La sicurezza : I dati biometrici

La sicurezza : I dati biometrici

1 Febbraio 2021 0 Di priscamanzoni

Tutti i sistemi di sicurezza all’interno del circus e del paddock servono per mantenere in vita il pilota in caso di incidenti drammatici, ma vi siete mai chiesti come si comporta il corpo di un pilota, il suo sistema circolatorio e respiratorio, e come controlla il suo stato di salute durante una corsa? Spesso ci si dimentica che le ore di preparazione atletica non servono solo a mettere massa muscolare per resistere alle forze laterali o per mantenere il peso necessario, ma sono funzionali anche nel mantenere stabile la condizione fisiologica di un essere umano sottoposto a quel genere di stress prolungato. Fan di “Siamo fatti così” allacciate le cinture, perchè andremo ad analizzare come si analizzano i parametri vitali di un pilota. 

Lo strumento fondamentale sono i guanti biometrici, ovvero guanti dotati di sensori particolari grandi tre millimetri che permettono di monitorare i battiti cardiaci, la pressione sanguigna e il livello di ossigenazione di un pilota. Questi dati sono trasmessi alla Medical Car nel raggio di 500 metri, in modo tale che il dottor Ian Roberts e Alan van der Merwe abbiano qualche punto di partenza su cui basare il loro soccorso e non andare alla cieca. Sono proprio loro gli inventori di questo sistema, che si spera verrà ampliato poi anche alle tute, sia ignifughe che esterne, e forse alla balaclava per avere più dati e di conseguenza maggior precisione. I sistemi da loro inventati sono ignifughi e resistenti a elevato stress, necessari per avere informazioni sui piloti anche in condizione estreme, come è risultato tristemente evidente con l’incidente di Grosjean, nel quale il pilota nè era visibile nè raggiungibile. L’idea venne ai due creatori a seguito dell’incidente di Carlos Sainz Jr del 2015, durante il quale il pilota era cosciente ma non rispondeva nè riusciva a muoversi ed era necessario capire in breve tempo come tirare fuori dalla vettura lo spagnolo senza danneggiare lui nè i marescialli; l’operazione già di per sè delicata era resa ancora peggiore dal fatto che non si sapevano le condizioni di Sainz, che fortunatamente riuscì a salvarsi. Inoltre, questi dati sono utili anche ai medici del luogo, che, analizzandoli, possono capire possibili danni interni. Per esempio, vedendo il livello di ossigeno nel sangue in continuo decremento, si può risalire a un possibile problema a livello polmonare.

Gli strumenti possono essere utilizzati anche per capire lo stato di salute di un pilota durante la corsa, anche se non è stato coinvolto in un incidente. Il corpo di questi soggetti, infatti, è sempre spinto al limite in condizioni pericolose; in caso, per esempio, di svenimento, l’impatto sarebbe a centinaia di chilometri all’ora. 

La questione dei parametri vitali è purtroppo una delle meno sviluppate in quanto si pensa che grazie alle ore di allenamento aerobico e di sviluppo della forza un pilota sia in grado di sopravvivere alle situazioni critiche, ma con una vita appesa al filo a ogni curva e un corpo sottoposto a innumerevoli stimoli ci sono ancora troppe variabili che sarebbe bene monitorare. 

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