Fernando Alonso: gli occhi della tigre del Re di Spagna

Fernando Alonso: gli occhi della tigre del Re di Spagna

23 Febbraio 2021 1 Di Arianna Rossi

“Tutti quanti amano gli eroi, la gente li aspetta, li acclama, grida i loro nomi, e anni dopo racconteranno di come sono rimasti sotto la pioggia per ore e ore solo per dare una fuggevole occhiata a colui che gli insegnò a tener duro un secondo di più!”

Nessuno ha mai voluto credere al ritiro di Fernando Alonso dalla Formula 1.

Non ci hanno creduto i tifosi quando lo hanno visto correre la sua “ultima” gara ad Abu Dhabi. Non ci ha creduto il pilota stesso mentre tagliava il suo ultimo traguardo, un traguardo mascherato da fine ma che in realtà preparava già tutti ad nuovo inizio. Preparava già tutti al suo ritorno.

Non ha salutato la sua monoposto con un “addio” Fernando Alonso, bensì con un “ci vediamo presto”. Perchè un campione sa bene quando è tempo di doversi ritirare e quel 2018 era il momento giusto per farlo.

“La Formula 1 era in un momento dove non c’era competitività, c’era solo una squadra che vinceva e quindi ho pensato che fosse un buon momento per allontanarmi dalla competizione e affrontarla nuovamente con i nuovi regolamenti nel 2021, anche se poi con la pandemia è slittato tutto al 2022”

Ma un vero campione sa cogliere anche l’attimo perfetto per poter ritornare e soprattutto è ben consapevole dei rischi che il ritorno comporta poiché il fallimento non è previsto in Formula 1.

“Torno in Formula 1 non per andare nei ristoranti di ogni città e prendere qualche volo l’anno. Torno in Formula 1 con un motivo, che è vincere.”

Vicino alla soglia dei 40 anni, Alonso non ha ancora placato la sua fame di vittoria, è pronto di nuovo a correre per un unico motivo, che nel mondo delle monoposto a quattro ruote è dimostrare di essere il migliore.

Non si lascia spaventare dai nuovi rookie pronti a dargli battaglia. Non si lascia spaventare dal suo acerrimo rivale, ex compagno di scuderia e leader indiscusso Lewis Hamilton. Non lo preoccupa il confronto con il suo giovane compagno di squadra Esteban Ocon pronto a sfidarlo: “Sarà molto difficile batterlo e ne sono consapevole. Ma spingerò più che posso e lui farà lo stesso. Ma non ho paura di lui, se ne avessi dovrei subito lasciare la Formula 1“.

Perché sul sedile della Renault c’è ancora scritto il suo nome da campione e Fernando Alonso è tornato per riprenderselo.

Perché gli occhi della tigre del re di Spagna non sono mai cambiati, occhi che i suoi colleghi piloti tremano al pensiero di dover rivedere ma che allo stesso tempo non vedono l’ora di dover incrociare sulla pista.

Perché Fernando Alonso è il pilota di cui la Formula 1 non può (ancora) fare a meno.

“Mi sento sempre a casa in Renault, anche dopo aver fatto molte altre esperienze altrove. Mi sento pronto e carico al 100%. Sono felice come non mai”

Sembra che niente possa fermare il ritorno del re, neanche quel brutto incidente di pochi giorni fa mentre si allenava in bicicletta. Dopo aver subito un’operazione alla mascella andata a buon fine, il pilota asturiano ha rassicurato tutti sulle sue condizioni: “Sto bene e non vedo l’ora di dare il via al 2021. Andiamo.

Ma nemmeno il samurai di Spagna è immune alla paura e a spaventarlo è il silenzio assordante che accompagna un campione dopo il suo ritiro, la solitudine spettrale da cui un pilota viene divorato dopo la fine della sua carriera, lo spegnimento della bellezza di quel mondo fatto di meccanici e carburante, pit stop immediati e podi sudati, giri veloci e bandiere a scacchi.

Tutto insieme ai tifosi. Tutto con al volante solo te stesso.

“Ho paura della solitudine, forse anche per colpa del mio carattere che mi pone distante dalle persone. Ho paura del ritiro dallo sport in generale. Ho paura di tante cose.”

05.05.2018 – Press conference, Fernando Alonso (ESP) McLaren MCL33

Un volante che Alonso non è ancora pronto a lasciare. “Amo guidare, avere il volante tra le mani è qualcosa di cui ho bisogno praticamente ogni giorno”.

Vuole ricominciare ad accarezzarlo, vuole di nuovo stringerlo tra le mani, vuole tornare ad essere parte della macchina, pur consapevole dei limiti posseduti dalla sua vettura – almeno per quest’anno.

“Possiamo lottare per il quindicesimo posto come per il sesto. Realisticamente dobbiamo avere i piedi per terra, sapendo che anche se ci sono alcuni cambiamenti per quest’anno non sono drammatici, quindi le prestazioni non saranno molto diverse rispetto all’anno scorso.”

C’è chi nasce per essere un pilota, chi nasce per diventare un campione e poi c’è Fernando Alonso, l’eroe immortale con un’ultima impresa da compiere perché: “Col tempo ti rendi conto che le cose non accadono per una giusta ragione, le cose succedono quando è necessario e per un motivo preciso”. E il mondo motore non vede l’ora di godersi lo spettacolo.

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