calderon, Beitske Visser, Sophia Floersch, Michelle Gatting, Rahel Frey, Amna Al Qubaisi, Jamie Chadwick e tutti gli altri membri della W Series saranno sempre dei fari nei paddock per il coraggio di inseguire i loro sogni in un mondo che, ammettiamolo, storce ancora un po’ il naso quando si parla di donne e motori,  per la loro forza, per la determinazione di continuare a correre nonostante la strada sia per loro più dura.

Non c’è dubbio che manca ancora tanto prima di vedere una donna correre in Formula Uno, ma non è impossibile. Nel frattempo, raccontiamo le storie di ragazze come Maya, raccontiamo di come questa ragazza sia scoppiata in lacrime stringendo la maglia rossa, raccontiamo di come oggi lei abbia fatto la storia. 

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