Quella volta che Charles Leclerc creò spazio, laddove non c’era.

9 Marzo 2021 0 Di

Monaco 2019

Monaco è sicuramente uno dei circuiti più affascinanti e storici del calendario di Formula 1. Un luogo che è sempre stato sinonimo di fascino e sfarzo, una volta l’anno cambia radicalmente, trasformandosi e portando tra le sue stradine, bolidi che superano i 300 Km/h. Ricordo quel giorno come se fosse ieri. 26 maggio 2019. E in griglia si presenta un ragazzo vestito di rosso, che già aveva brillato in Bahrein, alla seconda con la nuova scuderia, la Ferrari. Quel ragazzo si chiama Charles Leclerc, è monegasco, ma la qualifica del giorno prima a casa sua, non andò come previsto. Un errore della scuderia, beffardo, quasi di sorpresa, che costò a Charles una posizione più avanzata in griglia, e lo costrinse a partire da dietro, in P16. Meriterebbe di più, ne sono tutti sicuri, il ragazzino doveva partire davanti!

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La gara

Alla domenica prese il via la gara, e da lontano nelle retrovie, spuntava il rosso che tanto aveva fatto innamorare e che tutt’ora affascina milioni di persone. Immedesimatevi nel monegasco, che nel gran premio di casa, doveva recuperare uno svantaggio importante, davanti al principe e davanti alla sua gente. Charles avrebbe dovuto dare tutto se stesso.

Partivi sedicesimo, come il numero sulla tua bellissima monoposto. Per tutta la notte avevi pensato a lungo su come impostare le traiettorie e su dove staccare, avevi pensato a come arrivare a punti e a come entrare nella storia. Le potenzialità le hai, ma Monaco è ostica, non ti permette di passare. Quei passaggi stretti, ad altissima velocità, andando a sfiorare la barriera. Insomma, lo spazio non c’era, te lo devi creare.

Pochi secondi ti dividono dalla partenza, devi dare il tempo ai semafori di spegnersi e poi tutto avrebbe avuto inizio, quel semi silenzio sarebbe stato squarciato dal rombo dei motori. Inizi a pensare profondamente, devi annientare i tuoi avversari. Li studi e guardi le loro monoposto. Il motore si scalda, sale di giri, e con essi la tensione e l’adrenalina, un brivido ti assalta la schiena. Mandi via i brutti pensieri e aspetti. Una manciata di secondi, che sembra un’eternità e poi si parte.

Il rumore invade ogni singola viuzza di Monaco, e i cavalli si sprigionano. Quella che sembrava calma prima della tempesta, era finita. Nei primi metri non ti scopri, li usi per studiare quelli davanti, annusi i loro posteriori e stai attento a dosare l’accelerazione. Segui il trenino di macchine che ti precede, e aspetti.

I sorpassi

Ti serve un piccolo spunto, nel secondo giro, arrivato al celebre tornante verso la galleria, ti butti dentro alla Mclaren davanti a te. Un gran sorpasso, pulito, senza problemi.

Adesso devi inseguire un Haas, ma devi anche gestirti, non devi forzare, ne stra fare, la macchina va portata a casa, è quello che ti hanno detto al box. Passa qualche giro, fino ad entrare nell’ottavo, e ti accorgi di essere nettamente più veloce della vettura davanti. Sai anche che Grosjean non ti lascerà passare amabilmente, ma dovrai lottare fino all’ultimo. Sei incollato al suo retrotreno, lo stai tallonando, e gli vuoi far capire di lasciarti andare, ma nessun pilota lo farebbe.

Sei vicinissimo per tutto il giro, però non hai ancora trovato lo spiraglio per inserire il muso e affiancarti al tuo avversario. tutti danno per scontato che ci proverai sul rettilineo, nell’unica zona DRS, tutti tranne te. Il giro stava finendo, ma sapevi che c’era ancora un punto dove potevi superare, la Rascasse.

Una delle curve più insidiose del circuito, e sicuramente l’ultima dove un pilota può solamente pensare di sorpassare, ma tu sai di non essere un pilota “normale”, sei di più. Ti hanno detto di non forzare, ma non riesci a non farlo, così ti butti. Crei lo spazio dove non c’è e passi davanti. Non è un sorpasso, è un capolavoro, il pilota della Haas rimane senza spazio di replica, completamente annientato.

https://www.youtube.com/watch?v=wYUuF–OQs0

Sei carico, hai appena compiuto uno dei sorpassi più belli di sempre, e sicuramente prima della gara avevi letto l’insegnamento di Ayrton: “Non esiste una curva dove non si possa sorpassare”.

Inizio della “fine”

Tutto dopo quel sorpasso sembrava fattibile, così inizi a spingere per andare a prendere la Renault davanti a te, cosciente del fatto che Hülkenberg è ancora più tosto del pilota della Haas. Dopo l’hai raggiunto però, esageri, sei entusiasta ma troppo ottimista, e ci riprovi nello stesso punto. Non andrà come vuoi tu. Hülkenberg ti chiude la porta in faccia, gomma posteriore sul guardrail e gara compromessa.

Inizialmente non sembra esserci niente, ma a metà giro, la gomma esplode, e tu non vuoi crederci.

Eri stato troppo imprudente, ti avevano avvisato, ma avevi fatto di testa tua, sbagliando. Provi comunque a continuare dopo la sosta, ma niente da fare, il fondo della monoposto è troppo rovinato, il ritiro è d’obbligo.

Un vero peccato, quella che sarebbe dovuta essere la tua gara, ha avuto un finale amaro, ma quel sorpasso, quel maledetto sorpasso, ti farà ricordare per sempre.

Che peccato Charles, che peccato… Se potessi scegliere quale gara far ripartire da zero, Monaco 2019 sarebbe tra quelle. Nonostante il finale amaro, il monegasco ha dimostrato a tutti di che pasta è fatto.

Charles Leclerc, sulla sua bellissima macchina rossa.

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